POMODORO PACHINO
A Sud di Tunisi Nei primi anni di scuola la geografia mi attraeva solo per i colori delle cartine geografiche affisse nell’aula. Coi compagni si giocava a indovinare senza leggerli i nomi dei Paesi e persino delle capitali. Con gli anni la geografia, quella fatta di strade che si camminano, di un’altra lingua da imparare e soprattutto da gente con cui vivere, mi è entrata dentro. Nell’aria pregna di umidità della regione forestiera in Costa d’Avorio e in Liberia. Nelle quattro stagioni ‘rovesciate’ rispetto all’emisfero nord a Cordoba in Argentina e infine la polvere del Sahel. La storia e la geografia, innestate sull’economia fanno da cornice alla politica. Infine gli anni passati dai transiti delle frontiere mobili che sono i migranti, ha finito per convincermi del peso specifico della geografia per interpretare il mondo. Dopo la mia partenza dal Niger, il passato mese di agosto, non avrei mai immaginato di trovarmi in Africa, senza saperlo e volerlo. Vero. Durante la brev...