LA PERA

 


di     James Hansen

Il quadro della Madonna della pera che appare qui sopra è un’opera di qualche anno fa della pittrice e scrittrice trentina Piera Graffer. La pera è un tropo, una figura metaforica - probabilmente diremmo oggi un meme - che ricorre da secoli nei quadri raffiguranti la Vergine. Già mezzo millennio fa, nel 1526, l’incisore e pittore tedesco Albrecht Dürer dipinse una sua ‘Vergine della Pera’ - esposta oggi agli Uffizi. Il frutto è una rappresentazione simbolica del Peccato originale e quindi del suo riscatto del mondo - un po’ come la mela ci ricorda più specificatamente la tentazione di Eva nel Giardino di Eden - cioè, una rappresentazione dell’innocenza perduta.

Ormai da tempo, la nostra civiltà è sempre più laica - una tendenza in forte crescita a partire dalla Seconda guerra mondiale. Ciò ha l’effetto di privarci sempre più rapidamente di una sorta di lingua pittorica condivisa, un tempo offerta dalla centralità della Fede cristiana.

Forse è per questo che da mezzo secolo o giù di lì buona parte delle opere pittoriche che vediamo sono rigorosamente astratte quando non sono ‘brutaliste’. L’astrattismo può benissimo comunicare emozioni, ma non si adatta ai messaggi più sofisticati - diciamo, meno ‘primordiali’. Un altro elemento - per quanto forse non si dovrebbe dire ad alta voce - è che l’astrattismo è anche tecnicamente più facile… L’epoca in cui un pittore, o forse il suo apprendista, doveva fabbricare i propri colori e - al limite - i propri pennelli è lontana; e nel caso dovesse tornare, sarà solo per permettere a qualche artista di vantarsene…

Semplicemente, la qualità dei colori e dei pennelli di oggi è eccellente. Lamentarsene è solo un vezzo. Della preparazione che separa l’arte dalla grafica forse si può ancora dibattere, ma ’percorrere la strada più in salita’ non è più una virtù e forse non è nemmeno ciò che il mondo vuole. Oggi abbiamo molte altre maniere per dirci le cose più ‘difficili’.

 
 
 
 
 
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PUBBLICITA'


SONO UNA DONNA CHE SCRIVE STORIE DI DONNE

Durante tutta la vita mi sono impegnata nella società per i diritti delle donne enel 2021, in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, il 25 di novembre, avevo voluto che uscisse il libro “Che te ne fai di un’altra femmina?”, una raccolta di storie di donne occidentali e orientali che amano eppure subiscono violenza. In uno dei racconti, avevo persino immaginato un altro Pianeta dove, però, si perpetuava la stessa mentalità terrestre: la donna è un oggetto e come tale può essere distrutta. (qui si può leggere l’estrattoCHE TE NE FAI DI UN'ALTRA FEMMINA?: storie di donne del mondo orientale e occidentale con una puntata su un nuovo Pianeta (RACCONTI DI DONNE) eBook : RUSCA ZARGAR, RENATA: Amazon.it: Kindle Store)

Per l’8 marzo 2022, ho, inoltre, pubblicato “Storia della strega di Savona e altri racconti di violenza”, testo che, come il precedente, fa parte della collana “Racconti di donne”.   LEGGI L'ESTRATTOhttps://www.amazon.it/STORIA-DELLA-STREGA-SAVONA-racconti-ebook/dp/B09TWT76SL?asin=B09TWT76SL&revisionId=d91d1211&format=1&depth=1

In occasione del 25 novembre 2022, è uscito "VOGLIO IL TUO UTERO" sulla maternità surrogata (qualcuno cioè che fa un figlio per altri), un soggetto di cui si parla molto poco, forse, per non dar fastidio a nessuno. LEGGI L'ESTRATTO: https://www.amazon.it/gp/product/B0BMGWRKKP?notRedirectToSDP=1&ref_=dbs_mng_calw_2&storeType=ebooks&asin=B0BMGWRKKP&revisionId=be36a2df&format=1&depth=1


                                                        

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