I CITTADINI NELL'ISOLA DELLE SPERANZE RUBATE

  


 I cittadini nell’Isola delle Speranze Rubate

Caduti di una guerra mai dichiarata. I cittadini morti per naufragio nel Mediterraneo sono stimati a 23 900, dal 2014 alla data odierna. E’ il sito del progetto ‘Missing Migrants’ ( Migranti Scomparsi) che aggiorna in tempo reale luoghi, cifre e modalità dell’acquisizione della cittadinanza nell’Isola delle Speranze Rubate. Come la città sommersa di cui essa costituisce come la continuazione naturale, l’Isola in questione non è localizzabile e nessuno potrà affermarne con esattezza confini e forma. Di certo si trova al di qua delle Colonne d’Ercole, anch’esse di difficile identificazione per gli strumenti di controllo. Un’Isola che si è formata in seguito alle politiche dell’esclusione perpetrate da anni di governo delle moblità criminalizzate. 

Caduti di una guerra mai dichiarata. Nel 2014 vi furono 3286 morti nel mare ‘Nostro’, scesi a 1448 nel 2020 per crescere di nuovo a 2048 l’anno scorso. Nei primi mesi del nuovo anno i cittadini che hanno raggiunto l’Isola in questione sono stati 566. Una volta nell’Isola delle Speranze Rubate i nuovi cittadini organizzano l’altra vita, quella che avrebbero potuto realizzare fossero arrivati a destinazione. Strade, case, fontane, alberi, giardini, scuole e laboratori sono stati creati mano a mano che altri cittadini raggiungevano l’Isola. Arti e mestieri si arricchivano di nuove pratiche che si passavano volentieri ai nuovi arrivati che erano accolti con le braccia aperte da coloro che li avevano preceduti. I cittadini si erano organizzati in gruppi.

Caduti di una guerra mai dichiarata. I bambini morti in mare e subito riconosciuti come cittadini dell’Isola, furono 27 nel 2014, 78 nel 2022 e 76 l’anno scorso. Quest’anno, al momento, sono 13 coloro che hanno raggiunto gli altri bambini per formare un unico coro le cui voci sono udibili fino alla terra ferma, quando la direzione del vento le precede. Alcuni sono appena nati mentre altri possono parlare e raccontarsi l’un l’altro come hanno raggiunto l’Isola. I più grandi insegnano ai nuovi come costruire barche di carta per il giorno in cui le condizioni del mare saranno più favorevoli. L’Isola delle Speranze Rubate è anch’essa come una grande barca a vela guidata dai gabbiani cha la conducono verso la terra ferma. Sarà di mattina presto che i cittadini dell’Isola sbarcheranno mentre il coro dei bambini annuncerà la liberazione per tutti.


                                                                                                Mauro Armanino Niamey, 24 aprile 2022


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