YAO di Fiori Picco, intervista di Francesca Ghezzani

 

FIORI PICCO: 


“NEI MIEI LIBRI VOGLIO FAR

 CONOSCERE REALTÀ POCO

 NOTE ALL’OCCIDENTE METTENDO IN LUCE

 DETERMINATE TEMATICHE  SOCIALI”


di Francesca Ghezzani



Cina meridionale, province dello Yunnan, del Guangdong e del Guangxi. Zone montuose, campagne, città e metropoli: sono questi i luoghi coprotagonisti del nuovo libro della scrittrice Fiori Picco dal titolo Yao uscito con Fiori d’Asia Editrice.

Yang Sen racconta la sua storia. È un cinese di etnia Yao della tribù di Landian. Gli Yao vivono in piccole comunità nelle regioni montuose della Cina meridionale. Il Taoismo ha un ruolo importante nella loro vita, così come le antiche tradizioni, le cerimonie tribali e i rituali di iniziazione che sono rimasti immutati nel tempo.

L’autrice ha raccolto le testimonianze degli Yao, dell’amico Yang Sen e di altri giovani che, come lui, sono l’emblema di un popolo migrante in patria, collocando temporalmente la storia nel 2004, con flashback nel passato e risalendo all’epoca Ming.



Fiori, portaci per mano tra usi, costumi, tradizioni e rituali di un popolo rimasto isolato e profondamente legato alla propria cultura.

Il romanzo è uno spaccato di vita di un villaggio abitato dagli Yao di Landian, o gente dalle vesti color indaco, e dagli Yao di Hongtou o Teste Rosse. Quest’ultima tribù ha la particolarità di rasare la testa alle spose perché la calvizie è sinonimo di fedeltà e di assoluta dedizione al marito. Le donne sposate portano un cappuccio rosso di velluto a forma di cono decorato di argenti. Attraverso la storia di Yang Sen e della sua famiglia si viene a conoscenza di un mondo antico, isolato e fortemente legato alle sue usanze e tradizioni. Parlando in prima persona dal punto di vista del protagonista racconto di rituali millenari, come Dujie, un rito di iniziazione che permette ai giovani uomini di far parte della comunità, descrivo l’atmosfera che si respira nei templi, il Taoismo e i culti popolari, il corteggiamento che avviene in modo particolare ed è ricco di significati simbolici, la vita agreste, le feste, i piatti tipici e, in un capitolo, parlo anche della cittadina di Lipu, dove si possono ancora vedere tante donne anziane con i piedini di loto lunghi appena otto centimetri.

Cosa significa, per te, dare voce alla vita delle minoranze etniche cinesi nelle zone di confine e alle difficoltà che tanti giovani provenienti da zone povere e isolate devono affrontare quando migrano in città alla ricerca di un lavoro e di un futuro migliore?

Da sempre sono appassionata di antropologia, per me raccontare la cultura e le tradizioni delle minoranze etniche è una missione. Nei miei libri voglio far conoscere realtà poco note all’Occidente mettendo in luce determinate tematiche sociali. Durante gli otto anni di vita in Cina, precisamente nello Yunnan, ho conosciuto tantissimi giovani che, dalle zone più povere e di confine, si spostavano in città per avere un’opportunità di crescita e nuove prospettive. Ho visto le difficoltà a cui andavano incontro e ho ritenuto necessario raccontare le loro esperienze. Alcuni sono riusciti a trovare la propria strada, altri non ce l’hanno fatta. Yang Sen con la gentilezza, la serietà e l’impegno si è guadagnato la fiducia di persone che l’hanno aiutato e incoraggiato. Il lettore potrà scoprire il suo talento e il suo sogno leggendo il libro.

Affronti, inoltre, tematiche delicate come la disabilità, il riscatto sociale, l’amore per la famiglia e per la propria terra, il valore dell’amicizia. Che quadro ne esce?

Nel romanzo affronto diverse tematiche. Un fratello di Yang Sen è disabile ma, sfidando i pregiudizi e gli impedimenti, ha trovato il modo di riscattarsi socialmente. “Yao” è un libro pieno di amore, di buoni sentimenti, di nostalgia e di speranza. È una storia che dà coraggio e stimoli ai giovani. Il legame con la famiglia e con la propria terra è indissolubile, le radici sono determinanti per la nostra formazione. La cultura di appartenenza ci trasmette valori ma deve anche darci le ali per poter spiccare il volo verso la libertà e la realizzazione personale. L’amicizia è uno tra i valori più importanti in questo libro. È sostegno, comprensione, lealtà e rispetto. Se è vera e profonda perdura nel tempo malgrado la lontananza e le vicissitudini della vita.

Il romanzo è disponibile anche in lingua cinese, con il titolo di “Yaowang” ed è stato recensito dal diciassettesimo depositario della cultura Dongba, professor Ahengdongta, rappresentante presso le Nazioni Unite e presidente dell’Antica Accademia Dongba a Lijiang (Yunnan). Tra le belle parole spese verso te e l’opera, cito testualmente: “Il suo libro incarna perfettamente il concetto di ‘Etnicità globale’”. Spiegaci meglio…

Per me è un onore aver ricevuto la recensione del detentore della conoscenza Dongba di Lijiang. Nella cultura Naxi “Dongba” è il nome dato agli uomini saggi, ai letterati e agli studiosi della lingua antica, della scrittura pittografica, della musica, dell’arte e della religione sciamanica che in origine aveva uno stretto legame con la tradizione Bön prebuddista tibetana e che nei secoli ha assorbito anche elementi confuciani e taoisti. Il professor Ahengdongta è il depositario e custode di questa ricca cultura. Il concetto di etnicità globale fu espresso per la prima volta dal noto scrittore Lu Xun agli inizi del Novecento. In seguito fu adottato da molti letterati e scrittori. Secondo Lu Xun, più un’opera letteraria esprime l’etnicità di un luogo, più potrà essere riconosciuta e apprezzata dal mondo intero. Non conoscevo questa espressione; involontariamente ho seguito i canoni di scrittura dettati da Lu Xun e ne sono fiera.

Infine, quale messaggio arriva ai lettori e alle lettrici attraverso Yao?

“Yao” è un libro che sprona ad affrontare con coraggio le sfide, le ansie e le paure, a uscire dalla propria zona di comfort, a non temere gli ostacoli ed eventuali conseguenze negative causate dalle proprie decisioni. Insegna a credere in se stessi e nelle proprie inclinazioni, a dispetto dei pregiudizi e delle chiacchiere altrui. Non tutto il male viene per nuocere e, anche nei momenti in cui tutti ci voltano le spalle e sembra che sia finita, appare un barlume di speranza e, prima o poi, la vita prende una svolta inaspettata e sorprendente. Il romanzo dà input positivi a chi non ha la forza o l’audacia di ribellarsi a un’esistenza che non gli appartiene. Yang Sen rincorre il suo sogno pur sapendo che andrà incontro al disprezzo dei compaesani. È l’artefice del suo destino e verrà premiato. Con la determinazione, l’onestà e i suoi modi cortesi avrà la protezione della “dea della fortuna e dei santi antenati”.



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