COSPIRATORI DI SABBIA di padre Mauro Armanino

   Cospiratori di sabbia 


Lei, la sabbia, è una buona insegnante davvero. Ci mette ogni giorno di fronte alla nostra inevitabile, fragile e umana verità. I cimiteri contengono un numero indefinito di progetti di cambiamento imperituro del tipo programma agricolo del ‘Rinascimento’ detto le tre Enne. I Nigerini che (si) Nutrono dei Nigerini che va avanti da vari anni e ancora sono promesse carestie per milioni di persone. Vedeste come finiscono i piani di sviluppo autocentrato e gli imperi dalle nostre parti. Lasciate passare un po' di tempo e la sabbia tutto coprirà col suo manto dorato che si illumina d’immenso al cadere del giorno. Palazzi, crocevia, semafori, cavalcavia, mercati e negozi che sembravano eterni sono spazzati via dal vento e dal tempo che, almeno qui, si misura ancora con la sabbia. Ci sono, riconosciamolo, lodevoli e disperati tentativi di programmazione, promozione e gestione di strategie di crescita economica. Esse durano quanto basta per illudere  gli incauti donatori che ancora credono alle scadenze delle tabelle e degli algoritmi dell’occidente.

Lei, la sabbia, è una buona insegnante davvero. Ci mette ogni giorno di fronte alla materialità storica che contraddistingue e accompagna la nostra fugace esistenza. Da questo punto di vista è onestamente rivoluzionaria perché riporta alla verità delle parole e delle cose che la ‘dematerializzazione’  impone dappertutto. Si dematerializzano i soldi, i corpi, i centri di potere e le religioni che dovrebbero sparire perché inutili paradisi d’altre epoche. La sabbia contesta, impolvera, fragilizza e fa naufragare questi tentativi che altrove sembrano coronati da successo. La nostra sabbia è carnale perché evidenzia ciò di cui siamo fatti e ciò a cui torneremo, un giorno qualunque. Qui amiamo ancora le mitiche monete sonanti, la carta moneta che porta le impronte del lavoro, dello scambio, del baratto, del sudore e della fatica. Una banconota che passa di mano in mano e si sporca e si stropiccia nelle tasche del muratore, del contadino o della donna che vive nella strada. Da noi i corpi sono ancora di carne e si stancano, soffrono, muoiono per mancanza di cibo, malattie e attenzione. Sono corpi che hanno un peso e una storia che non appare sbiadita come succede nelle finzioni televisive . I centri di potere, così come le industrie di estrazione e trasformazione, si delocalizzano  e si allontano dagli sguardi indagatori dei pochi democratici che restano.

Lei, la sabbia, è una buona insegnante davvero. Ci mette ogni giorno di fronte alla nostra umana nudità sempre in bilico tra mendicanza e cecità. Ci aiuta a non barare con la vita perché costringe a cogliere l’essenziale della nostra identità di polvere che il vento trasporta altrove. Non ama le distanziazioni, né sociali né politiche perché si fa prossimo di tutti a cominciare dai poveri che della sabbia sono i più grandi sostenitori. Loro e la sabbia hanno in comune il trovarsi in basso, calpestati e spesso neppure presi in considerazione come marginali. La sabbia ha in orrore l’astrazione, la presa in ostaggio delle parole da parte dei potenti e l’allontanamento dalla stoltezza della pura materiale spiritualità della cose. Non si lascia illudere da chi promette un futuro radioso che mai si avvicina al presente di un volto da carezzare o  labbra da ricordare. La sabbia accoglie cospiratori che, come lei, sanno nascondere e custodire il seme dell’unica ribellione che meriti questo nome. Hanno imparato a chiamarla libertà.

                                                                                                

      Mauro Armanino, Niamey, 31 ottobre 2021


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"Quando soffia il vento del ricordo, / il sonno va via dalla testa / e il cuore balza alla gola. [...]"

"Sussurrava intorno un’aria così sottile / che svegliava i desideri del cuore, / il vento trascinava via la mia sciarpa / e pareva accarezzare la sua pelle.[...]"

“Dio mio, / perdono / di non visti peccati / mentre il mio giovane corpo / privo di fioritura / è legato con tubi / -radiazioni-chemioterapia- / torture-dolore-sofferenza-[...]".

"Scene di crudeltà massacri spari / bombe fuoco urla pianti / Poi un lungo silenzio.../ L’uomo ha dimenticato che anche lui / era un bambino![...]"

Un ventennio di pensieri di amore e spiritualità.


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