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CONTRO LA RESISTENZA

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  Tomba partigiana rimossa con ruspa a Cichero nel Levante L'Anpi contesta la decisione dell''amministrazione di centrodestra a San Colombano Certenoli (Ge) alla vigilia del 25 aprile https://www.rainews.it/tgr/liguria/articoli/2025/04/tomba-partigiana-rimossa-con-ruspa-a-cichero-nel-levante-131fae2e-bec5-405e-9849-1814700e087f.html "Lo sfregio di Cichero",  così  il comitato genovese dell'Associazione nazionale partigiani d'Italia (Anpi)  definisce la rimozione della tomba del partigiano Federico Beronio 'Zatta' dal cimitero di Cichero (paesino del Genovese), luogo simbolo della Resistenza in Liguria, attuata con una ruspa dall'amministrazione comunale di centrodestra proprio alla vigilia del 25 aprile.  "Chi non ha rispetto dei morti, non ha rispetto neanche dei vivi: è quanto accade nel piccolo borgo di Cichero, là dove Aldo Gastaldi 'Bisagno' e Giovanni Serbandini 'Bini' decisero insieme quel 'Codice di Cichero'...

LA RESISTENZA

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  La Resistenza e la sua luce Così giunsi ai giorni della Resistenza senza saperne nulla se non lo stile:  fu stile tutta luce, memorabile coscienza  di sole. Non poté mai sfiorire,  neanche per un istante, neanche quando  l'Europa tremò nella più morta vigilia.  Fuggimmo con le masserizie su un carro  da Casarsa a un villaggio perduto  tra rogge e viti: ed era pura luce.  Mio fratello partì, in un mattino muto  di marzo, su un treno, clandestino,  la pistola in un libro: ed era pura luce.  Visse a lungo sui monti, che albeggiavano  quasi paradisiaci nel tetro azzurrino del piano friulano: ed era pura luce.  Nella soffitta del casolare mia madre  guardava sempre perdutamente quei monti,  già conscia del destino: ed era pura luce.  Coi pochi contadini intorno  vivevo una gloriosa vita di perseguitato  dagli atroci editti: ed era pura luce.  Venne il giorno della morte  e della libertà...

ORA E SEMPRE "RESISTENZA"

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  “Il 1 giugno del 1974, dopo cinque giorni di tremenda agonia, moriva a Brescia, Luigi Pinto, nostro concittadino, insegnante. Il 28 maggio, con tanti suoi colleghi e centinaia di altri lavoratori, si era recato a Piazza della Loggia per partecipare ad una manifestazione antifascista indetta dal sindacato. Qui con tante altre persone, cittadini, democratici, antifascisti, venne colpito dalla esplosione di una bomba fascista ed assassina. Morirono in otto, molti altri rimasero feriti e portano ancora oggi, nella loro carne, i segni di quella brutale esplosione. L’ennesima strage per colpire la democrazia, i lavoratori. Il 4 giugno si tennero a Foggia i funerali di Luigi Pinto, con una impressionante partecipazione di folla, di donne, di uomini, di giovani. In occasione dell’anniversario della sua morte, e di fronte al pericoloso riemergere di rigurgiti antidemocratici, populisti e fascisti che si verificano ancor oggi, nel nostro paese, l’Anpi di Capitanata ricorda il sacrificio di...