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Visualizzazione dei post da Novembre, 2021

BLUDIPRUSSIA, Albissola Marina, da sabato 4 dicembre CARTE 1951-1966

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  CARTE 1951- 1966   La Galleria  BLUDIPRUSSIA  di Albissola Marina in data  sabato 4 Dicembre  p.v., alle ore  17, 30 ,  presenta una selezione di opere su carta,  pezzi unici, originali,  di molti dei principali protagonisti italiani della seconda avanguardia artistica del dopoguerra legati  in misura diversa al dibattito artistico milanese  e prodotte nel periodo 1951/1966.   Artisti:   Guido Biasi –Sergio Dangelo –Christian D’Orgeix  – Agenore Fabbri - Cesare Peverelli - Amilcare Rambelli – Bepi Romagnoni - Luigi Veronesi     Catalogo in Galleria: Prefazione di   Alberto Barranco di Valdivieso Postfazione di  Luca Pietro Nicoletti   presentazione sabato 4 Dicembre alle ore 17.30   sino all’ 8 gennaio 2022  dal mercoledì al sabato,  dalle ore 17 alle 19 o per appuntamento.  Natale, vigilia e primo dell’anno chiusi.   Si ricorda che in galleria si può entrare solamente muniti di Green pass e mascherina. IN EVIDENZA Per capire e  sconfiggere  la violenza sulle donne ma anche la quotid

IL CILE VERSO IL RISPETTO DEI DIRITTI UMANI

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  Il Cile approva i matrimoni egualitari. E ha eletto la prima deputata trans Femminismo.  Emilia Schneider Videla, militante del Frente Amplio: «Il risultato di anni di lotta femminista e dissidente» Il Cile approva i matrimoni egualitari. E ha eletto la prima deputata trans | il manifesto Dopo il sì al progetto di depenalizzazione dell’aborto (ancora in attesa del voto del Senato), la Camera dei deputati cilena fa un ulteriore passo avanti in tema di diritti civili, approvando a larghissima maggioranza, con 101 voti a favore, 30 contro e 2 astensioni, la legge sul matrimonio egualitario. Il provvedimento, presentato per la prima volta nel 2017 sotto il governo Bachelet, aveva già ricevuto a luglio il via libera – sempre a larga maggioranza – del Senato, ma dovrà tornare alla Camera alta in seguito ad alcune modifiche introdotte dai deputati, tra cui quella a favore di una terminologia più neutra sotto il profilo di genere. Si tratta, però, di poco più di una formalità: a favore del p

PIU' DONNE CHE UOMINI IN INDIA da Il Post

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  In India ora ci sono più donne che uomini In India ora ci sono più donne che uomini - Il Post Secondo uno studio del governo: è rilevante in un paese dove da decenni si praticano aborti selettivi, ma i dati ufficiali sono contestati Nella maggior parte dei paesi del mondo  ci sono più donne che uomini  perché in genere le donne hanno un’aspettativa di vita maggiore. Per decenni hanno fatto eccezione i due paesi più popolosi al mondo, l’India e la Cina, per via della diffusione degli aborti selettivi e degli infanticidi delle neonate, condizionati da una preferenza per i figli maschi. In India però le cose sono cambiate e lo dimostra il quinto studio demografico del ministero della Salute indiano, realizzato tra il 2019 e il 2021: stima che oggi in India ci siano 1.020 donne ogni mille uomini. Nel 1990 le donne indiane erano 927 ogni mille uomini: l’economista premio Nobel Amartya Sen aveva stimato che ci fossero 37 milioni di «donne mancanti». Il problema degli aborti selettivi non è

... ed è subito Natale da TEMPI DI FRATERNITA'

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  A chi volesse attualizzare quest’anno la festa del Natale di Gesù al fine di ritrovarne l’autentico significato, consigliamo di riflettere su una notizia diffusa da Save the children e apparsa sulle agenzie intorno alla metà di ottobre scorso: otto fratellini (quattro maschi e quattro femmine, il più grande di otto anni e il più piccolo di un anno e mezzo, orfani di entrambi i genitori), sono stati trovati morti nella loro casa alla periferia di Kabul. Abbandonati a loro stessi dopo la morte dei genitori, sono morti di fame, vittime di una nuova terribile strage degli innocenti. Nessun Re Magio, proveniente da oriente o da occidente, si è presentato alla porta per donare loro oro, incenso e mirra, né tantomeno cibo di cui nutrirsi per non morire. Dopo più di duemila anni, risultano ancora molto evidenti le analogie tra il racconto evangelico di Matteo e la realtà attuale: in entrambi i casi i bambini nascono e vivono in un’ambientazione minacciosa, rappresentata da una parte dalla fu

LE FAMIGLIE DELLE DONNE UCCISE

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  «Le famiglie delle donne uccise sono lasciate sole a gestire il dolore» VIOLENZA MASCHILE.  Un’intervista con Stefania Prandi, autrice di «Le conseguenze. I femminicidi e lo sguardo di chi resta». Reportage durato tre anni. «I cosiddetti «orfani speciali» non hanno un supporto adeguato dalle strutture di riferimento, ad esempio ai servizi di psicoterapia, ai risarcimenti e ai fondi della legge 4 del 2018» Alessandra Pigliaru 27.11.2021 «Ho deciso di concentrarmi sulle conseguenze dei femminicidi sulle famiglie, la prima cellula della società. A pagare le conseguenze di questi crimini sono madri, padri, figli, sorelle, fratelli». Stefania Prandi, giornalista e fotografa, negli anni ha realizzato importanti reportage in Italia, Europa, Africa e Sudamerica. Tra i suoi temi le questioni di genere, il lavoro e i diritti umani. Nel volume «Le conseguenze» (Settenove) ha raccontato la vita di chi resta dopo il femminicidio. Cosa ha significato per lei occuparsene? Il libro esiste grazie al

NON UNA DI MENO

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  Marea femminista tra rabbia e favolosità Vive.  Non Una di Meno torna in piazza contro la violenza maschile e di genere: almeno 100 mila persone hanno attraversato Roma Giulia Siviero 28.11.2021 «Saremo marea», avevano annunciato. E lo sono state. Il movimento femminista Non Una di Meno è tornato in piazza in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza maschile contro le donne e la violenza di genere. GIOVEDÌ 25 NOVEMBRE decine di nodi territoriali hanno organizzato azioni dislocate in tutt’Italia, per poi ritrovarsi ieri a Roma in corteo (autorizzato, tocca dirlo): erano presenti almeno 100 mila persone che hanno attraversato la città da Piazza della Repubblica fino a Piazza San Giovanni. «Dopo quasi due anni di pandemia siamo tornate in piazza con moltissima forza, per ribadire che nonostante tutto non siamo vittime e che anche in questi due anni abbiamo costruito legami di sorellanza e di autodifesa che oggi hanno trovato finalmente un’esplosione». Il