CHI NON HA PANE PUO' MANGIARE LE BRIOCHES

 

Chi non ha pane può mangiare le brioches. Meloni e Renzi non amano i poveri e il Reddito di Cittadinanza (C. Meier)


Chi non ha pane può mangiare le brioches. Meloni e Renzi non amano i poveri e il Reddito di Cittadinanza (C. Meier) - FarodiRoma

“Al peggio non c’è mai limite. Non solo non si interessano delle persone in difficoltà, ora le umiliano anche”. Il leader dei 5Stelle Giuseppe Conte critica con queste parole Daniela
Santanchè, compagna di partito di Giorgia Meloni, andata in tv a puntare il dito contro un ex imprenditore in situazione di difficoltà, che percepisce il reddito di cittadinanza. Lo umilia pubblicamente accusandolo di non essere un esempio dignitoso per i suoi figli e intimandolo di andare a lavorare perché è “robusto” e “paffuto”. Nessuna attenzione verso la sofferenza, nessun senso di umanità”, è il commento pubblicato via social dall’ex premier
Giuseppe Conte che attacca a testa bassa l’iniziativa promossa da Meloni e Renzi per abolire il reddito di cittadinanza.

“Un piano ben preciso, quello degli esponenti di Fratelli d’Italia: togliere a chi non ha per dare a chi già ha e tanto. Sono dei Robin Hood al contrario. Tanto che alcune settimane fa il partito di Meloni ha lanciato una brillante proposta: togliere reddito e pensioni di cittadinanza agli italiani che non riescono a sopravvivere per investire sulle armi, con occhio molto attento alle lobby di settore.
Nella guerra agli ultimi, spicca anche il redivivo Renzi, che non accetta mai di farsi superare, soprattutto negli errori: ha appena annunciato di voler raccogliere le firme per togliere a centinaia di migliaia di famiglie, di giovani precari, anziani e disabili un reddito che gli permette di arrivare a fine mese. Il programma è già pronto: un giorno sarà ai banchetti per togliere aiuti alle fasce di popolazione in difficoltà economica e un altro in Arabia Saudita per continuare le sue conferenze lautamente retribuite che magnificano il rinascimento democratico, giusto per arrotondare lo stipendio da senatore.
Meloni e Renzi si intendono benissimo, soprattutto su un punto: forti con i deboli e molto sensibili, invece, verso gli interessi di chi già conta, e tanto.
Orgogliosi di dare voce a chi, per questa politica lontana dalla realtà, è solo un rumore di fondo. A chi per loro non conta”, conclude Giuseppe Conte.

Intanto la Commissione europea si esprime in difesa della misura bandiera del M5s, come riporta il Fatto Quotidiano “le differenze regionali nel potere d’acquisto e la mancanza di contatto con i gruppi vulnerabili, compresi residenti non italiani e nuclei familiari più numerosi, potrebbero ridurre l’impatto del regime sulla riduzione della povertà”. Secondo Bruxelles, quindi, andrebbe ampliata la platea dei percettori del reddito: i criteri previsti per percepire il sussidio, ad oggi, sono troppo stringenti nei confronti negli stranieri e penalizzano le famiglie numerose. “Il rafforzamento degli ammortizzatori sociali e dell’accesso ai servizi sociali in tutte le regioni è fondamentale affinché l’Italia raggiunga l’obiettivo principale dell’Ue per il 2030 sulla riduzione della povertà“, conclude Bruxelles.

Meloni e Renzi dovranno anche fare i conti con l’ordinamento giuridico italiano, infatti – scrive il Fatto Quotidiano – “la legge articolo 31 della 352 del 1970, prevede che non possa essere depositata richiesta di referendum “nell’anno anteriore alla scadenza di una delle due Camere e nei sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l’elezione di una delle Camere medesime”. Visto che la legislatura scadrà a marzo 2023, nel 2022 e nel 2023 non potrà essere depositato nulla. Le richieste potranno ricominciare a partire da gennaio 2024 e di conseguenza l’eventuale referendum potrà essere indetto solo tra metà aprile e metà giugno 2025”.

Christian Meier


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