LE HOUSEBOATS IN KASHMIR, UN COLPO AL CUORE

 

Covid e burocrazia, così muoiono le case galleggianti del Kashmir


https://www.repubblica.it/esteri/2021/08/24/news/kashmit_houseboat_case_galleggianti_lago_dal-315177104/

Se il divieto di riparare o ristrutturare le case galleggianti ha danneggiato i proprietari e coloro che ne dipendono, i due successivi lockdown imposti prima quando l'India revocò la semi-autonomia della regione e poi per la pandemia di coronavirus hanno ulteriormente colpito le speranze di chi lavora in questo settore. Ali Mohammad Baktoo, 73 anni, che lavora nel settore delle case galleggianti da decenni, dice che dopo il 5 agosto 2019, "non è più venuto neppure un turista. Qui è tutto vuoto".

Baktoo è nato nel marzo del 1946, un anno prima che l'India diventasse indipendente dalla Gran Bretagna, nella zona di Chinar Bagh di Srinagar. Questo ottuagenario ha attraversato decenni movimentati e ha visto i laghi regionali - che attirano un grande interesse in tutto il mondo - dai giorni di gloria alle ceneri attuali. Per tutta la sua vita, ha vissuto sul lago Nigeen. Per lui è una fonte di sostentamento e considera le case galleggianti la "bellezza" di quel luogo. Avendo avuto a che fare con tanti turisti stranieri parla in un inglese fluente. E mentre parla, la sua passione per il lago trapela in quasi ogni frase. "Il lago Nigeen è unico perché non riceve acqua da altri corsi d'acqua, ma da sedici sorgenti, a cui deve la sua origine", dice, affermando che sulla bellezza del lago non si discute. Baktoo ricorda i tempi in cui l'acqua era ghiacciata e contavano le sorgenti di acqua calda gorgogliante. "Questo lago è collegato al lago Manasbal", dice, aggiungendo che glielo hanno insegnato i suoi antenati, ma non l'ha mai visto di persona.

Nella sua infanzia, racconta quest'uomo dalla barba bianca, gli stranieri erano ipnotizzati dalla bellezza del lago e si accampavano nella zona di Mirza Bagh a Srinagar. "I turisti arrivavano da Rawalpindi, una città pachistana - che una volta era una meta commerciale per i kashmiri - in furgoni, jeep, auto ecc. per tre o quattro mesi", dice Baktoo con un grande sospiro.

 Di giorno, il lago riflette con colori accesi la luce del sole mentre di notte regna un silenzio sereno. I suoi antenati, pescatori di professione, mostravano ai turisti il lago in piccole barche, o dongas. Impressionati dalla sua bellezza, come racconta Baktoo, gli stranieri erano pronti a spendere e la casa galleggiante divenne una parte indivisibile della cultura locale. La zona di Nigeen era una giungla; è grazie ai nostri sforzi, di noi proprietari di case galleggianti, se Nigeen ospita oggi i turisti", dice Baktoo, ricordando che negli anni Ottanta i turisti dovevano prenotare tre mesi prima dell'arrivo. "Era un paradiso - nessun inquinamento, solo serenità e calma". "C'erano tre barche chiamate Bedi per lo sci nautico e una per la vela", racconta Baktoo. "Ogni anno si tenevano dei campionati. La sera sul lago sembrava di stare in Europa!". Non ricorda un solo straniero che gli abbia detto addio; gli dicevano sempre: "Baktoo, torneremo!". L'instabilità della politica regionale alla fine degli anni Ottanta influenzò il destino del lago e fu l'inizio della fine; nel 1989, quando arrivarono i militari, "scoppiò un gran casino". "La maggior parte dei cittadini stranieri smise di venire perché i loro governi esitavano a concedere delle assicurazioni sul viaggio", dice Baktoo. "Il Kashmir diventò un luogo di crisi e i governi stranieri dissero ai loro cittadini che viaggiare in Kashmir non era sicuro".

Come Yusuf, anche Baktoo affronta il problema della politica del governo che non permette ai proprietari di case galleggianti di restaurare le proprie barche. I proprietari di case galleggianti dicono che iniziare le riparazioni sulle loro barche è una cosa lunga e noiosa. "Dobbiamo richiedere il permesso a diverse autorità e dipartimenti, come la Lakes and Waterways Development Authority (LAWDA), o il Dipartimento del Turismo e così via...",  ha detto Ghulam Rasool Siah, presidente della Kashmir Houseboat Owners Association a un giornale online, The Wire. "Questo iter richiede molto tempo. Di solito ci vogliono più di nove o dieci mesi per ottenere il permesso e nel frattempo le barche si danneggiano ulteriormente". Oltre a questo, i costi di ristrutturazione frenano i proprietari dall'iniziare i lavori. Le case galleggianti sono fatte con il raro legno di cedro che si trova principalmente nelle foreste del nord del Kashmir e non è facilmente disponibile.

"La spesa per legno e manodopera è molto alta", dice Siah. È difficile prevedere che cosa riserva il futuro a Baktoo e Yusuf. Sappiamo solo che l'attività delle case galleggianti in Kashmir è in crisi.

(traduzione di Luis E. Moriones)


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