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Visualizzazione dei post con l'etichetta Migranti

CEUTA

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  CEUTA È UNA DELLE VERGOGNE DI TUTTA L’EUROPA Abbiamo visto tutti la valanga di esseri umani, che a rischio della vita, si gettavano in acqua, emergevano sulla riva della città spagnola di Ceuta, ultimo residuo in Marocco di un immenso impero coloniale, e poi in massa si riversavano nelle vie. Ecco “l’invasione”, rappresentata così come l’annunciano i fascisti e i razzisti in tutto l’Occidente. I franchisti di Vox hanno urlato contro il primo ministro socialista Sanchez: è colpa del suo permissivismo! Giorgia Meloni e il suo governo hanno minacciato di chiudere le frontiere con la Spagna, anche se con quel paese di frontiere non ne abbiamo. Il governo spagnolo ha subito inviato l’esercito, mentre fioccano le spiegazioni che ignorano la sostanza, ma che servono al dibattito politico. La Corte Costituzionale spagnola ha recentemente sentenziato che chi viene dal mare non può essere respinto come chi viene da terra. Anni fa la polizia aveva brutalmente fermato i migranti attor...

PIAZZA DELLA LIBERTA' di Padre Mauro Armanino

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  L’organetto e i piedi in piazza Siamo a Trieste. Giusto davanti alla stazione ferroviaria si trova la nota e spaziosa Piazza della Libertà. Perché sia tale occorre però condividerla con chi la porta da lontano. Adesso la piazza è stata ribattezzata informalmente ‘Piazza del Mondo’. Proprio in quello spazio è nato e continua da anni l’incontro e lo scambio della libertà condivisa con centinaia di giovani che cercano un luogo dove ricostruire una vita persa e ritrovata dal viaggio. Arrivano dall’Afghanistan, il Pakistan, il Bangladesh, il Nepal e altri distanti paesi che la geografia e la politica hanno, col tempo, reso più vicini. Mesi e talvolta anni sono passati viaggiando di Paese in Paese e di frontiera in frontiera per arrivare su questa piazza creata come avvenimento che contribuisce a ‘rimanere umani’. Ci sono i nuovi arrivati, che si mettono con disciplina da una parte ad ascoltare i consigli di un mediatore culturale. Indica loro come districarsi in questo mondo dove ...

ANNUNCIO RITARDO di Padre Mauro Armanino

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  Annuncio ritardo Il treno regionale in provenienza da Napoli Centrale e diretto a Roma Termini arriva puntuale nella stazione di Villa Literno. Non ricordavo che, il 25 agosto del 1989, in questa cittadina fu ucciso Jerry Essan Masslo, richiedente asilo e raccoglitore di pomodori. La sera prima Jerry, fuggito dall’aparteid in Sudafrica, dormiva con altri 28 migranti in un capannone. Aveva denunciato le condizioni di sfruttamento di cui erano oggetto i lavoratori migranti della zona. Un gruppo di quattro persone, coi volti coperti, fece irruzione con armi e spranghe esigendo i salari che erano stati distribuiti. Il rifiuto di sottostare alla domanda gli costò la vita. Poco dopo l’assassinio, ebbe luogo a Roma la prima grande manifestazione antirazzista in Italia con la partecipazione di circa 200 mila persone. Per Jerry furono tributati i funerali di stato perchè più volte era stato uccisa la sua dignità. A Roma Termini si annuncia invece che il treno Intercity con destinaz...

DEPORTAZIONE

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  Normalizzare la violenza :  la mobilità criminalizzata Non è casuale. La deportazione dei migranti, rifugiati e richiedenti asilo si è estesa alla stessa velocità della globalizzazione delle merci e dei capitali. In molti dei Paesi occidentali e, gradualmente anche nel Sud del mondo, i campi di raccolta, identificazione, transito ed espulsione si sono moltiplicati. Fare poi appello a Paesi terzi ritenuti ‘sicuri’ in quanto a rispetto dei diritti umani è una pura finzione giuridica senza fondamento. Le violenze insite nelle sinistre operazioni citate, per la loro pervasività e soprattutto per le collusioni coi poteri politici, sono da tempo ‘normalizzata’. Non fanno notizia, non danno scandalo, non sono pietra di inciampo, non fanno vergognare, non destano reazioni notabili, non generano sconcerto e non lasciano, apparentemente, traccia. Non è casuale. La mobilità, per la sua intrinseca carica sovversiva, è stata ‘criminalizzata’. Rivendica un’insopprimibile scort...

QUALE PATRIA PER I 'SENZA' di Padre Mauro Armanino

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  Quale patria per i ‘senza’ La vita dei “senza” – che siano persone senza permesso di soggiorno, senza domicilio, senza cittadinanza, senza una terra, senza diritti –la possiamo comprendere solamente in relazione alla vita dei “con”, per così dire, ovvero coloro che beneficiano di queste cose generalmente date per scontate, in una relazione mediata dall’insieme delle istituzioni che contribuiscono a legittimare e mantenere tali disuguaglianze. (Didier Fassin) Li ho visti, scoperti, conosciuti e, talvolta accompagnati, in Costa d’Avorio, in Argentina, in Liberia, nel Niger e a Genova in una Patria che mi è sempre più difficile riconoscere come tale. Si tratta dei SENZA di cui parla Didier Fassin nel suo libro ‘Le vite ineguali’. Senza la pace da decenni. Senza la parola da sempre. Senza rappresentanza nella politica. Senza una storia meritevole di menzione secondo i criteri dominanti. Senza identità per le statistiche della Banca Mondiale o degli Stati. Senza un volto. Se...

ASSEDIATI E ASSEDIANTI di Padre Mauro Armanino

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  Assediati e assedianti a nord del Sahel Non ci sono assediati senza assedianti. L’uno e l’altro vanno assieme e non è sempre agevole definire i confini tra le due complementari realtà. Se qualcuno ha letto la storia umana come lotta di classe si potrebbe anche interpretarla come antagonismo tra oppressi e oppressori o allora tra assediati e, appunto, assedianti. Il recente ed ennesimo dramma che proprio in questi giorni ha contribuito ad allungare la lista dei morti nel mare Mediterraneo di Lampedusa, ne rende difficile se non impossibile la determinazione. Chi, in questo caso erano gli assediati o gli assedianti rimane una questione aperta secondo da quale punto di vista si legga la vicenda e si usino le parole per descriverla. A nord del Sahel c’è il deserto del Sahara, il Maghreb, il Mediterraneo come ‘Mare Nostro’ e poi le prime avvisaglie dell’Europa meridionale. Chi assedia e chi è assediato è da precisare o scongiurare ogni volta. L’assedio è inteso come un’operazio...

I SOGNI CONFISCATI E LA FORESTA di Padre Mauro Armanino

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  I sogni confiscati e la foresta Sono entrambi originari della Costa d’Avorio ed è per me come un piacevole ‘giocare in casa’. Non si dimentica mai il primo amore. Sbarcato in questo Paese nel millennio scorso, dal 1976 al ’78, la prima volta nel continente africano. Il ritmo della lingua, i luoghi e lo stile sono riconoscibili ad occhio e orecchio nudo. Traoré di mestiere panettiere e pasticciere nella città di Man, nel nord ovest della Costa d’Avorio. Parte l’anno scorso, coi suoi 32 anni e una famiglia lasciata a casa, per inventarsi un futuro diverso e più luminoso di quello che si trova tra le mani che impastano povertà e nulla più. Derubato come tutti i migranti dai gruppi armati nel Mali raggiunge l’Algeria e lavora prima come panettiere e poi, al solito, in un cantiere edile ‘cinese’ della capitale. Al momento di ritirare il frutto del suo lavoro arriva ‘casualmente’ la polizia che spoglia i migranti di tutti gli averi, li arresta e li deporta a Tamanrasset in un cen...

LA FEBBRE DELL'ORO NEL SAHEL di Padre Mauro Armanino

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  La febbre dell’oro nel Sahel Partito dal Paese più ‘giovane’ del mondo, il Sud Soudan, James si è prefisso di cercare l’oro ovunque si trovasse. Parte dalla capitale Juba nel 2021 e passa nell’altro Soudan per raggiungere il Tchad. Lavora per qualche mese in una zona aurifera e riesce a mettere da parte qualche centinaio di migliaia di franchi locali. Di ritorno dalle miniere è derubato dai banditi di quanto aveva faticosamente risparmiato. Arriva in Libia e vi rimane il tempo necessario per capire di andare dove l’oro è a portata di mano, per esempio nel confinante Niger. James si impegna per seguire il cammino dell’oro e ne trova quanto basta per decidere di partire. Ma solo per essere derubato da banditi o da ‘terroristi’ che gli portano via il ricavato di altri mesi di arduo scavo nelle miniere della zona. Non gli rimane che andare ancora più lontano e tentare la sorte nel confinante Burkina Faso. Lavora duro per sei mesi e la somma accumulata passa il milione di franchi ...

PERCHE' NULLA CAMBI di Padre Mauro Armanino

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  Perché nulla cambi La cosa migliore è quella di cambiare tutto. Lo scrisse in un noto passaggio Tomasi di Lampedusa ne 'Il gattopardo’ . Dal mio arrivo, nel 2011, il Niger viene classificato agli ultimi posti nell’Indice dello Sviluppo Umano. Il rapporto annuale, pubblicato recentemente dalle Nazioni Unite, seppur sfumando i dettagli, conferma che l’Africa subsahariana conserva in classifica le posizioni di coda. I fattori presi in considerazione per stilare la graduatoria sono tre. Si tratta della speranza di vita, l’indice di istruzione e il prodotto interno lordo pro capite. I regimi militari seguono quelli civili che sfociano in colpi di stato a loro volta creatori di periodi di eccezione e terminare, per ora, nella ‘rifondazione’ del Paese. Tutto ciò passa e il Niger rimane, nel rapporto citato, non lontano dall’ultimo posto della lista. Paese incastonato nel Sahel Centrale, il Niger, per la sua posizione geografica, è una Terra di Mezzo, uno degli spazi di passaggio ve...

SABBIA, VENTO E TEMPESTA di Padre Mauro Armanino

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  Sabbia, vento e tempesta.  14 anni di polvere nel Niger Ci siamo intesi subito fin dall’inizio. La sabbia sembrava offrire più che una metafora del Paese ‘scoperto’ al mio arrivo, un 5 aprile del 2011. Conoscevo la sabbia della riva del mare Mediterraneo e, con minore cordialità, quella analoga dell’oceano Atlantico durante il soggiorno in Costa d’Avorio e Liberia. Un breve passaggio nel Benin mi ha fatto conoscere la ‘Porta di Non ritorno’ degli schiavi detenuti prima del viaggio verso le Americhe. Il monumento in questione è piantato nella sabbia di fronte al mare. Non si tratta però della sabbia che avrei esperimentato nella capitale Niamey, coi migranti e in generale durante il soggiorno nel Paese. La vita, la storia, le migrazioni, la politica e i colpi di stato che hanno caratterizzato il transito in questione sono, della sabbia, simbolo, espressione e contenuto. Troppe volte, ascoltando le storie dei migranti di ritorno dal ‘Sud di Lampedusa’, non rimaneva che lei,...

MIGRANTI E MIGRAZIONI NEL SAHEL di Padre Mauro Armanino

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  Migranti e migrazioni nel Sahel Dice che voleva andare a pregare in Israele. Nato nella minuscola Guinea Bissau, Pascal aveva già viaggiato molto nell’Africa costiera. Di professione imbianchino aveva trovato lavoro in Costa d’Avorio, Ghana, Togo e Benin. Di ritorno al Paese era passato in Gambia e infine nel Senegal. Ha messo da parte una somma di franchi locali e si è avventurato nel Mali e, attraversando la città di Gao, ha raggiunto l’Algeria. A Tamanrasset il suo viaggio alla volta di Israele si è concluso con l’arresto, la confisca del suo telefono cellulare, i soldi che rimanevano e la sua agenda di viaggio mentale. Con l’aiuto di compassionevoli viandanti arriva ieri a Niamey con la compagnia di bus Sonitrav. Per solidarietà un senegalese gli offre un precario riparo sotto la veranda della sua casa e Pascal solo desidera, adesso, di tornare al suo Paese natale. Loro sono invece una ventina. Tra bambini, madri e giovani raggirati da un venditore ambulante di sogni. Nel...

SABBIA MIGRANTE di Padre Mauro Armanino

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  Sabbia migrante, ossia il mondo visto da qui Sbarcando a Niamey il mese di aprile del 2011 la parola ‘migrante’ non faceva parte del lessico locale. Si parlava piuttosto di ‘avventurieri’ oppure più semplicemente di ‘esodanti’. Queste due parole nominavano altrettante visioni del migrante, come gli occidentali lo chiamavano. L’avventuriero è una delle figure tipiche dell’immaginario culturale dell’Africa Occidentale perché andare lontano e di preferenza al mare era come un cammino iniziatico. Il giovane diventava ‘uomo’, avventurandosi verso il totalmente sconosciuto per i Paesi del Sahel, il mare! L’immenso, l’ignoto e cioè la grande sfida. La seconda parola che definiva il migrante era, appunto, ’esodante’. Una parola evocativa che suona come un esilio scelto, un andare senza conoscere come e se il partente sarebbe tornato. In effetti nel Niger, da tempo, si praticava una migrazione stagionale che a volte si trasformava in definitiva. I Paesi della costa atlantica o il ...

MEMORIA

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LE PAROLE E LE COSE NEL SAHEL: ISTRUZIONI PER L'USO di Padre Mauro Armanino

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  Le parole e le cose nel Sahel: istruzioni per l’uso ...La risposta che Confucio (VI sec. a.C.) diede a un suo discepolo che gli chiedeva: «Maestro, che cosa faresti per prima cosa, se fossi capo dello stato?» «La prima cosa che farei – rispose Confucio – sarebbe quella di raddrizzare i nomi.» Le parole sono le strade che percorriamo ogni giorno per arrivare agli altri, a noi stessi e alla realtà. Le parole sono semi che il vento trasporta e che, talvolta misteriosamente, danno frutti insospettati. Le parole sono sassi che feriscono o dei fili spinati che dividono come frontiere armate. Le parole tradiscono la vita oppure sono come sorgenti a cui abbeverarsi per continuare a sperare il futuro. Le parole ci fanno e noi facciamo le parole. C’è chi le custodisce gelosamente e chi le butta come arpelli senza importanza. Le parole indicano la direzione del cammino e, spesso, le scelte che si compiono. Tra parole, pensiero e azione c’è una sorprendente complicità. Nessuna parola,...