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QUALCHE COMMENTO SULLA PALESTINA RACCOLTO DA PAOLO D'ARPINI

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  Avendo sotto gli occhi, in  queste cartine storiche, come si è formato lo Stato di Israele occupando tutta la Palestina, diamo la parola alle ragioni dei palestinesi. Moni Ovadia  (attore, musicista e scrittore di origine ebraica):     “Politica Israele infame segregazionista, razzista, colonialista. La comunità internazionale è di una parzialità ripugnante perché tutti cedono al ricatto della strumentalizzazione infame della shoah”. Gruppo disarmo pace giustizia nella Società della Cura : “La Palestina è un paese sotto occupazione israeliana militare ed economica da decenni, con donne e uomini, bambine e bambini palestinesi vittime di lutti, umiliazioni, furto di terra e  cacciata dalle proprie case, stravolgimento delle basi essenziali per una vita dignitosa e sicura, aperta al futuro. Bisogna andare oltre alla solidarietà ma chiedere ai governi   sanzioni alla politica coloniale di Israele e lo obblighino a rispettare il diritto internazionale”. Abeer Odeh   (Ambasciatrice della P

LA GUERRA DI PALESTINA di Paolo d'Arpini e una poesia di Zahoor Ahmad Zargar del 2004 (è cambiato qualcosa?)

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  Quello che accade a Gerusalemme e nella Striscia di Gaza appare il tentativo disperato di Netanyahu di mantenere la carica di primo ministro, data la situazione politica interna fallimentare, istigando provocazioni con lo sgombero dei palestinesi e attaccando i credenti musulmani per provocare la reazione dei palestinesi, e presentare la cosa come “autodifesa di Israele” e con la scusa di “manifestazione contro l’aggressione estera” ottenere il rimpasto del governo in cui Netanyahu rimanga primo ministro evitando il processo per corruzione che inizierebbe dopo che avrà lasciato l’incarico. La riluttanza a lasciare il potere e la paura dei processi continueranno a spingere Netanyahu a tali sanguinarie provocazioni. In Israele, molti comprendono le basi politiche di ciò che accade e chi ne è responsabile. A quanto pare, Netanyahu utilizzerà la crisi che ha organizzato per silurare il proprio governo e ottenere il ritardo delle elezioni anticipate. Le IDF continuano le operazioni contro