LE DONNE PAGANO LA LORO SOLITUDINE di Angelica Lubrano

LE DONNE PAGANO LA LORO SOLITUDINE

di Angelica Lubrano

 


L
e donne pagano la loro solitudine. 

Pagano la loro ridotta dimestichezza con la bassa cucina della politica, pagano la loro incapacità di organizzarsi e di farsi sponda reciprocamente. 

Severe nei giudizi sul loro genere, disposte ad autoflagellarsi per il fuscello nel proprio occhio, ma tolleranti con la trave altrui. Sempre dipendenti dal favore del Principe, sempre sospettate di occupare un posto più per gentile concessione che per i propri meriti, scarsamente consapevoli di essere portatrici di interessi specifici sempre più alternativi rispetto alle scelte dominanti in presenza di coperta corta (!).

Cosa voglio dire?

Voglio dire che quando le risorse sono scarse la competizione è più alta e se fare scelte in favore delle donne (asili nido, scuole materne, assistenza agli anziani e ai disabili, edilizia per giovani famiglie ecc..) è benevola concessione in tempi di vacche grasse, si è preferito dare trecento milioni (lievitati fino a 1 miliardo) all'Alitalia (quanti asili nido?) o la detassazione degli straordinari (ve lo ricordate mentre già si percepiva la recessione?), alla faccia dei parametri di Lisbona che avevano individuato con chiarezza la necessità per l'Italia di alzare il dato della occupazione femminile per riallineare il nostro PIL con quello dei paesi più avanzati.

Anche il tema della sicurezza… 

Pronti a mandare l’esercito a prendere le impronte digitali ai piccoli Rom e indifferenti al dato che vede oltre il 70% degli omicidi e delle violenze consumate proprio contro le donne nel sacrario delle famiglie, abbandonate, dimenticate, senza supporto.

Fra i dipendenti fannulloni vedrete che saranno penalizzate proprio le madri di famiglia più costrette a dividersi fra mille lavori e cure familiari da conciliare con i carichi di lavoro, in assenza di strutture di sostegno alla famiglia.

No, care democratiche, non è indifferente il genere della rappresentanza. I tempi duriimpongono delle priorità, delle scelte e le nostre priorità hanno diritto di cittadinanza almeno in un partito che si definisce democratico.

Con stima e affetto

Angelica Lubrano

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