“Donne di Fede in Dialogo” di “Religions for Peace Italia” incontrano Papa Francesco

 


A breve distanza di tempo ripercorriamo i momenti principali di questo incontro interreligioso ed emozionante avvenuto il 9 Novembre in Vaticano
.

Religioni per la Pace Italia

È stata una mattina speciale quella di mercoledì 9 novembre per il gruppo di Donne di Fede in Dialogo di Religions for Peace Italia, che al termine dell’Udienza papale hanno incontrato Papa Francesco. Un incontro pianificato da tempo e fortemente voluto dal gruppo. Domenica Giaco, esperta di arte che fa parte del nostro gruppo, nella scorsa primavera aveva espresso il suo desiderio di far conoscere al pontefice l’opera di una giovane artista iraniana, Rasta Safari, trasferitasi nel nostro paese a Roma per studiare e seguita dalla galleria d’arte BeniaminArt di Catania. 

Ci accingiamo a portare in dono al pontefice proprio un’opera di una giovane artista iraniana - ha sottolineato la Giaco - che seppure lontana dal suo Paese, soffre e spera per la libertà e per le donne che portano avanti la loro causa anche a costo della vita”: un’opera fortemente significativa, che la giovane ha realizzato proprio per il pontefice e che fin da quando ha iniziato a seguire il nostro gruppo, ha espresso il desiderio di regalare al papa. 

Dal momento della condivisione il nostro gruppo si è detto entusiasta di questa idea e così abbiamo iniziato ad organizzare un incontro che alla fine ha visto coinvolte un ampio numero di aderenti al gruppo che vi hanno partecipato con gioia, apprezzando Papa Francesco come una tra le guide spirituali più autorevoli nel mondo di oggi.

 

Papa Francesco, che aveva visitato il Bahrein dal 3 al 6 novembre in occasione del Forum sul Dialogo tra oriente ed Occidente ha voluto, nella sua catechesi di mercoledì 9 Novembre, ricordare quel viaggio tornando su alcuni concetti preziosi per chi pratica il dialogo interreligioso. Concetti che per il nostro gruppo sono risuonati come un incoraggiamento a proseguire il cammino comune di donne che insieme, in spirito di amicizia e condivisione, desiderano riflettere sul loro ruolo di rispetto alle comunità religiose di appartenenza ed insieme costruire una cultura di pace e dialogo tra credenti diversi. 

Dialogo, cammino ed incontro: sono queste le tre parole che Papa Francesco ricorda di perseguire nel corso del suo discorso. Il dialogo come “ossigeno della pace” è necessario, ma bisogna farlo iniziando nel guardare “al di fuori dei propri confini” e abbandonare “l’infantile logica delle armi rispetto alla mitezza del dialogo”. Un dialogo che è tale solo quando c’è accoglienza vera e questa accoglienza può avvenire solo camminando assieme perché il dialogo si costruisce lentamente e non con “incontri isolati”. 

 

Un cammino che presuppone però l’incontro tra persone con identità diverse, ma affinché “un dialogo sia buono, si deve sempre partire dalla propria identità, essere consci della propria identità, e così si può dialogare”. Ognuna di noi con identità diverse, ma chiare, desiderose di costruire ponti culturali nuovi. Riporto l’ultima parte della riflessione del pontefice che mi sembra molto centrata sulla nostra identità di gruppo nonché un invito a chi desidera impegnarsi nel dialogo. “E oggi vorrei trasmettere a voi la loro gioia genuina, semplice e bella. Incontrandoci e pregando insieme, ci siamo sentiti un cuore solo e un’anima sola. Pensando al loro cammino, alla loro esperienza quotidiana di dialogo, sentiamoci tutti chiamati a dilatare gli orizzonti: per favore, cuori dilatati, non cuori chiusi, duri. Aprite i cuori, perché siamo fratelli tutti e perché questa fratellanza umana vada più avanti. Dilatare gli orizzonti, aprire, allargare gli interessi e dedicarci alla conoscenza degli altri. Se tu ti dedichi alla conoscenza degli altri, mai sarai minacciato. Ma se tu hai paura degli altri, tu stesso sarai per loro una minaccia. Il cammino della fraternità e della pace, per procedere, ha bisogno di tutti e di ciascuno. Io do la mano, ma se dall’altra parte non c’è un’altra mano, non serve. La Madonna ci aiuti in questo cammino! Grazie!”

 

Al termine della catechesi il pontefice ha salutato  i gruppi presenti sul Sagrato. Quando è stato il nostro turno, avvicinandosi ci ha espresso il suo stupore nell’incontrare donne, non tanto di credi diversi, ma donne diverse che possono dialogare tra loro. Ovviamente la battuta del vescovo di Roma ha innescato una risata collettiva che ha dato il via al vero incontro con papa Francesco che non si è risparmiato nell’ascolto e nel ricevere i nostri doni. Infatti, oltre al quadro che la stessa artista ha consegnato al papa, il nostro gruppo ha voluto regalare al pontefice una targa commemorativa della giornata, mentre molte delle nostre consociate gli hanno consegnato libri scritti da loro o riviste curate dalle comunità di appartenenza. Il nostro incontro ravvicinato con papa Francesco è terminato con una foto di gruppo che ci ritrae raggianti. Preziosa la presenza del presidente nazionale di Religions for Peace Italia, il dott. Luigi De Salvia, che ha accompagnato il gruppo.

 

 Francesca Baldini 

(Coordinatrice Donne di Fede in Dialogo di Religions for Peace italia)




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