È MORTA UN'IDEA DI UMANITÀ da Memoria Condivisa


 CI HA LASCIATI IN MEZZO AL MARE...

Venerdì 13 Agosto 2021 15:22
Ciao Gino, Ciao grande Uomo

Non è un uomo che è morto, è morta un’idea di umanità, una speranza, è morta la vita che si ostina contro tutto e tutti, che non si adegua, che non cede. Oggi noi siamo a lutto

da http://www.memoriacondivisa.it/index.php?option=com_content&view=article&id=7692&Itemid=57

provare odio, e invece scrivo
dei versi pieni di puntuale amore.
Studio la perfidia come un fenomeno
fatale, quasi non ne fossi oggetto.
Ho pietà per i giovani fascisti,
e ai vecchi, che considero forme
del più orribile male, oppongo
solo la violenza della ragione.
Passivo come un uccello che vede
tutto, volando, e si porta in cuore
nel volo in cielo la coscienza
che non perdona.

Pier Paolo Pasolini
(Da Poesie in forma di rosa, 1964)


https://video.repubblica.it/edizione/milano/e-morto-gino-strada-dalle-lotte-per-i-piu-deboli-a-quelle-contro-il-razzismo-chi-era-il-fondatore-di-emergency/393858/394569?ref=RHTP-BH-I313523381-P1-S2-T1

Gentilissime/i,

è morto un gigante in tutti sensi, la politica finalmente si è liberata di Gino, la partita si è chiusa, salviamo prima gli italiani e i politici fascisti, ce ne sono tantissimi. Si sono liberati, si è fatto da parte, ora potete dilagare come e quando volete, uno degli ostacoli si è rimosso da solo. Un alito di vento se l'è portato via in un baleno, lì nel blu dipinto di blu... Era una quercia, di quelle vecchie di centinaia di anni, eppure il duro lavoro sui campi di battaglia, dove le bombe ti arrivano da tutte le parti, lo ha risparmiato, doveva risparmiarlo, lui salvava tutti. I feriti hanno un solo colore. Nelle tende da campo con la moglie e il gruppo di amici, hanno salvato migliaia di vite da morte sicura. Vi ricordate in televisione, in collegamento con l' Afghanistan, con la maglietta di EMERGENCY, ci faceva sentire tutti orgogliosi, italiani brava gente! Onorati in tutto il mondo, ha insegnato la solidarietà e l'abnegazione, il coraggio da vendere. Un uomo vero, un vero medico, non l'ospedale e il pomeriggio le visite a pagamento. Il camice insanguinato, dalle ferite delle armi vendute dai signori della guerra, l'Italia tra questi. I social lo adoravano, un simbolo dell'onestà e della dedizione al bene comune. Un uomo contro, contro il sistema della corruzione nella sanità, una manna piovuta dal cielo, il Covid, per le Regioni.



Morte Gino Strada, la figlia Cecilia: "Sono in mare a salvare vite come mi ha insegnato mio padre"

Il messaggio arriva con un post su Facebook, pubblicato in queste ore dall'unica amata figlia di Gino, dopo esser stata per otto anni anni presidente di Emergency, ne è uscita nel luglio di quattro anni fa.
"Amici, come avrete visto il mio papà non c'è più. Non posso rispondere ai vostri tanti messaggi che vedo arrivare, perché sono in mezzo al mare e abbiamo appena fatto un salvataggio, come mi ha insegnato". La figlia di Gino StradaCecilia, 42 anni, saluta con queste parole il papà, pochi minuti dopo la notizia della scomparsa del fondatore di Emergency.
Ai tempi non mancarono le discussioni sul futuro di Emergency, che Gino vedeva come una grande organizzazione internazionale nello stile di Medecins sans frontieres, mentre la figlia immaginava una ong più militante e politicamente schierata. Dinamiche normali in una realtà associativa diventata molto grande, con ingenti capitali di donazioni da gestire, diversi ospedali nei punti caldi dello scacchiere mondiale, decine di migliaia di iscritti, molto presenti nel dibattito collettivo.

Amici, come avrete visto il mio papà non c'è più. Non posso rispondere ai vostri tanti messaggi che vedo arrivare, perché sono in mezzo al mare e abbiamo appena fatto un salvataggio.

Non ero con lui, ma di tutti i posti dove avrei potuto essere... beh, ero qui con la ResQ - People saving people a salvare vite. È quello che mi hanno insegnato mio padre e mia madre.

Vi abbraccio tutti, forte, vi sono vicina, e ci sentiamo quando possiamo.

"Non ero con lui, ma di tutti i posti dove avrei potuto essere... beh, ero qui con la ResQ - People saving people a salvare vite. È quello che mi hanno insegnato mio padre e mia madre", continua Cecilia, ricordando anche la madre, Teresa Sarti, che era stata presidente di Emergency fino alla morte, il primo settembre 2009.
 
Quando furono celebrati i funerali nel 2009, Milano che si raccolse attorno alla famiglia e sfilò in un lungo corteo in memoria.  Poi il suo nome venne iscritto nel Famedio del Cimitero monumentale, insieme ai nomi di chi ha fatto grande Milano.

La Milano di Gino Strada: dagli eventi di Emergency in piazza agli incontri eccellenti.

 


Le manifestazioni in piazza a Milano per la festa della Liberazione, gli incontri con i personaggi simbolo della città - da Giuliano Pisapia a Massimo Moratti, da Beppe Sala al cardinale Carlo Maria Martini - ma anche gli eventi e le iniziative organizzati da Emergency, l'associazione umanitaria fondata a Milano nel 1994 da Gino Strada, scomparso oggi all'età di 73 anni. Strada era nato a Sesto san Giovanni e si era laureato in medicina e chirurgia all'Università Statale di Milano. A settembre del 2017 ha aperto a Milano Casa Emergency, nuova sede dell'organizzazione in via Santa Croce 19,  nata in una scuola degli anni Quaranta abbandonata e recuperata grazie a un bando di riqualificazione del Comune che ha dato in concessione lo stabile all'organizzazione.

"Vi abbraccio tutti, forte, vi sono vicina, e ci sentiamo quando possiamo", conclude Cecilia, che ha proseguito la tradizione materna, interpretando il suo ruolo e anche le cariche assunte in un modo molto personale e politico. Certo, un'eredità non facile quella che dovrà portare, ora che non ci sono più i suoi genitori, fondatori di quella che forse è una delle più note e importanti realtà del terzo settore italiano.
 
Cecilia Strada, nel 2017, concluso il lavoro in Emergency, è tornata al suo impegno di volontaria nelle organizzazioni che aiutano i migranti sulle rotte del Mediterraneo. E come lei stessa ha spiegato agli amici che stanno cercando di parlarle, questo le sembra il modo migliore per onorare la loro memoria e per continuare le loro battaglie a favore della pace nel mondo. 
 
E' per mare anche il genero di Gino Strada, Maso Notarianni, marito di Cecilia, con la quale ha avuto un figlio ormai ventenne.
 
Ora, tutti i più stretti collaboratori di Gino, tra cui il braccio destro Pietro Parrino, stanno rientrando di corsa a Milano e si ritroveranno nella sede di piazza Santa Croce per decidere le iniziative da prendere dei prossimi giorni.
 
 
 
Scritto da Zita Dazzi (ansa)-Alberto Custodero-Mario Arpaia   

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