Harley Davidson Sportster

 





La moto che appare qui sopra è una Harley-Davidson Sportster S del 2023. Il suo prezzo di listino negli Stati Uniti parte da $16.399 - pari a circa €15.400. È una sorta di pezzo di 'antiquariato nuovo', per certi versi un capolavoro, per altri un dinosauro. È convinzione generale che i mezzi motorizzati a combustione interna siano, se non già estinti, almeno ben avviati sulla via del tramonto. La stessa Harley ha lanciato il suo primo mezzo ‘elettrico’ - la ‘
LiveWire’ - nel 2019 e, a dire del suo CEO, Jochen Zeitz, l’azienda si è messa, seppur lentamente, sulla strada della piena ‘elettrificazione’. Secondo Zeitz, si tratta di un processo che richiederà “alcuni decenni”.

Per andare, la LiveWire ‘va’, accelera bene, raggiunge una discreta velocità massima - sono riusciti a spingerla fino a 110 mph (177 km/h) su una pista preparata, un record mondiale, almeno per una moto elettrica… La pilota che ha stabilito il record, la campionessa Angelle Sampey, ha detto: “È così facile da guidare, basta stringere l’acceleratore e via!” Infatti, dato il motore elettrico, non occorre trafficare con una frizione perché non ci sono le marce da scalare. La moto produce infatti: “minimal vibration, very little heat and minimal sound”, il tutto a favore del comfort e della "riding experience” di chi la porta…

È, in altre parole, maledettamente troppo facile da guidare… Quando mai la Harley, notoriamente la moto preferita dagli Hell’s Angels - degli spacconi terrificanti - ha emesso solo un ‘garbato ronzio’ quando si mette in movimento? Il punto, lo scopo stesso delle “hog” - i giganteschi ‘maialoni' della Harley - è sempre stato quello di essere dei ‘bestioni’, roba da ‘rozzi uomini veri’. 

Ora, la LiveWire si fabbrica e si commercializza ancora (a un prezzo stratosferico, $22.799, oltre 21 mila euro), per quanto la società non rilasci dati sulle vendite e il lancio della nuova edizione della moto, la S2 Del Mar - previsto a marzo - sia stato improvvisamente posticipato a data da destinarsi. In più, è da poco emerso  che più della metà del fatturato “elettrico” della Harley-Davidson deriva dalla vendita di bici elettriche per bambini, non dalle moto LiveWire. Quello delle bici elettriche si è infatti rivelato un mercato ricco e commercialmente interessante. Certo, ai bimbi tocca fare “brum, brum” con la bocca, ma forse in futuro ci si dimenticherà che le moto abbiano mai fatto tanto chiasso…

image credit: Harley-Davidson


NOTA DESIGN

di James Hansen

 

 

 

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PUBBLICITA'

L’8 marzo è lGiornata internazionale dei diritti della donna, celebrata per la prima volta nel 1911, in Austria, Danimarca, Germania e Svizzera. Nel 1908, infatti, 15.000 donne avevano marciato per New York chiedendo orari di lavoro più brevi, una paga migliore e il diritto di voto e, nel 1909, il Partito Socialista d’America aveva dichiarato la prima Giornata Nazionale della Donna. Allora, Clara Zetkin, attivista comunista e sostenitrice dei diritti delle donne, aveva suggerito la creazione di una giornata internazionale. Nel 1910, aveva presentato la sua proposta a una Conferenza internazionale delle donne lavoratrici a Copenaghen e le 100 donne presenti, provenienti da 17 paesi, avevano accettato all’unanimità. Non c’era, però, ancora una data fissa. Durante la guerra, nel 1917, ci fu uno sciopero delle donne russe che chiedevano “pane e pace”. Quattro giorni dopo lo sciopero, lo zar era stato costretto ad abdicare e il governo provvisorio aveva concesso alle donne il diritto di voto. Lo sciopero era iniziato l’8 marzo, perciò quella data è diventata la Giornata internazionale della donna. I colori di IWD (International Women Day) sono: il viola che significa giustizia e dignità, il verde che simboleggia la speranza, il bianco che rappresenta la purezza. Questi colori hanno avuto origine dalla Women’s Social and Political Union (WSPU) nel Regno Unito nel 1908, che ha lottato fortemente per ottenere il voto alle donne con la sua leader Emmeline Pankhurst

L'UDI (Unione Donne in Italia), creata nel 1944, a Roma, per iniziativa di donne appartenenti al PCI, al PSI, al Partito d'Azione, alla Sinistra Cristiana e alla Democrazia del Lavoroaveva celebrato l'8 marzo nel 1945, la prima giornata della donna nelle zone dell'Italia libera, mentre a Londra veniva approvata e inviata all'ONU una Carta della donna contenente richieste di parità di diritti e di lavoro. Con la fine della guerra, l'8 marzo 1946 fu celebrato in tutta l'Italia e vide la prima comparsa del suo simbolo, la mimosasia perché fiorisce tra febbraio e marzo che perché è un fiore economico, secondo un'idea di Teresa Noce, Rita Montagnana Teresa Mattei. Solo dagli Anni ‘70, però, la Festa è stata accettata ufficialmente. È un po’ difficile, quest’anno, pensare a una Festa quando vediamo ovunque donne e madri colpite dalla guerra, con figli uccisi e feriti, vittime o soldati. A chi possiamo donare la mimosa? Ai profughi che hanno perso casa, lavoro, speranza, o a chi ha mariti e figli a combattere?

I diritti della donna, infatti, possono esistere solo in un mondo pacifico perché non ci sono diritti se la propria vita e quella dei propri cari non sono salve. Possiamo, comunque, lottare per la pace e perché nel mondo si raggiunga la parità di genere, quale che sia il proprio genere.

Per tutta la vita io mi sono impegnata nella società per i diritti delle donne enel 2021, in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, il 25 di novembre, avevo voluto che uscisse il libro “Che te ne fai di un’altra femmina?”, una raccolta di storie di donne occidentali e orientali che amano eppure subiscono violenza. In uno dei racconti, avevo persino immaginato un altro Pianeta dove, però, si perpetuava la stessa mentalità terrestre: la donna è un oggetto e come tale può essere distrutta. (qui si può leggere l’estratto: CHE TE NE FAI DI UN'ALTRA FEMMINA?: storie di donne del mondo orientale e occidentale con una puntata su un nuovo Pianeta (RACCONTI DI DONNE) eBook : RUSCA ZARGAR, RENATA: Amazon.it: Kindle Store)

Per l’8 marzo 2022, ho, inoltre, pubblicato “Storia della strega di Savona e altri racconti di violenza”, testo che, come il precedente, fa parte della collana “Racconti di donne”.

In occasione del 25 novembre 2022, è uscito "VOGLIO IL TUO UTERO" sulla maternità surrogata (qualcuno cioè che fa un figlio per altri), un soggetto di cui si parla molto poco, forse, per non dar fastidio a nessuno.

                                                       

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