ROMA ILLUMINATA PER SOSTENERE IL DDL ZAN

 Il 24 giugno, Roma è stata illuminata dalla bandiera arcobaleno e dalla firma di molte persone! Sì, proprio così.

Infatti, sui più noti monumenti romani - dal Colosseo, ai Fori imperiali, alla Piramide Cestia - sono state fatte delle proiezioni a sostegno di una legge contro l’odio e la discriminazione, attualmente in discussione al Senato.

La città di Roma si è riempita dei colori dell’arcobaleno e soprattutto è stato lanciato un messaggio alle istituzioni: non ignorate oltre 570mila persone! 
E allora quale miglior posto per non essere ignorati se non alcuni dei monumenti più conosciuti al mondo e nella città dove risiedono tutte le Istituzioni Nazionali Italiane? 

 Oltre 570mila hanno messo la firma su due petizioni - una su Change.org e una sulla piattaforma All Out - che chiedono di approvare il Ddl Zan, una legge per tutelare tutte quelle persone che troppo spesso sono vittime di odio per il loro orientamento sessuale, o la loro identità di genere o semplicemente per il loro sesso o disabilità. 

Lo sai quante sono 570mila persone? 
E’ come avere 7 stadi di San Siro pieni di gente.
Ecco quante sono 570mila persone. Come si possono ignorare?

Ma in questo mese dedicato in particolar modo ai diritti LGBT+, tutti quelli che hanno firmato, hanno fatto molto di più. 
Hanno condiviso con noi le storie di discriminazioni di cui sono stati testimoni o interessati diretti. 
Hanno dato volti, nomi e sentimenti a tutte quelle persone che troppo spesso subiscono insulti, occhiatacce, fin, alle volte, ad arrivare alle violenze fisiche. E questo non deve mai più accadere.
Perché dietro quei nomi e quei volti ci sono persone in carne e ossa: voi, i vicini di casa, gli amici, i familiari, i colleghi di lavoro, i compagni di scuola. 

Come Federica ci racconta:

“Ero con la mia ragazza su una panchina, mano nella mano, mentre una signora ci fissa con aria schifata. Ho avuto paura, paura che andasse oltre, vorrei una legge che ci tuteli. Non possiamo avere paura di amare.”

O Diego, uomo transgender che in banca ha subito un comportamento di vero odio da parte di un impiegato:

“Ero in
banca a pagare un bollettino e avevo ancora i documenti al femminile. Quando mi venne richiesto di esibirli, tirai fuori anche il certificato della mia dottoressa che attestava che fossi una persona in transizione e che quindi i miei documenti non fossero congrui al mio aspetto. Nel frattempo firmai la ricevuta di pagamento. L’impiegato della banca mi disse che non dovevo firmare "per conto della signora", ma che andava bene anche la mia firma. 
Gli risposi che
"la signora" ero io. Lui iniziò a urlare davanti a tutte le persone presenti che non dovevo permettermi di prenderlo in giro. Io, intanto, a bassa voce e con molta vergogna, lo invitavo a leggere il certificato.  Lui non ascoltava nulla. Sbraitava talmente forte che vennero fuori dai loro uffici anche gli operatori finanziari e persino il direttore uscì dal suo ufficio, che lo invitò ad andare a pranzo anticipatamente e poi chiese a me cosa stesse succedendo. Gli spiegai la situazione e lui si scusò con me per l’atteggiamento del dipendente e chiese alla collega del box operazioni accanto di finire la mia pratica. Credo di non aver mai provato una vergogna simile. 
Mi ha fatto sentire colpevole di essere innocente. 
E ancora sento addosso gli occhi di tutte le persone presenti in banca in quel momento.”

Ed infine Elisa:

“Sono bisex. Solo la mia migliore amica lo sa. Non l’ho ancora detto alla mia famiglia, dato che i miei sono omofobi. 
Una sera, eravamo a cena dai miei zii. Parlando del più e del meno, hanno cominciato a parlare dell’omosessualità. Non ripeterò che cosa hanno detto. Mi sono sentita estremamente ferita e sbagliata. Non so come non sono scoppiata a piangere, ma con una scusa sono scappata dalla cena e sono tornata a casa a piedi. Piangevo a dirotto mentre camminavo. 
Ringrazio solo che la mia migliore amica ha risposto alla mia telefonata ed è riuscita a consolarmi. NESSUNO dovrebbe prendersi la libertà di far sentire così un altro essere umano.”


Queste storie fanno male al cuore, fanno male all’anima. 
Non possono più essere tollerate in uno Stato come l’Italia. Mai più. Sei d’accordo? 
Se vuoi continuare a dare voce a Diego, Federica, Elisa e gli altri condividi  la petizione su WhatsApp con altre persone che non hanno ancora firmato! Basta un click!


Il tempo è scaduto! 

570mila persone - e chissà quante altre che non hanno ancora firmato la petizione - chiedono di approvare il Ddl Zan ora.
Lo chiedono per Diego, per Federica, per Elisa, e per tutti coloro che almeno una volta nella loro vita si sono sentiti vergognosamente giudicati, insultati, derisi. 
renata, come hai letto, la loro sofferenza è reale: impegnandoci insieme possiamo offrire un futuro di speranza e rispetto.




VEDI ANCHE:

https://www.senzafine.info/2021/06/illuminiamo-roma-per-il-ddl-zan-da-all.html

https://www.senzafine.info/2021/05/l-ddl-zan-tra-bufale-e-realta-vol-4-da.html

https://www.senzafine.info/2021/05/il-ddl-zan-tra-bufale-e-realta-vol-3-da.html

https://www.senzafine.info/2021/05/il-ddl-zan-tra-bufale-e-realta-vol-2-da.html

https://www.senzafine.info/2021/05/il-ddl-zan-tra-bufale-e-realta-vol-1-da.html

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Commenti

  1. Ho un vecchio cellulare e NON ho Whats App, quindi lo dico qui:
    Sono perfettamente d'accordo con quel che dice chi ha scritto l'articolo:
    il tempo è scaduto da un pezzo e il DDL ZAN va approvato subito anche al Senato! E per fortuna che esistono persone come Zan che hanno pensato a scriverlo!
    Angela Fabbri

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