DANTE

 

“Camerata Dante, presente”. Le dichiarazioni del ministro Sangiuliano sul sommo poeta scatenano i social, tra battute e citazioni




Dopo le dichiarazioni sul padre della lingua italiana "fondatore del pensiero di destra in Italia", il titolare della Cultura si è attirato critiche e polemiche, ma soprattutto l'ironia feroce dei social che da 24 ore non smettono di produrre battute, meme e sfottò sul governo, con l'aiuto dei versi della Divina Commedia

“Le dichiarazioni di Sangiuliano come quelle di Giorgia Meloni su Garibaldi servono per distrarre dalle magagne del governo”. E’ probabilmente questa la riflessione più ricorrente tra tweet e commenti vari. E tuttavia non è stato possibile contenere la creatività di chi, per esempio, sostiene che “le uscite del ministro della Cultura sul Sommo sono tali da eguagliare nel fragore il peto di Barbariccia, che “avea fatto del cul trombetta”. Più incerta ma sempre su Twitter, l’attribuzione a Dante di altre citazioni, come “molti nemici, molto onore” o “Italia agli italiani”. Non solo, si attribuiscono anche parentele: “Beatrice era la nipote di Mubarak”, scrive Danippa Lippa, alla quale altri pronti rispondono che tra i frequentatori di Arcore c’era di sicuro anche un certo Cecco Angiolieri. E visto che di comunicazione politica si discute, non manca chi spodesta Matteo Salvini e attribuisce ad altri l’incarico: “Caronte ministro dei trasporti”. Poi qualcuno corregge: “Caron demonio in realtà era una Ong”.

“Già si è sparsa la voce”, twitta @lefrasidiosho, autore del meme (nella foto) in cui uno sconsolato Alighieri apprende la teoria del ministro. Altri riscrivono la celebre frase del premier: “Io sono Dante! Sono un poeta! Sono italiano! Sono cristiano!”. Tra le trovate più popolari anche quella di Maria Paola Pennetta. “Questi è Francesco Petrarca, autore del “Canzoniere”. So di fare un’affermazione molto forte, ma penso dunque che egli sia l’ispiratore del Festival di Sanremo“, scrive incrociando due argomenti di tendenza. Ritarando la sua equidistanza ad ogni tweet, non perde occasione anche Carlo Calenda: “Quindi sintetizzando ieri GiorgiaMeloni si è paragonata a Garibaldi, Sangiuliano ha trasformato Dante in Starace e la Cgil ha suonato l’inno dell’Unione Sovietica senza accorgersene. Tutto molto bene”. Forse mosso da tenerezza per il collega di governo subissato dalla Rete, prova a riderne anche il ministro della Difesa Guido Crosetto, che butta la palla in tribuna: “Dante? Era tifoso del Pisa”.

Del resto i più sono attacchi personali al ministro: “Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai Sangiuliano ministro della cultura. Ché la decenza era smarrita“, twitta Massimo. In perfetta sintonia con chi scrive: “So di dire una cosa molto forte, ma penso che solo al governo Meloni poteva venire in mente di affidare a Sangiuliano il ministero della Cultura”. Non manca poi chi ironizza sulle difficoltà dell’esecutivo: “E quindi uscimmo a riveder il carburante alle stelle“. O ancora: “L’amor che move il sole e l’altre accise”, scrive Fabio Salamida, che poi perde la voglia di ridere: “Al di là delle uscite bizzarre che ispirano battute, quello che colpisce del ministro Sangiuliano è l’interpretazione profondamente sbagliata che ha del suo ruolo. Il Ministro della Cultura non deve promuovere la “cultura di destra”. Quel ministero fu soppresso nel 1944″. E qualcuno ricorda che già durante il ventennio non furono pochi i tentativi di arruolare Alighieri e pubblica i testi in cui si diceva che il poeta “può dirsi a ragione l’antesignano dei grandi ideali del fascismo”.

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