Cronache storiche di Meda di MARIA ALTOMARE SARDELLA

 


MARIA ALTOMARE SARDELLA


Quel 10 dicembre 1252 

e altre cronache storiche di Meda 

Otto atti unici


Il Convivio Editore 2026; pagg. 216;  18,00


La raccolta di otto atti unici, parte da una data precisa, il 10 dicembre 1252. E da un luogo preciso, il Monastero femminile di San Vittore a Meda, borgo brianzolo della sfera politica di Milano all’epoca, oggi città in provincia di Monza e della Brianza.

Attraverso la penna di Sardella incontriamo personaggi di fama nazionale ed europea: San Giovanni Oldrati; Costanza d’Altavilla; la Duchessa Battista di Montefeltro Malatesta; l’Imperatore Massimiliano I d’Asburgo; il Duca di Milano Ludovico il Moro; Beatrice d’Este, sua consorte; il pittore Bernardino Luini; Caterina della Cassina, la giovane medese che con la sua ribellione scatenò la rovina per suor Maria Virginia De Leyva, la famosa monaca di Monza. I personaggi storici interagiscono con personaggi inventati perché Sardella, se racconta con rigore di cronaca un patrimonio di vicende e di memorie rigorosamente documentate, va anche alla ricerca dei sentimenti, delle idee che ispirarono l’agire degli uomini e delle donne che abitarono o attraversarono il borgo di Meda. Scava nelle loro paure e fragilità, ma anche nel loro coraggio di scegliere il bene; ci riporta i loro errori e fa emergere penetranti verità psicologiche. L’autrice prende per mano i personaggi e, con sintassi serrata e lessico quotidiano, ricostruendo con intuito poetico situazioni e dialoghi, li fa tornare fra noi come persone, per dimostrare che, se la Storia spesso è specchio del nostro Presente, ne può diventare anche la consigliera.

Le otto pièce della raccolta sono state messe in scena fra il 2016 e il 2025 a Meda, in occasione delle manifestazioni per le Ville Aperte di Monza e della Brianza, dalla compagnia Teatro Vivo – Gli Antistress per la regia di Patrizia Del Fabbro. La copertina e le illustrazioni all’interno del volume sono di Akila Porage.

Il 10 dicembre 1252 fu il giorno in cui la Badessa Maria de’ Besutio rinunciò alla sovranità sul territorio di Meda, sancendo la nascita del libero Comune.

Di seguito riportiamo una sequenza tratta dalla pièce “Quel 10 dicembre 1252 – Dalle cronache storiche di Meda”, pagg. 59 - 60. La pièce riceve il Premio “Philobiblon” 2020 di Italia Medievale.

[…]

BADESSA: - Ogni essere vivente è nelle mani di Dio. E Lui sa dove collocarci per fare la Sua volontà. A volte facendoci percorrere strade che ci sembrano improbabili.

SUOR GAROFARA: - Da ragazzina pensavo che saresti diventata un grande condottiero. Catturavi gli scoiattoli, saltavi tra i rami degli alberi senza paura alcuna. Mai ti avrei immaginata nell’abito di una monaca. Rassegnata.

BADESSA: - Caddi da un albero, mi spaccai un ginocchio e per curarmi mi portarono qui.

SUOR GAROFARA: - Dove sei diventata una pazza furiosa.

BADESSA: - Dove poi decisi di restare. Di mia spontanea volontà. Hai ragione. Ce l’ho un sogno pazzesco.

SUOR GAROFARA: - Fammi indovinare. Credi che affrancando villici e ricchi mercanti dal pagarci le tasse, per incanto tutti i bambini potranno diventare adulti e ogni donna, là fuori, potrà scegliere liberamente come vivere la propria vita.

BADESSA: - Non dall’oggi al domani, certo. Forse non loro, forse i loro figli o i loro nipoti. Ma col tempo, quegli uomini e quelle donne laggiù riusciranno a darsi leggi giuste nel rispetto dei diritti di tutti. Anche dei più deboli, anche delle donne, secondo le leggi di Dio.

SUOR GAROFARA: - Ricordo che non eri brava in latino. Ma non studiavi nemmeno la storia, pare … Altrimenti sapresti che potrà essere un nobile o un ricco plebeo, ma ci sarà sempre qualcuno che sfrutterà gli altri. Questa è la natura degli uomini.

BADESSA: - Una natura che può essere cambiata o almeno migliorata. Bisogna concedere loro una possibilità. E occorre avere fede. Dio ha grandi progetti per le sue creature. Questo te l’ho sentito dire alle novizie. Non credi nemmeno in quello che tu stessa insegni?

SUOR GAROFARA: - Non saremo mai d’accordo, noi due.

BADESSA: - Gli uomini là fuori chiedono libertà. Il cammino della Storia non può essere fermato. Se insistiamo in una politica conservatrice, ne resteremo travolte. [… ].


Dalla pièce “Quel 10 dicembre 1252 – 

Dalle cronache storiche di Meda” di Maria Altomare Sardella


VEDI ANCHE:


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