8 MARZO Non è una festa!

 DALL'1 AL 12 MARZO (prorogato al 31 marzo perché era impossibile pubblicare tutto il materiale arrivato) SU QUESTO BLOG SARANNO PUBBLICATI QUASI ESCLUSIVAMENTE POST CHE RIGUARDINO IL MONDO FEMMINILE PER RICORDARE A TUTTI L'8 MARZO GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA

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ASCOLTA L'INTERVISTA AD ANGELICA LUBRANO

presidente UDI Savona:

https://open.spotify.com/episode/3jbHRlc73EjXusyQlCVf49?si=ULQA_-FFS3CJJdRWjkQdqw



GUARDA IL VIDEO:



NON E’ UNA FESTA!


Oggi è la Giornata Internazionale delle Donne, che molti confondono con il corrispettivo al femminile della Festa del papà.

No, non è una Festa, anche se ormai credo di essermi arresa.

- Non è una Festa. Tu chiami forse “Festa” la commemorazione di un evento tragico?

Questo giorno fu scelto dall’ONU nel 1972 come data ufficiale per riflettere sulla condizione femminile nel mondo e, si racconta, senza verifica storica, per ricordare un fatto luttuoso: la morte di 124 operaie nell’incendio della fabbrica Triangle di Chicago.

Oggi, credo necessario rivolgere il nostro pensiero e la nostra solidarietà alle donne uccise e a quelle in fuga dalle loro case o costrette a rimanere nel delirio dei bombardamenti in Ucraina.

Ma anche alle donne russe che manifestano contro la guerra e vengono arrestate o a quelle afghane (e non solo) che rischiano la vita per studiare, lavorare, fare sport o guidare un auto…e a quelle iraniane, ammazzate per un ricciolo fuori dal burka.

E alle bambine del mondo, vendute, mutilate, stuprate in matrimoni combinati e morte di parto a 12 anni.…

Una pubblicità della RAI dice che le donne raggiungeranno la vera parità di diritti solo nel 2158.

Non so come e con quali parametri abbiano fissato quella data, ma solo l’8 marzo 2158 le donne allora potranno gridare finalmente:

FELICE FESTA DELLE DONNE


Post Scriptum


Non accettate le briciole. Ci hanno fatto donne non formiche.

Marilyn Monroe


Qualsiasi cosa facciano le donne devono farla meglio degli uomini per essere apprezzate la metà. Per fortuna non è una cosa difficile!

Charlotte Witton, Sindaco di Ottawa


Dove hai trovato la forza? Siamo donne tesoro, la forza trova noi.

Lucy a Charlie Brown


Non come chi vince sempre, ma come chi non si arrende mai.

Frida Khalo


Non chiedo favori per il mio sesso. Tutto ciò che chiedo ai nostri fratelli è che tolgano i loro piedi dal nostro collo.

Sarah Moore Grimke


GUARDA IL VIDEO:




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PUBBLICITA'


L’8 marzo è stata lGiornata internazionale dei diritti della donna, celebrata per la prima volta nel 1911, in Austria, Danimarca, Germania e Svizzera. Nel 1908, infatti, 15.000 donne avevano marciato per New York chiedendo orari di lavoro più brevi, una paga migliore e il diritto di voto e, nel 1909, il Partito Socialista d’America aveva dichiarato la prima Giornata Nazionale della Donna. Allora, Clara Zetkin, attivista comunista e sostenitrice dei diritti delle donne, aveva suggerito la creazione di una giornata internazionale. Nel 1910, aveva presentato la sua proposta a una Conferenza internazionale delle donne lavoratrici a Copenaghen e le 100 donne presenti, provenienti da 17 paesi, avevano accettato all’unanimità. Non c’era, però, ancora una data fissa. Durante la guerra, nel 1917, ci fu uno sciopero delle donne russe che chiedevano “pane e pace”. Quattro giorni dopo lo sciopero, lo zar era stato costretto ad abdicare e il governo provvisorio aveva concesso alle donne il diritto di voto. Lo sciopero era iniziato l’8 marzo, perciò quella data è diventata la Giornata internazionale della donna. I colori di IWD (International Women Day) sono: il viola che significa giustizia e dignità, il verde che simboleggia la speranza, il bianco che rappresenta la purezza. Questi colori hanno avuto origine dalla Women’s Social and Political Union (WSPU) nel Regno Unito nel 1908, che ha lottato fortemente per ottenere il voto alle donne con la sua leader Emmeline Pankhurst

L'UDI (Unione Donne in Italia), creata nel 1944, a Roma, per iniziativa di donne appartenenti al PCI, al PSI, al Partito d'Azione, alla Sinistra Cristiana e alla Democrazia del Lavoroaveva celebrato l'8 marzo nel 1945, la prima giornata della donna nelle zone dell'Italia libera, mentre a Londra veniva approvata e inviata all'ONU una Carta della donna contenente richieste di parità di diritti e di lavoro. Con la fine della guerra, l'8 marzo 1946 fu celebrato in tutta l'Italia e vide la prima comparsa del suo simbolo, la mimosasia perché fiorisce tra febbraio e marzo che perché è un fiore economico, secondo un'idea di Teresa Noce, Rita Montagnana Teresa Mattei. Solo dagli Anni ‘70, però, la Festa è stata accettata ufficialmente. È un po’ difficile, quest’anno, pensare a una Festa quando vediamo ovunque donne e madri colpite dalla guerra, con figli uccisi e feriti, vittime o soldati. A chi possiamo donare la mimosa? Ai profughi che hanno perso casa, lavoro, speranza, o a chi ha mariti e figli a combattere?

I diritti della donna, infatti, possono esistere solo in un mondo pacifico perché non ci sono diritti se la propria vita e quella dei propri cari non sono salve. Possiamo, comunque, lottare per la pace e perché nel mondo si raggiunga la parità di genere, quale che sia il proprio genere.

Per tutta la vita io mi sono impegnata nella società per i diritti delle donne enel 2021, in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, il 25 di novembre, avevo voluto che uscisse il libro “Che te ne fai di un’altra femmina?”, una raccolta di storie di donne occidentali e orientali che amano eppure subiscono violenza. In uno dei racconti, avevo persino immaginato un altro Pianeta dove, però, si perpetuava la stessa mentalità terrestre: la donna è un oggetto e come tale può essere distrutta. (qui si può leggere l’estratto: CHE TE NE FAI DI UN'ALTRA FEMMINA?: storie di donne del mondo orientale e occidentale con una puntata su un nuovo Pianeta (RACCONTI DI DONNE) eBook : RUSCA ZARGAR, RENATA: Amazon.it: Kindle Store)

Per l’8 marzo 2022, ho, inoltre, pubblicato “Storia della strega di Savona e altri racconti di violenza”, testo che, come il precedente, fa parte della collana “Racconti di donne”.

In occasione del 25 novembre 2022, è uscito "VOGLIO IL TUO UTERO" sulla maternità surrogata (qualcuno cioè che fa un figlio per altri), un soggetto di cui si parla molto poco, forse, per non dar fastidio a nessuno.

                                                        

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