L’io individuale (ego) sorge dal riflesso della coscienza nello specchio della mente. Una sovrimposizione identificativa con l’oggetto osservato. L’oggetto è il corpo-mente che reagisce in relazione (al contatto) con gli altri oggetti esterni. Il momento che, nell’autoconoscenza, l’identità fittizia con l’agente scompare quel che resta è la pura consapevolezza del Sé. Non è perciò necessario, al fine della realizzazione, che le immagini -il mondo e l’osservatore- scompaiano, è sufficiente che la falsa identità con l’oggetto/soggetto riflesso (ego) scompaia. Ciò significa che il mondo può tranquillamente continuare a manifestarsi non essendo percepito come realtà separata. A questo punto il Sé e la sua manifestazione sono visti come la stessa identica cosa mentre il senso dell’io separativo (del me e dell’altro) viene obliterato. In fondo il dualismo è soltanto ignoranza di Sé. Il saggio osserva le azioni svolgersi senza che vi sia alcuna propensione o intenzione o giudizio in lui...
Circolo Fotografico Scledense BFI Flotilla a Venezia Venezia e l’Oriente Venezia è nata come porta dell’Oriente, a partire da secoli e secoli fa ai tempi delle Crociate dove le capacità nautiche e di cantierizzazione veneziane divennero preziose per tutti i crociati diretti a Gerusalemme. Proprio le crociate fornirono ai veneziani l’occasione per ottenere vantaggi strategici fondamentali e alla lunga portarono alla conquista di Costantinopoli, erano i tempi della quarta crociata nei primi anni del Duecento. Dal XIII al XV secolo Venezia continuò ad avere un ruolo fondamentale nei rapporti tra l’Europa e l’Oriente, ruolo che si incrinò con la scoperta delle Indie Occidentali da parte, ironia della sorte, di un genovese originario di quella Repubblica Marinara che fu una delle nemiche più battagliere di Venezia. FLOTILLA Un flottiglia di 39 piccoli natanti è partita da Barcellona il 12 aprile per una missione non violenta che ha tra i suoi scopi principali quello di portare aiuti a...
La libertà non è uno spazio libero Siamo nel millennio scorso, esattamente negli anni ’70, quando il cantautore Giorgio Gaber ricordava che la libertà è partecipazione. La politica è sporca, la politica non mi interessa, perché è la politica degli affaristi e quella dei riti elettorali. O tu fai la politica o la politica ti fa, dicevamo coi giovani in Costa d’Avorio alla fine degli anni ’80. C’era un partito unico perché unica sembrava la via per uscire dalla colonizzazione. Bastava unire gli sforzi e non perdere tempo con discorsi, dibattiti e ideologie peregrine imprestate altrove. Bastava il liberalismo capitalista e la promessa dello sviluppo agognato dalla banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale. La democrazia del Capitale arrivò coi Piani di Aggiustamento Strutturale, contrabbandati come democrazia occidentale vincente. Anche se tu non ti occupi di politica non temere perché lei si occuperà, senz’altro, di te. Che ha il diritto di votare e che passa la sua v...
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