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Visualizzazione dei post con l'etichetta natura

SEDUTO SENZA FARE NIENTE

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“Seduto senza far niente. Viene la primavera e l’erba cresce da sé”. Così recita un famoso detto zen, per significare che in natura le cose succedono senza doversi affaticare né preoccupare.    Però nella società umana, fatta di regole e impegni amministrativi, di funzionamento delle strutture, etc. qualche piccolo intervento -magari una volta all’anno- tocca prevederlo.    Ad esempio oggi, a Treia, è venuto fuori il discorso dell’erba che trasborda sulle strade. Sì, è vero che sembra un miracolo che l’erba cresca “ancora” da sé ma alcuni automobilisti non sono proprio contenti dell’invasione.    Ma -secondo me- anche se l’erba coprisse tutte le vie asfaltate del mondo sarebbe persino meglio per tutti… e magari sarebbe addirittura meglio se invece di viaggiare con le puzzolenti automobili tornassimo a muoverci a piedi, o a dorso di mulo, asino, cavallo e bue…  Almeno così le bestie durante il viaggio avrebbero da satollarsi a gratis, e noi saremmo esen...

SHIVA

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  La Natura è la matrice universale… di PAOLO D'ARPINI Ai primordi della cultura umana la differenza fra Natura e “divinità” era impercettibile, la speculazione filosofica non era arrivata a presupporre un creatore separato, in quanto autore della creazione. Infatti nell'antica tradizione matristica e panteistica la Natura coincideva con la Madre Universale, la quale da se stessa e in se stessa produce tutti i fenomeni, manifestando tutte le forme. In questa visione non vi è alcuna separazione o differenza fra la Matrice e le sue emanazioni, viventi o amorfe che siano. Animali, piante, montagne, corsi d’acqua, mari, cielo stellato, luna, esseri umani… tutto compartecipa ed è espressione dell’atto creativo, parte indivisibile di un Unicum.   La creazione in questa ottica è vista come qualcosa di spontaneo e naturale, una ricorrenza ciclica che sorge dalla terra, sulla terra insiste e alla terra ritorna, in un continuo ripetersi senza un “oltre”. Tutto è presente nel Tutto, nell...

Religioni patriarcali astratte e saggezza matristica concreta di PAOLO D'ARPINI

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Insistere troppo su valori astratti  "teisti"  non aiuta la mente umana al superamento del pensiero patriarcale. Dobbiamo -secondo me- abbandonare la speculazione religiosa e ritornare ad una spiritualità priva di dogmi e non specificatamente  legata al genere (il sacerdozio nelle religioni monoteiste di origine semita  è precluso alle donne). Per carità, va anche bene fare un'analisi storica  sulla formazione del cristianesimo e di come  questa religione "semita" abbia attinto al paganesimo pre-esistente. Tra l'altro  la rivalutazione del paganesimo è una delle caratteristiche portanti non solo nel filone New Age ma anche in ricerche storiche serie,  come ad esempio quella di  Daniel Danielou sul mito di Dioniso-Shiva. Ma dovremmo andare anche più in là riscoprendo i culti più antichi e vicini alle nostre radici, ovvero l'adorazione della Grande Madre o Energia Primordiale  (Shakti). Spesso  durante le feste da noi organizzate, sop...

La storia dell'uomo (partendo dall'alimentazione) ed il ritorno alla natura...

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 di PAOLO D'ARPINI L’anima, equivalente a Coscienza, è comune a tutti gli esseri viventi… solo le capacità intellettive variano. Perché gli scienziati sono sicuri che l’uomo si sia evoluto da altre specie? Per una nutrita serie di ragioni. Le analisi sulle sequenze genetiche mostrano che il DNA dell’uomo è uguale quasi al 99 per cento a quelli di bonobo e scimpanzé, il che mostra con certezza quasi assoluta che veniamo tutti da un antenato comune. Migliaia di fossili documentano – con accuratezza sempre maggiore – l’esistenza di diverse specie di ominidi che si sono avvicendate sulla nostra linea evolutiva dopo che questa si è separata da quella degli altri primati antropomorfi e, più di recente, da quella di scimpanzé e bonobo.    Personalmente non sono un fanatico della teoria evoluzionista sto solo prospettando una “somiglianza” che giustifica la nostra natura di frugivori. Che l’uomo sia imparentato con la scimmia o meno sta di fatto che l’anatomia comparata ha dimost...

LA MORTE E' VITA IN CONTINUA TRASFORMAZIONE di Paolo D'Arpini

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  Naturalismo:  "La morte è vita in continua trasformazione..." La morte secondo il concetto  della ciclicità naturalistica non è altro che un rinnovarsi delle forme  in altre forme. Una trasformazione che non danneggia in sé la vita. Anzi la vita non è altro che il  rincorrersi del processo vita-morte. I nostri progenitori, come d'altronde tutti gli animali, riconoscevano questa ciclicità quindi non erano particolarmente attaccati alla forma, al senso dell'io. Essi erano in grado di godere l'esistenza, con tutte le sue bellezze e le sue bruttezze, come fosse una meravigliosa avventura. Al termine  della quale, senza rimpianti, erano in grado di lasciarsi andare all'ultimo  sonno ristoratore consapevoli che al risveglio avrebbero trovato una nuova forma. Per questo erano in grado di affrontare pericoli e difficoltà, lotte e rischi, esplorazioni e nuove scoperte,  a cuor leggero. Forse con timore, forse con dubbi sul da farsi, ma senza demordere ne...

ALIMENTAZIONE BIOREGIONALE di Paolo D'Arpini

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  L’alimentazione bioregionale aiuta l’olfatto, l’estetica e la sessualità… L’olfatto, si sa, è il primo senso che si è sviluppato negli esseri viventi. Attraverso l’olfatto, più che per mezzo degli altri sensi, gli animali sono in grado di riconoscere il mondo che li circonda, la loro vita è tutta una mappa di odori. Ovviamente è stato così anche per l’uomo, soprattutto fino all’avvento della società industriale che con i suoi forti olezzi ha tarpato ed ottenebrato la capacità olfattive dell’uomo. L’olfatto si è insomma “addormentato” nella nostra specie, allo stesso modo in cui quando siamo sottoposti ad un rumore assordante e continuo tendiamo a cancellarlo dall’attenzione consapevole corrente. Evidentemente la situazione olfattiva cominciava ad essere già alquanto drammatica se consideriamo la scoperta fatta a Creta, dove furono trovati residui attestanti la lavorazione in serie di varie erbe e fiori, cocci di calderoni, pollini, tracce di olio e di essenze già pronte. Ma perch...

La presenza della Coscienza in tutto ciò che è vivo... di Paolo D'Arpini

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  Apparentemente, secondo una visione cartesiana, sembrerebbe che  solo l’uomo sia in grado di sperimentare coscienza di sé ed intelligenza discriminativa  e sentimenti. Allo stesso tempo siccome non esiste cosa su questa terra e nell’universo, che possa dirsi separata -in quanto il tutto contribuisce a manifestare le qualità del “tutto”- e la vita stessa è inscindibile nelle sue varie manifestazioni, manifestando radici comuni in tutte le sue forme, di qualsiasi genere e natura, si può intuire che la caratteristica della “coscienza-intelligenza” sia presente in ogni elemento vivo, che dimostra nascita, crescita e morte, sia pur in diversi gradienti. Facciamo l’esempio della crescita in “intelligenza e coscienza” da parte dell’uomo. Cominciando dalla sua formazione in quanto unione di spermatozoo e uovo, passando per la sua fase embrionale, alla formazione completa degli organi, alla fuoriuscita dal grembo, all’inizio della sua capacità di apprendimento e discernimento… a...