ERGASTOLO OSTATIVO

 


Ergastolo ostativo un deterrente? Che sciocchezza!

UN PAESE CIVILE LO ABOLISCE

UNA GRANDE INGIUSTIZIA 

DA MEMORIACONDIVISA

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AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA  SERGIO MATTARELLA

AL CAPO DEL DAP DOTT. CARLO RENOLDI

A ANTIGONE E RISTRETTI ORIZZONTI

A AMNISTY INTENATIONAL

I partiti di sinistra, hanno la sensibilità di battersi per l'abolizione dell' Ergastolo ostativo? Sanno che è una violenza, una tortura per chi ha già scontato 30 anni di carcere duro?. Siamo stati all'Asinara, alla sezione Fornelli, il carcere di massima sicurezza fatto saltare in aria dai brigatisti rossi. Carmelo Musumeci ci restò cinque anni.

Sono disponibili il Movimento Cinque stelle, il Pd,  Verdi e sinistra italiana.  

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"Tutta la verità. Totu sa beridadi" è l'autobiografia di Mario Trudu, ergastolano ostativo condannato per due sequestri di persona, in carcere da 35 anni. L'autore ripercorre la sua vita dal tempo in cui era pastore sui monti dell'Ogliastra fino alle vicende dei sequestri e ai lunghi anni di carcere. Condannato la prima volta per il sequestro Bussi, del quale da sempre si dichiara innocente, durante una breve latitanza fu responsabile del sequestro Gazzotti. È anche il racconto di decenni passati nelle prigioni fra la Sardegna e 'il continente', in quel regime 'eccezionale' - il 41bis - che fa di 1.200 persone nella sua condizione quelli "della morte viva", perché non collaboratori di giustizia. Della sua vicenda Trudu non risparmia niente, né a sé né agli altri, in una narrazione che ha sullo sfondo, costante, l'immagine e il pensiero forte dell'entroterra sardo. Suoi i disegni che illustrano alcune tappe della vicenda

Abbiamo appena finito di leggere il libro di Ilda Boccassini, sul funzionamento della giustizia, è venuto fuori un quadro da brividi. I potenti la fanno sempre franca, con i soldi e gli avvocati allungano i tempi dei processi fino a farli decadere. Nel frattempo c'è un accanimento contro i detenuti, per distrarre l'opinione pubblica dal sovraffollamento delle carceri. Sostenere l'ergastolo ostativo e cinismo. Siamo in campagna elettorale  sempre e pertanto i carcerati tolgono voti ai partiti, maltrattarli li fa aumentare. Rivolgersi ai  parlamentari è tempo perso. E' diabolico che il primo intervento del governo vada a colpire i più deboli, dimenticando la Cirielli... E' un problema che investe la nostra democrazia, stremata, sfilacciata, dove nessun politico ha le idee chiare, nessun politico conosce la materia come il prof. Gonnella, di Antigone. Se Antigone è allarmata, allora devono intervenire la società civile, la chiesa con Papa Francesco . E' necessario spingere sulla presidenza della Comunità europea, Ursula Von Der Leyen, le carceri italiane sono atroci sgabuzzini, dove la vita è un inferno sulla terra.

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ON. SOUMAHORO, VERDI E SINISTRA

Inviamo con la posta pec. 

            È proprio vero che in Italia (forse anche all’estero) una bugia detta tre volte diventa una verità. In questi giorni si sono succedute dichiarazioni di alcuni membri delle istituzioni, forse in buona fede —ci si passi il bisticcio di parole con l’attuale Ministro della Giustizia— a dir poco inesatte, alcune anche irrazionali e altre incostituzionali. Tra esse spicca la seguente: «Uno degli strumenti a disposizione della giustizia italiana è quello dell'ergastolo ostativo. Una delle tante intuizioni del magistrato Giovanni Falcone,

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che ci ha permesso di contrastare con fermezza mafiosi e terroristi» (da Il messaggero del 6 ottobre u.s.). Notizia falsa, da tanti punti di vista, perché l’ergastolo ostativo nasce dopo le stragi Falcone e Borsellino e mai questi due Giudici, amanti della Legge e della Carta costituzionale si sono pronunciati su questo argomento. Ci sarà sempre il rischio che qualche detenuto dal carcere dia ordini o mandi messaggi, o chi continuerà a delinquere quando uscirà. Cionondimeno, la maggioranza dei reclusi, con un trattamento più umano, potrebbe essere stimolato a cambiare ed a migliorarsi. Riteniamo che ci sia solo un modo per sconfiggere certi fenomeni criminali e secolari, ed è quello di stimolare i prigionieri mafiosi a liberarsi dalla “cultura” che li ha portati in carcere.

Purtroppo, c'è chi non ha ancora capito che la mafia non è tutta in quei detenuti condannati all’ergastolo “ostativo” e al regime di tortura del 41-bis che ormai, dopo tanti anni di carcere, non contano più nulla. Il pericolo piuttosto è fuori, perché si può essere culturalmente mafiosi e non infrangere nessuna legge ed avere la fedina penale pulita, o usare la giustizia in modo strumentale, come terreno di caccia per accrescere consenso politico, mediatico e fare carriera.

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Il responsabile della Procura antimafia nazionale «considera l'attuale disciplina italiana sull'ergastolo “un deterrente”» (così Il fatto quotidiano, 6 ottobre 2019).L’ergastolo ostativo un deterrente? Che sciocchezza! Il mafioso non inizia e non smette di essere mafioso e il terrorista non evita di farsi saltare in aria per paura dell’ergastolo o della pena di morte. È sconfortante constatare come alcuni professionisti non abbiano ancora compreso che il carcere in Italia non è la medicina ma, piuttosto, la malattia, che fa aumentare la criminalità e la recidiva. E che molto spesso aiuta a formare cultura criminale e mafiosa. Ci permettiamo di ricordare ad alcuni politici, che fanno certe dichiarazioni per avere consensi elettorali, che il carcere, così com’è oggi in Italia, non rieduca nessuno e non è per nulla un deterrente, anzi, fa peggiorare le persone. Crediamo che “maggiore sicurezza” dovrebbe significare carceri vuote, perché fin quando ci saranno carceri piene vuol dire che i nostri politici hanno sbagliato mestiere.

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La nostra Costituzione stabilisce che la condanna deve avere esclusivamente una funzione rieducativa e non certo vendicativa. E non deve essere tanto la pena ad essere certa, quanto piuttosto il recupero, per cui in carcere un condannato deve stare né un giorno in più né uno in meno di quanto serva. Anzi: ci deve stare il meno possibile, per non rischiare di farlo uscire peggiore di quando è entrato. Forse qualcuno commetterà ancora dei reati, ma molti fattori dimostrano che la maggioranza, con un carcere più giusto e umano, potrebbe rientrare nella società e diventare un cittadino migliore.

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Finora le politiche ultraventennali del “carcere duro” e del “fine pena anno 9.999” hanno portato più vantaggi alle mafie (almeno a quelle politiche e finanziarie) che svantaggi, dato che anche gli addetti ai lavori affermano che l’élite mafiosa è più potente adesso di prima.

Crediamo che alla lunga l’ergastolo ostativo abbia rafforzato la cultura mafiosa, perché ha innescato odio e rancore verso le istituzioni anche nei familiari dei detenuti. Con il passare degli anni gli stessi familiari incominciano a vedere lo Stato come un nemico da odiare e c’è il rischio che i figli, che si potrebbero invece salvare, diventino loro stessi dei mafiosi.

Scritto da Antigone Carmelo Musumeci, Associazione Liberarsi, Associazione Yairaiha Onlus, Osservatorio Repression   

 

Insieme abbiamo il potere di cambiare il mondo!

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