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Religioni patriarcali astratte e saggezza matristica concreta di PAOLO D'ARPINI

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Insistere troppo su valori astratti  "teisti"  non aiuta la mente umana al superamento del pensiero patriarcale. Dobbiamo -secondo me- abbandonare la speculazione religiosa e ritornare ad una spiritualità priva di dogmi e non specificatamente  legata al genere (il sacerdozio nelle religioni monoteiste di origine semita  è precluso alle donne). Per carità, va anche bene fare un'analisi storica  sulla formazione del cristianesimo e di come  questa religione "semita" abbia attinto al paganesimo pre-esistente. Tra l'altro  la rivalutazione del paganesimo è una delle caratteristiche portanti non solo nel filone New Age ma anche in ricerche storiche serie,  come ad esempio quella di  Daniel Danielou sul mito di Dioniso-Shiva. Ma dovremmo andare anche più in là riscoprendo i culti più antichi e vicini alle nostre radici, ovvero l'adorazione della Grande Madre o Energia Primordiale  (Shakti). Spesso  durante le feste da noi organizzate, sop...

RITORNO ALL'UMANO CONDIVISO di Paolo D'Arpini

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Ritorno all’umano condiviso!   Nel libro “La civiltà della Dea” l’autrice Marja Gimbutas utilizzava il termine “matristico” per definire le antiche società neolitiche, Riane Eisler per risolvere il problema ha coniato addirittura un nuovo termine, gilania, unendo la radice greca di femminile (gyn) e maschile (an) con una ‘l’, lettera che evoca il termine link, ‘legame’. Invece Heide Göttner Abendroth, che possiamo definire la fondatrice di questa corrente di studi, considera la parola adeguata da usare matriarcato, e lo spiega dal punto di vista etimologico non come ‘potere delle madri’, bensì come ‘antiche madri’, da cui la semplice evidenza che queste società tengono in alta considerazione la funzione materna come principio intorno a cui si organizza la società, per cui essendo il rapporto d’amore e di cura madre-figlio l’aspetto fondante della società non esistono le gerarchie tipiche del patriarcato”. Ma a partire da cinquemila anni or sono, con il formarsi delle civiltà agrico...

Evoluzione della specie e parità di coscienza nella differenza di genere… di PAOLO D'ARPINI

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    Paolo D’Arpini e Caterina Regazzi –  bioregionalismo.treia@gmail. com Scrive Caterina Regazzi:   “Mi chiedo in base a quello che dice Paolo e non solo, come mai se le donne all’epoca del matriarcato sceglievano i maschi in base alle qualità positive di questi, come la solidarietà, la cura verso la prole (?), la disponibilità (in che senso?), il senso di appartenenza alla comunità, e io ci metterei la capacità di proteggere la comunità e la capacità di procacciare il cibo (o anche questo era appannaggio delle donne visto che all’epoca saranno stati vegetariani o per meglio dire, frugivori?) allora come mai poi c’è stata questo cambiamento di rotta verso il patriarcato? Forse la scelta dei maschi non era stata così attenta? La scelta del compagno forse é ancora oggi appannaggio della donna, quando c’è a disposizione una popolazione maschile entro cui scegliere, e così l’accudimento della prole durante l’infanzia, tranne casi isolati… siamo ancora noi responsabil...

Ritorno alla civiltà al femminile od un salto avanti oltre il patriarcato? di PAOLO D'ARPINI

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  Romeo, un  matrista convinto, mi scrive  "....per un ritorno alla civiltà   bisognerebbe parlare di … riprendere il posto ed il ruolo che spetta alla donna per la sua singolarità che l’ha portata per 60.000 anni ad essere rappresentata come “Pacha-Mama” o “Madre-Terra” e ad essere guida di una Natura-Umana in formazione. Il maschilismo odierno ha in sé un periodo di dominio di solo 3-4000 anni e, quindi, ha assunto un potere illusorio con il solo uso della violenza e di quella “etica del potere” che ha stravolto il cammino della civiltà. Se parliamo di ritorno al “potere” non vogliamo per nessun motivo fare riferimento ad un “dominio” quando invece dobbiamo parlare di una … straordinaria e civile collaborazione nella quale vale la singolarità-femminile, alla stessa stregua che vale la “singolarità-maschile”. Questo cammino porta alla “vera consapevolezza”, vista come fondamento ineludibile per l’umanesimo e l’umanità della specie.” In sottofondo sono d'accordo con ...