STORIE GIROVAGHE di Danila Oppio

EDIZIONE RIVEDUTA E MIGLIORATA 

NUOVA COPERTINA

STORIE GIROVAGHE di Danila Oppio


Questo libro contiene 78 racconti e qualche ironico libello. 

Introduzione dell’autore
STORIE GIROVAGHE è una parziale raccolta di racconti o di testi in prosa, cui ho voluto dare questo titolo, perché i miei scritti hanno partecipato a vari concorsi in gran parte dell’Italia ottenendo, alcuni, buoni risultati. Altri vagano in rete, in qualche blog, e in molte antologie di AA.VV. Ho scelto solo una piccola parte, quella che mi piaceva raccogliere in un libro, così da averla riunita. Un certo numero l’ho dovuto trascurare, perché ne sarebbe uscito un volume enorme. Il testo inizia con un mio tautogramma in versi, che forma il titolo Storie Vagabonde; il motivo per cui invece ho scelto per il libro il titolo “Storie Girovaghe” è che esiste già un sito con la dicitura “Storie Vagabonde”. Pur trattandosi di prosa, mi sono voluta riallacciare, come “incipit”, a un sonetto del Petrarca: “Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono”, cui potremmo dare una rilettura in “Voi c’ascoltate in prose sparse il suono”. La mia poesia vuol essere la “madrina” dei miei racconti. Buona lettura!
Il libro è acquistabile  a questo link:



Storia di Libro


(uno dei racconti pubblicati in Storie

 Girovaghe)


Buongiorno!

Il mio cognome è Libro, e vorrei raccontarvi la mia storia, o almeno quanto la mia attuale amica è riuscita a ricostruire.

Ho esattamente 165 anni, essendo nato da mia madre Carta e da mio padre Tipografo, a Torino, nella clinica della Società Editrice Italiana, nel lontano 1856.

Chi mi ha tenuto a battesimo, è stato il poeta Giovanni Prati, che ha fatto imprimere sulle mie pagine, le sue NUOVE POESIE. Sono il suo secondo figlioccio (Vol. II) e come nome mi ha insignito il titolo Ballate.


Non ricordo chi sia stato il mio primo acquirente (l’età non me lo consente) so per certo che mi ha veramente usato, tant’è che mi ha spogliato del mio cappotto, lasciando le mie pagine senza copertina. A quel tempo chi scriveva usava penna e calamaio, e ne so qualcosa io, che ne mostro chiassose macchie sulle prime pagine! Dicono però che questo è simbolo di valore…faccio parte dell’antiquariato librario, vero onore per me!

Solo che, per mia disgrazia, sono finito su di una bancarella di libri usati e, se non fosse stato, il mio ultimo acquirente appassionato di poesie, tra cui quelle del Prati, forse sarei finito bruciato o buttato nella carta straccia. Molti non sanno apprezzare il valore di tipi come me. Chi mi ha tolto da quel luogo sì, e quindi mi ha portato a casa sua, dove sono stato sfogliato con cura, letto e apprezzato.

L’acquirente ha parlato di me anche con Dani, le ha fatto conoscere alcune poesie stampate nelle mie pagine interne e, intuito quanto lei avrebbe gradito stringermi tra le mani, mi ha spedito al suo domicilio.

Ora Dani ha scoperto e ammirato, inserite tra le mie pagine, fra una ballata e un’altra, alcune stampe delle incisioni realizzate da tre artisti che, all’epoca in cui sono nato, erano di chiara fama: Pietro Vajani, Giovan Battista Zambelli e Giuseppe Balbian. Lei ha notato la loro firma, ha eseguito delle ricerche e ha scoperto che appartengono a pittori e incisori di tutto rispetto.


Eh, Dani ama l’arte in tutte le sue sfaccettature, e quindi non si limita a fermarsi alla sola poesia! Ora sono molto contento di abitare con lei, che mi tratta come fossi in figlio prediletto, che mi guarda e sfoglia con infinito amore, perché ha capito che io non sono un tipo qualunque, che non ero destinato all’inceneritore. Eppure la gente tende a liberarsi di un tipo come me, pensando che ormai ho fatto il mio tempo, che mi presento macchiato, senza copertina, con le pagine ingiallite, spiegazzato. Insomma, sarei un vecchio da mandare in pensione, o forse, e anche peggio, da seppellire tra i rifiuti.

Lei invece mi ama, mi guarda con amore, mi tocca con delicatezza, per timore di sciuparmi ulteriormente.

Ora vuole rendere pubblica la mia storia, perché chi la leggerà, comprenda che un libro, anche se appare vecchio e insignificante, in realtà rimane sempre un bene di preziosa cultura, e testimonianza storica del tempo passato.

Ringrazio Giovanni Prati, per aver scritto le ballate, dedicate alla figlia amata, e averle volute far illustrare da valenti incisori.

Un caro saluto a tutti voi, sperando che la mia storia vi possa far riflettere e a non eliminare un libro che a prima vista vi appare solo carta da macero. A volte riserva meravigliose sorprese.


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