NANDINO CAPOVILLA
UN ANNO FA. MA NON SI ARRESTA L’IPOCRISIA. L’11 agosto fece scalpore la mia espulsione e i giornali accettarono il mio monito: “vi racconto del mio trattenimento se dedicate il vostro articolo ai diecimila palestinesi detenuti da Israele. L’ultimo scatto prima dell’arresto colpisce meno della platea elegante e solenne della Sala Grande della Mostra del Cinema di Venezia, dove qualche giorno dopo il Direttore generale mi chiese di aprire l’evento “con una parola alta”:
“Mi sono state chieste parole alte sullo sterminio a cui stiamo assistendo. Le parole più alte -dovremo ricordarlo sempre- devono restare quelle della “più alta” autorità che onoriamo e custodiamo con tutte le nostre forze: le Nazioni Unite: “Il tempo delle esitazioni è finito. Questa è una carestia che ci perseguiterà tutti. È una carestia che avremmo potuto prevenire, se ci fosse stato permesso. Tutto a causa dell'ostruzionismo sistematico da parte di Israele. E’ una carestia sotto i nostri occhi, che ci chiede: “E ora cosa farete?” E’ un'arma di guerra causata dalla crudeltà, giustificata dalla vendetta, resa possibile dall’indifferenza, sostenuta dalla complicità” (OCHA, 22 agosto 2025).
UN ANNO DOPO NESSUNO FERMA ISRAELE nel più mostruoso saccheggio di massa di villaggi e città della Cisgiordania, ad opera di coloni, esercito e criminali ministri del governo. Luisa Morgantini commentò la mia espulsione come “uno degli ennesimi crimini di Israele, l’ennesima violazione del diritto internazionale, ma, soprattutto, il piano di isolare il popolo palestinese da ogni relazione con l’esterno, chi professa la fede nell’umanità e nella giustizia, gli amici”.
CHISSA’ SE ALLA MOSTRA DEL CINEMA ci sarà un’altra straziante “Voce di Hind” a convincerci delle identiche parole con cui iniziai un po’ commosso il mio discorso: "NON E’ UN FILM. TUTTI LO SAPPIAMO adesso che i termini impronunciabili sono stati provati dagli organismi internazionali siamo impotenti ad assistere al genocidio e alla carestia. Ci avevano inculcato il dovere di giustificare sempre e comunque chi era responsabile di un piano genocidario di colonizzazione da insediamento, attraverso il nostro silenzio complice e una totale impunitá"

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