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UNIONE DONNE ITALIANE oggi UNIONE DONNE IN ITALIA

  L'Unione Donne Italiane si costituisce ufficialmente il 1º ottobre 1945 e pochi giorni dopo il primo congresso nazionale vede i  Gruppi di difesa della donna  confluire nell'unione per creare la più grande organizzazione per l' emancipazione femminile  italiana. In essa confluisce anche l' Associazione femminile per la pace e la libertà  fondata dalla partigiana e scultrice  Velia Sacchi . Nel 1947 al termine del secondo congresso viene eletta presidente dell'UDI la  comunista   Maria Maddalena Rossi . Segretaria generale è la  socialista   Rosa Fazio Longo [4 ] . Nel comitato d'onore vengono chiamate  Rita Montagnana ,  Ada Gobetti  e  Lina Merlin , più tardi prima firmataria della  norma che mise fuori legge  le  case di tolleranza . A dirigere l'UDI viene creato anche un direttivo di 27 donne e un consiglio nazionale di 150 componenti . Con l'avvento del  femminismo in Italia , l'UDI si cos...

8 marzo

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8 MARZO

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  Quest’anno cade l’80esimo del  voto alle donne,  un diritto  irragionevolmente  negato per secoli  Fu la partecipazione delle donne alla Resistenza, le cui motivazioni non erano solo la liberazione dagli orrori del nazifascismo e il ritorno al passato, né erano indotte da scelte (come per gli uomini l’arruolamento nella Repubblica di Salò o deportazione…), che permise un nuovo protagonismo femminile nella parità di obblighi e di diritti.  Il valore delle 21 Madri Costituenti fu nella capacità di “sigillare“ con lungimiranza nella Carta Costituzionale tutti i parametri di libertà e di eguaglianza che piano piano e con fatica abbiamo potuto conquistare e stiamo ancora difendendo dagli attacchi delle forze negazioniste, retrograde e fasciste sempre riemergenti, purtroppo. Furono proprio Teresa Mattei e Rita Montagnana, Madri Costituenti e fondatrici dell’UDI, a scegliere per l’8 Marzo il fiore della “mimosa”  a rappresentare resistenza, forza e fem...

PROTAGONISTE

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VIETATO A SINISTRA

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IL VOTO ALLE DONNE

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LE DONNE COSTITUENTI

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SEDUTO SENZA FARE NIENTE

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“Seduto senza far niente. Viene la primavera e l’erba cresce da sé”. Così recita un famoso detto zen, per significare che in natura le cose succedono senza doversi affaticare né preoccupare.    Però nella società umana, fatta di regole e impegni amministrativi, di funzionamento delle strutture, etc. qualche piccolo intervento -magari una volta all’anno- tocca prevederlo.    Ad esempio oggi, a Treia, è venuto fuori il discorso dell’erba che trasborda sulle strade. Sì, è vero che sembra un miracolo che l’erba cresca “ancora” da sé ma alcuni automobilisti non sono proprio contenti dell’invasione.    Ma -secondo me- anche se l’erba coprisse tutte le vie asfaltate del mondo sarebbe persino meglio per tutti… e magari sarebbe addirittura meglio se invece di viaggiare con le puzzolenti automobili tornassimo a muoverci a piedi, o a dorso di mulo, asino, cavallo e bue…  Almeno così le bestie durante il viaggio avrebbero da satollarsi a gratis, e noi saremmo esen...

FORMICHE

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                                               I n Fact        2,5 Secondo un recente studio dell’Università di Hong Kong, sulla Terra vivrebbero all’incirca 20  quadrilioni  (20 seguito da quindici zeri) di singole formiche, circa 2,5 milioni per ogni essere umano. La massa totale degli insetti su base globale supera il peso di tutti gli uccelli  e di tutti i mammiferi terrestri messi insieme.   Federico Foscale

UDI VOTA NO

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  UDI - Unione Donne in Italia APS Sede Nazionale - Archivio Centrale Roma, via della Penitenza, 37 - 00165 - udinazionale@gmail.com Tel. 06.68 65 884 - www.udinazionale.org La riforma della giustizia serve alle donne? La riforma della giustizia, approvata con legge di revisione costituzionale, sulla quale siamo chiamati tutti a  dare il voto per confermarla o meno, riguarda, come noto, aspetti organizzativi della magistratura. In particolare, senza entrare troppo nel dettaglio, la riforma prevede la creazione di due Consigli Superiori  della Magistratura distinti, uno per la magistratura giudicante (i giudici) e uno per la magistratura requirente  (i pubblici ministeri), oltre a un’Alta corte disciplinare per i magistrati ordinari. La riforma non definisce l’assetto definitivo dell’organizzazione della giustizia, che sarà il risultato  dell’adozione di ulteriori successive norme. Quel che possiamo affermare fin da ora con certezza è che tale riforma non risolve...