VIVERE ECOLOGICAMENTE di Paolo D'Arpini

 Vivere ecologicamente... con la natura, nella natura 

Senza ormai farci più caso viviamo in un mondo artificiale,  immersi in una  società consumista ed in spazi fortemente  urbanizzati, fuggiamo dal caldo in estate e dal freddo in inverno. Perlopiù viviamo in ambienti chiusi “condizionati” e difficilmente mettiamo il naso fuori se appena c’è un po’ di pioggia.


 E'  questa la vita che ci compete?

La comunicazione tra esseri umani si svolge attraverso i codici del linguaggio. Ogni termine impiegato è un simbolo, significante che significa un significato, e i termini sono correlati da regole grammaticali, sintattiche, e culturali. Ma esiste anche una comunicazione diretta, basata sugli elementi naturali, che si svolge per mezzo di messaggi che vengono amplificati dai sensi che vibrano al contatto con i loro corrispondenti esterni: l’ambiente, il vento, il caldo od il freddo, gli odori, i sapori… il mistero delle stelle o del cielo cupo e vuoto di ogni luce. Questa esperienza  possiamo  viverla consapevolmente giorno per giorno.

Ad esempio se descriviamo il vento sembra che tutto si fermi al lavorio cerebrale: “Il vento è un movimento orizzontale o verticale di una massa d’aria dovuto a differenze di pressione, le quali a loro volta sono dovute a una distribuzione ineguale di calore. La corrente d’aria si muove nella direzione che va dalla zona ad alta pressione verso quella a bassa pressione. Ma nella genesi del vento intervengono altre due forze, una deviante dovuta alla rotazione della Terra e una di attrito causata dalle asperità della superficie terrestre”.   

Allorché ci troviamo in natura, nella notte scura scura, sui bordi del fiume e l’aria ci spinge o ci respinge, entra negli abiti e ci fa sentire il suo  soffio, non sono le descrizioni lessicali che ci toccano… il vento ci parla direttamente, ci fa alzare il bavero e ci ricorda che siamo vivi!

Insomma al pensiero di dover affrontare la natura nella sua crudezza sembra quasi che attraverso l’immaginazione o la descrizione dei possibili accadimenti abbiamo già risolto il problema… ci siamo preparati al “peggio” (od al meglio), ma così non è poiché Le cose avvengono non come ci si poteva aspettare avvenissero, ma tutte diverse. La qualità data dalla presenza è sublime.

La vita è un eterno inizio. La continua trasformazione che subiscono gli elementi non può essere mai considerata finale e quindi la vita è senza inizio e senza fine.  

Paolo D'Arpini



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