FUOCO E FEDE

 

       Fuoco e Fede 

Iniziai a scrivere la silloge nel 2020 durante il primo, severo lock down a cui non mi rassegnavo interiormente. Ci negavano infatti la libertà di camminare, di lavorare, di respirare l’aria fresca a pieni polmoni, di fermarsi a parlare con conoscenti e amici per strada, insomma di vivere una normale, quotidiana esistenza. Rammento che, in fondo al cuore, si risvegliò prepotente il senso di ribellione che ho sempre provato nei confronti di ogni ingiustizia fin dall’infanzia. Non approvavo altresì la continua insistenza mediatica, da cui prendevo le distanze, sul tema della pandemia che mi appariva come un’ enorme piovra minacciosa. Decisi che non mi sarei fatta catturare da uno dei suoi tentacoli. Mi sovvenne allora una splendida e ironica poesia di Wisława Szymborska in cui gioca a interrogarsi su che cosa sia la poesia. L’andai a rileggere. Mi colpirono gli ultimi due, emblematici versi: … e mi aggrappo a questo come alla salvezza di un corrimano. La poesia si dimostrò essere, anche per me, un’ancora di salvezza, quando poco dopo iniziai a scrivere “Fuoco e Fede”. La silloge è composta da due parti. In “Fuoco” ripercorro i temi terreni, che mi sono più cari: l’impegno nella lotta per le pari opportunità e per un mondo migliore in cui non ci sia il razzismo nei confronti del popolo Rom e Sinti, l’amore per i bambini e gli animali. In “Fede” tratto del tema della fede in Dio e del lento, graduale viaggio spirituale, che riprendo a ogni sorgere del sole, per essere degna di definirmi figlia del Padre celeste. In questo mio divino cammino mi ha aiutata l’insegnamento di Bruno Gröning, il grande carismatico e guaritore tedesco del secolo scorso. All’amico mio caro, menzionato in molti versi, all’angelo che mi tiene costantemente per mano, ho dedicato “Fede”.




GUARDA IL VIDEO:

https://www.facebook.com/100063560019365/videos/1948323695507394/

Commenti

Post popolari in questo blog

LA PACE di PABLO PICASSO da MEMORIACONDIVISA

LA PIU' BRAVA DEL REAME: SAMINA ZARGAR

ESCI DALL'INDIFFERENZA di Maria Altomare Sardella