Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Sahel

CON LO SGUARDO DI UN COLONIZZATO

Immagine
  Con lo sguardo di un colonizzato Lo ammetto. Sono stato colonizzato, forse non abbastanza, dall’ Africa Occidentale e in particolare dal Sahel. Fin dal mio primo soggiorno in Costa d’Avorio per un paio d’anni come inesperto insegnante di muratura in un centro professionale. Assieme ad un amico avevamo scelto il volontariato internazionale sostitutivo del servizio militare. Correva la fine degli anni 70, ruggenti, così saranno in seguito definiti. Da allora l’ Africa occidentale non mi avrebbe più abbandonato se si eccettua uno splendido transito di tre anni a Cordoba, in Argentina. Anche in quel Paese si trattava di intercettare i fragili sentieri e le parole che parlavano di lotte per la dignità nelle periferie povere della città. Nel frattempo, licenziatomi dalla fabbrica dove avevo ripreso il lavoro, ero tornato in Costa d’Avorio. Stavolta come missionario di ‘professione’, e cioè come religioso per l’accompagnamento dei giovani studenti fino all’inizio degli anni ’90. Fu...

TU CHIAMALE SE VUOI EMOZIONI

Immagine
                       Charles   Tu chiamale se vuoi, emozioni.  Dal Sahel all’occidente di Padre Mauro Armanino Ogni volta mi dico che è l’ultima. L’ultima missione, l’ultimo Paese e l’ultimo popolo da lasciare. La storia si ripete e, senza saperlo o volerlo, cado nella stessa trappola. Si parte per un tempo, si vorrebbe e dovrebbe rimanere per sempre e poi, al solito, si torna. C’è una partenza in senso inverso. Dall’italico occidente al Sahel, dal Porto Antico di Genova alla porzione di Sahel riservata al Niger. Dalla sponda del Mediterraneo alla sponda del Sahara per un viaggio durato quattordici anni e qualche mese. Si passa, nel frattempo, dal Paese stampato sulla cartina geografica e dai confini ben definiti al Paese reale. Le strade, i volti, le storie di sabbia e i nomi di vento si mescolano come solo la polvere sa fare con consumata maestria. Ogni volta mi dico che è l’ultima e, senza capirlo, si recidiva. ...

MORTI DUE VOLTE di Padre Mauro Armanino

Immagine
  Morti due volte perchè di seconda mano Si può nascere più di una volta e, appunto, morire più di una volta. Tutto dipende dal luogo, dal momento e soprattutto dalla ‘qualità’ del deceduto. Tra vita e morte c’è un’esigua passerella che permette di attraversare il fiume che congiunge i due momenti. Come dire che le due realtà non sono affatto separabili e l’una riflette l’altra. Nascere, ad esempio, in quella porzione d’Africa chiamata Sahel e più specificatamente nelle ‘Tre Frontiere’, Burkina Faso, Mali e Niger, non è lo stesso che nascere in un Paese come l’Italia. Non è questione di fortuna e neppure di cieco destino ma solo parte di quell’insondabile mistero che è la vita umana. Esso è in parte scritto e in parte da scrivere nella quotidiana umana avventura che ci ostiniamo a chiamare storia. Per dire, in forma diretta, che se uno contava poco da vivo, perché scartato, irrilevante o, addirittura invisibile, si porterà le stesse caratteristiche anche da morto. Per il mondo che...

I MIRAGGI DEL SAHEL di Padre Mauro Armanino

Immagine
  Corale des enfants I miraggi del Sahel In senso proprio il miraggio è un fenomeno ottico che si verifica, in condizioni particolari, su ampie superfici piane, per cui è visibile l’immagine di oggetti lontani, apparentemente riflessi in una distesa liquida posta in basso o che sembra galleggiare in alto. In senso figurato il miraggio si presenta come una prospettiva tanto allettante quanto ingannevole, qualcosa di illusorio, un sogno irraggiungibile e irreale. Entrambi i sensi della parola miraggio sono attualizzati nell’affascinante e complesso spazio saheliano. I migranti, commercianti e contrabbandieri transfrontalieri che attraversano, spesso senza ritorno le zone desertiche, fanno esperienza del senso proprio. Si possono notare in lontananza sorgenti d’acqua, laghi e fiumi inesistenti. Il resto dei popoli del Sahel, invece, incappano spesso e volentieri nel senso figurato del termine. Le promesse di sicurezza, benessere, giustizia e buon governo si rivelano come effim...

LA FEBBRE DELL'ORO NEL SAHEL di Padre Mauro Armanino

Immagine
  La febbre dell’oro nel Sahel Partito dal Paese più ‘giovane’ del mondo, il Sud Soudan, James si è prefisso di cercare l’oro ovunque si trovasse. Parte dalla capitale Juba nel 2021 e passa nell’altro Soudan per raggiungere il Tchad. Lavora per qualche mese in una zona aurifera e riesce a mettere da parte qualche centinaio di migliaia di franchi locali. Di ritorno dalle miniere è derubato dai banditi di quanto aveva faticosamente risparmiato. Arriva in Libia e vi rimane il tempo necessario per capire di andare dove l’oro è a portata di mano, per esempio nel confinante Niger. James si impegna per seguire il cammino dell’oro e ne trova quanto basta per decidere di partire. Ma solo per essere derubato da banditi o da ‘terroristi’ che gli portano via il ricavato di altri mesi di arduo scavo nelle miniere della zona. Non gli rimane che andare ancora più lontano e tentare la sorte nel confinante Burkina Faso. Lavora duro per sei mesi e la somma accumulata passa il milione di franchi ...

NARRATIVE E REALTA' NEL SAHEL CENTRALE di Padre Mauro Armanino

Immagine
  Narrative e realtà nel Sahel Centrale Com’è noto i fatti non parlano da sè. Vanno contestualizzati e soprattutto interpretati con onestà. Da ciò si deduce l’importanza crescente delle narrazioni che hanno l’ambizione di ‘raccontare’ la realtà. Quest’ultima è, come si suol dire, ‘testarda’ e come ogni verità che si rispetta arriva tardi ma, inesorabile, arriva. In questa parte del mondo si sono inventati i ‘griot’ o cantastorie che, con arte che si trasmette di generazione in generazione, narrano genealogie e avvenimenti che glorificano ( e talvolta) contestano il potere. La realtà fatta di avvenimenti scorre, ambigua, tra le loro parole. Oggigiorno sono i social network che giocano questo ruolo in termini, spesso, di mera propaganda ideologica. Le parole chiave dei Paesi che compongono il Sahel Centrale, Burkina Faso, Mali e Niger, riflettono quanto sotto altri cieli si definisce populismo sovranista. La salvaguardia della patria si innesta sulla sovranità nazionale e il...

MEDITAZIONI DAL SAHEL di Padre Mauro Armanino

Immagine
  Alla ricerca del tempo perduto. Meditazioni dal Sahel Ognuno ha il suo tempo e forse ognuno è il suo tempo. Anche il saggio diceva che c’è un tempo per tutto e tutto per un tempo. I calendari, le stagioni, gli orologi e, per certi versi i cimiteri, sono inventati o accettati come patetici tentativi per misurare il tempo. Operazione necessaria quando si deve viaggiare coi mezzi pubblici, organizzare compleanni, festeggiare avvenimenti o semplicemente fare memoria di eventi passati. Questo è il tempo ufficiale che naturalmente non coincide affatto col tempo personale che si apparenta ad un mistero incalcolabile perché bagnato di eternità. Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo. C’è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante. Un tempo per uccidere e un tempo per guarire, un tempo per demolire e un tempo per costruire. Un tempo per piangere e un tempo per ridere, un tempo per...

QUANDO LE PAROLE (RI)FONDANO LA REALTA' NEL SAHEL di Padre Mauro Armanino

Immagine
  Quando le parole (ri)fondano la realtà nel Sahel Il primo colpo di stato nel Niger è stato operato nel 1974 da un gruppo di militari riuniti sotto il segno del Consiglio Militare Supremo, CMS condotto dal colonnello Seyni Kountché, capo di stato maggiore delle Forze Armate Nigerine. Il gruppo ha rovesciato il primo presidente del Paese, Diori Amani la cui sposa fu uccisa al momento del  putsch . Il secondo golpe è sopraggiunto nel 1996. Un altro gruppo di ufficiali, guidati dal capo di stato maggiore delle Forze Armate Nigerine, operando in nome del Consiglio Nazionale di Salvezza, CNS, ha rimosso il presidente Mahamane Ousmane, eletto tre anni prima. Il colonnello Ibrahim Baré Mainassara che prese il potere per la circostanza, fu assassinato all’aeroporto di Niamey nel 1999 dal terzo colpo di stato. Un gruppo di militari, riuniti nel Consiglio di Riconciliazione Nazionale, CRN, diretto dal capo della guardia presidenziale, il comandante Daouda M...

STRANEZZE DA COLPO DI STATO NEL SAHEL di Padre Mauro Armanino

Immagine
  Stranezze da colpo di stato nel Sahel I n Costa d’Avorio ero stato testimone del passaggio dal partito unico al multipartitismo degli anni ’90. Per la prima volta il ‘saggio’ e padre della nazione era stato sfidato da un altro candidato che qualche anno dopo sarebbe diventato il presidente della Repubblica. In Argentina ci si trovava nell’epoca della svolta liberista del peronista Carlos Menem. La dittatura dei militari era ancora nell’aria e la memoria degli ‘scomparsi’ faceva fatica ad affermarsi. Nella provincia di Cordoba, nella quale ho vissuto per qualche anno, prima di passare ai ‘pesos’ la moneta era rappresentata da tagliandi stampati dalla Provincia per contenere l’inflazione e il debito. In Liberia ho assistito alla conclusione della lunga guerra civile e l’attacco di Monrovia da parte del LURD, Liberiani Uniti per la Riconciliazione e la Democrazia. Per la prima volta i miei occhi hanno visto una guerra e soprattutto le...

AL SUD DEL FUTURO. ELOGIO DEL SILENZIO di padre Mauro Armanino

Immagine
  Al sud del futuro. Elogio del silenzio In una intervista che Illich registrò in Giappone con il suo amico Douglas Lummis nell’inverno 1986/87, Lummis lo interroga su un futuro possibile: «All’inferno il futuro!» gli risponde Illich, «È un idolo mangiatore di uomini. Le istituzioni hanno futuro… ma le persone non hanno futuro; le persone hanno solo speranza» Questa citazione è presa da un scritto di David Cayley su Ivan Illic, uno dei massimi pensatori e ‘profeti’ del ‘900. Essa appare all’inizio del libro ‘SPERANZA forza sociale’, pubblicato l’anno scorso. Al ‘sud del futuro’ si trova il Sahel, riva che confina col ‘mare’ chiamato Sahara. D’acchito tutto sembra congiurare contro di lei, la speranza. Sembra provarlo l’insicurezza in molte zone di questo spazio. Le migliaia di morti e gli spostamenti di popolazione come immediata conseguenza dei gruppi armati terroristi di ispirazione islamica. Le carestie che si susseguono e si confermano come rit...

SABBIA MIGRANTE di Padre Mauro Armanino

Immagine
  Sabbia migrante, ossia il mondo visto da qui Sbarcando a Niamey il mese di aprile del 2011 la parola ‘migrante’ non faceva parte del lessico locale. Si parlava piuttosto di ‘avventurieri’ oppure più semplicemente di ‘esodanti’. Queste due parole nominavano altrettante visioni del migrante, come gli occidentali lo chiamavano. L’avventuriero è una delle figure tipiche dell’immaginario culturale dell’Africa Occidentale perché andare lontano e di preferenza al mare era come un cammino iniziatico. Il giovane diventava ‘uomo’, avventurandosi verso il totalmente sconosciuto per i Paesi del Sahel, il mare! L’immenso, l’ignoto e cioè la grande sfida. La seconda parola che definiva il migrante era, appunto, ’esodante’. Una parola evocativa che suona come un esilio scelto, un andare senza conoscere come e se il partente sarebbe tornato. In effetti nel Niger, da tempo, si praticava una migrazione stagionale che a volte si trasformava in definitiva. I Paesi della costa atlantica o il ...

POLVERE DIVINA

Immagine
  Disuguaglianze di polvere divina nel Sahel di Padre Mauro Armanino All’inizio di tutto c’è la polvere con un soffio di vento. E' questa l’uguaglianza fondamentale che accomuna persone e cose di questo mondo. Poi, col tempo, la storia e gli avvenimenti, le condizioni della polvere cambiano e si può affermare che, qui come altrove, c’è polvere e polvere. Alcuni son più polvere di altri malgrado il soffio originario conservi tutta la sua creativa bellezza e fragilità. Col tempo c’è chi dimentica di non essere che polvere, aspira alla vita e presume di diventare potente. Così si sono formate le classi sociali, i gruppi di potere, le élite che governano e il popolo che altro non dovrebbe fare se non aderire a quanto si decide per suo bene. La sovranità di polvere si coniuga con l’indipendenza del vento che ad essa si affida. La polvere si trasforma in aristocrazia o dittatura. Dalla polvere di natura ugualitaria alla società delle disuguaglianze il passo è assai breve e notabile....

COMPLOTTI, COSPIRATORI E COMPLICI NEL SAHEL di Padre Mauro Armanino

Immagine
  Complotti, cospiratori e complici nel Sahel Denunciare tentativi di complotti, svelare intrighi per destabilizzare l’ordine o il disordine costituito, sembra essere una delle specialità dei regimi polizieschi, militari o dittatoriali. Nell’Unione Sovietica staliniana, ad esempio, sappiamo che ogni tentativo di messa in discussione della rivoluzione aveva condotto alla creazione di un un mondo sommerso di campi di detenzione. In essi milioni di persone considerate ‘dissidenti’ e dunque traditori della patria, passavano anni di rieducazione mentale spesso assieme a ‘delinquenti’ comuni. La denuncia regolare, sistematica, organizzata e studiata di complotti, veri o presunti, segue canovacci che si ripetono. Accadono in momenti particolari di difficoltà e credibilità del regime, offrono valide alternative alle critiche e soprattutto compattano una parete dei cittadini increduli. In genere non manca mai, come nei film polizieschi, una spia o un ‘pentito’ che rivela le macchina...

MILITARIZZAZIONI DI POLVERE NEL SAHEL di Padre Mauro Armanino

Immagine
  Militarizzazioni di polvere nel Sahel Le cronache quotidiane di attualità assomigliano in modo palese a bollettini di guerra. Per un fenomeno assai conosciuto di assuefazione ciò diventa come parte dello scenario decorativo delle notizie. Si scivola in ciò che c’è di più terribile nella vita e cioè la ‘normalizzazione’ della violenza armata come unico sistema di risoluzione dei conflitti tra cittadini, classi sociali, Paesi, religioni, culture e interessi. Ad ognuno la sua guerra, verrebbe da dire. Uno dei segnali inequivocabili di questo fenomeno è rappresentato dalla crescita delle spese militari in tutti i Paesi che se lo possono permettere. Dopo una leggera contrazione delle spese in seguito alla fine della guerra fredda e la provvisoria scomparsa dell’Unione Sovietica, ci si è accorti che rimanere senza nemici era ancora più difficile che averne uno. La guerra globale al terrorismo, l’asse del male, gli stati canaglia e soprattutto la rimilitarizzazione giustificata da qu...

DIMENTICANZE, CENSURE E RESISTENZE NEL SAHEL di Padre Mauro Armanino

Immagine
  Dimenticanze, censure e resistenze nel Sahel Ci sono persone …. Che dicono ‘No’, quando la maggioranza annuisce con rassegnato disinteresse… Che alzano la fronte, quando la maggioranza la inclina… Che smettono di credere, quando il credo ufficiale si impone sulla maggioranza … (capitano Marcos) Il tempo, lo sappiamo, fa il lavoro per il quale è stato inventato. Aiuta a ricordare, dimenticare e ricostruire il passato secondo l’interesse del presente. Qui a Niamey, la capitale del Niger, i primi giorni dagli arresti domiciliari del presidente riconosciuto dalla Comunità Internazionale, Mohammed Bazoum, erano tesi e concitati. Sembrava proprio, come molti hanno notato, il colpo di stato di troppo in questo Paese eppure avvezzo a questa maniera per riattivare la vita politica trovatasi in un impasse. Nel passato era già accaduto che la guardia presidenziale, al servizio della sicurezza del presidente in carica, lo avesse invece liquidato in modo efferato. Accadde all’aeroporto ...