La posizione umana nel contesto della vita sul Pianeta di Paolo d'Arpini

 


L’uomo in questo ultimo secolo è divenuto il peso più grande per il pianeta Terra, siamo troppi  ed inquiniamo tremendamente e rubiamo spazio al selvatico. Tutto ciò  è innegabilmente vero, non posso però proporre soluzioni finali e sperare nell’armageddon, come molti illusi fanno, per risolvere il problema  del mantenimento di una civiltà umana degna di questo nome.    

Nell’ecologia profonda si indica sempre  la condizione presente come base di partenza per il successivo cambiamento o riparazione…  considero però che questa società non potrà durare a lungo ed è bene che vi siano delle “nicchie” di sopravvivenza, dalle quali ripartire con nuovi paradigmi di civiltà in cui mantenere un equilibrio fra uomo-natura-animali (dice una poesia: o si salvano o si perdono insieme).   

Anche se non è attualmente il mio compito specifico quello “di salvare il mondo” ("sed ab initium”)  sento che è giusto evocare questa necessità.  Siamo sul filo del rasoio e solo la vita potrà indicarci la direzione, al momento opportuno. L’idealismo non serve a nulla!  Non vorrei esprimermi come il  papa di una nuova religione,  non ho  assunto delle regole e dei comandamenti,  i miei scritti son solo proiezioni di pensiero, aggiustamenti mentali per individuare nuove vie di uscita. 

Infatti a che servono i “principi” nella vita quotidiana, nella sopravvivenza quotidiana del giorno per giorno, salvando il salvabile senza rinunciare alla propria natura?… 


Paolo D'Arpini - Rete Bioregionale Italiana


Fonte: https://bioregionalismo.blogspot.com/2023/01/the-human-position-in-context-of-life.html


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UNA TRAVOLGENTE STORIA D'AMORE E DI CRIMINALITÀ

"...
dopo un tempo che era sembrato eterno, quelle bestie fameliche se ne erano andate sghignazzando. –Ringrazia che non ti facciamo fuori, sporco serbo. - gli avevano gridato ancora, mentre si allontanavano. –Adesso tocca a te, se vuoi divertirti! Non è male, la ragazza. - E avevano sputato per terra.

Igor spera di sposare Janina e di avviare un’officina meccanica. Janina viene, però, violentata da alcuni delinquenti. Il destino, che si accanisce contro di lui, lo porterà a commettere dei reati ma anche a vivere un’appassionante storia d’amore. Eppure, infine, forse, non ce la farà: il sogno di un'esistenza serena, di una famiglia, non si potrà mai avverare...

“La mamma aveva già, un tempo, affrontato la vergogna di un figlio ladro e stupratore. Adesso, anche assassino.- Non è tutto colpa mia, mamma! - avrebbe voluto dirle. Ma ormai era tardi. Stava morendo.”

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