Sopravvivenza della specie umana: ultimo appello!

 


In certi ambienti Survival, ispirati al dottor Stranamore, si pensa che in caso di olocausto nucleare “fine del mondo” l’unica soluzione per la sopravvivenza della specie umana sia la fuga interplanetaria. La permanenza in rifugi sotterranei potrebbe durare troppo a lungo e non garantisce la riuscita perciò conviene espatriare verso altri pianeti. 

Tali progetti fantascientifici saranno anche attraenti e la corsa verso lo spazio sarà anche nel destino dell’uomo che, evidentemente, è nato esploratore, ma non vorrei che fosse anche una scusa per sfuggire al dovere di conservare la vita sul pianeta Terra, nella speranza di poter un dì emigrare su altri pianeti…

I mondi dell’uomo sono molteplici ma tutti nel pensiero... uno solo è reale: questa Terra. Se non siamo in grado di conservare la nostra vita onorevolmente sulla Terra come potremo sperare la salvezza emigrando su altri pianeti? Come potremo sperare di essere accolti nel consesso della vita universale extraterrestre se non siamo stati in grado nemmeno di mantenere la vita sul nostro piccolo pianeta?

Con ciò ritengo che l’esperimento della nostra sopravvivenza deve potersi avverare qui dove siamo…

Eppure già ci furono diversi scienziati e spiritualisti illuminati che sin dagli albori della società dei consumi avvertivano l’uomo del rischio di uscir fuori dai binari dell’equilibrio scienza/vita. Oggi il treno umano sta deragliando con scintillio di schegge impazzite: guerre ovunque, OGM, avvelenamento chimico metodico della terra e dell’acqua, energia atomica sporca, deperimento sociale e morale, urbanizzazione selvaggia, distruzione delle risorse accumulate in millenni dalla natura, etc.

L’uomo nel corso della sua breve storia ha enormemente trasformato la faccia della Terra, perché egli può deliberatamente modificare quasi tutto quel che costituisce il suo ambiente naturale e controllare quel che cresce e vive in esso.

La trama della vita è però tanto delicata e tanto legati sono tra loro il clima, il terreno, le piante e gli animali, che se una componente di questo complesso viene violentemente modificato, se alcuni fili vengono tagliati all’improvviso, l’intero complesso subisce una modificazione.

Per centinaia di anni -e soprattutto nell’ultimo secolo- l’uomo è stato la causa di deturpazioni, stermini ed alterazioni profonde… e questo malgrado la sua contemporanea capacità di creare abbellimento ed armonia. Il potere intellettivo che consente all’uomo di progettare e costruire è lo stesso che gli consente di distruggere. Con l’aumento smisurato della popolazione umana la capacità di procurare danni materiali come  pure l’affinamento del pensiero e della riflessione sono cresciuti esponenzialmente.

Purtroppo questa nostra Terra non è un Paese di Bengodi od un corno dell’eterna abbondanza… le risorse del pianeta, pazientemente accumulate e risparmiate nel suo ventre, sono ora in fase di esaurimento e fonte di lotta per l’accaparramento. La biodiversità e la purezza del genoma vitale sono sempre più a rischio… molte specie animali resistono solo negli zoo o nei giardini botanici. In tutto il mondo moderno ogni nuova impresa economica e scientifica viene seguita da peste e malanni, lo sviluppo continuo e l’antagonismo tra popoli equivale al consumo accelerato dei beni, nella incapacità di recupero ambientale e ripristino da parte della natura.

Occorre da subito e con la massima serietà e determinazione fermare la caduta, preservando le risorse residue e quel che rimane della vita selvatica, non solo per il mantenimento della bellezza naturalistica ma soprattutto perché l’armonia complessiva, cioè la reale sopravvivenza della comunità dei viventi (e dell’uomo stesso) dipende da quelle componenti.

Il futuro dell’umanità, infatti, non resta nella sua colonizzazioni di altri pianeti del sistema solare bensì nella sua abilità di conservare la vita sul pianeta Terra.

Per questa ragione la biologia, l’ecologia profonda, la spiritualità della natura sono aspetti essenziali del nuovo paradigma coscienziale. Uno dei più grandi misteri vitali, che abbiamo il dovere di affrontare e risolvere, è quello relativo alla nostra vera natura. Ma le religioni e la scienza non saranno mai in grado di darci una risposta se non cominciamo a cercarla direttamente in noi ed attorno a noi. Altrimenti non saremo in grado di uscire dal meccanismo ripetitivo delle guerre, dello sfruttamento insensibile, dei conflitti razziali e interspecisti….

Umanità non è solo simbolizzata da questi bipedi antropomorfi e non è solo un agglomerato organico definito “corpo”. Possiamo dire che Umanità è la capacità di riconoscersi con tutto ciò che vive e pulsa energeticamente dentro e fuori di noi.

La Terra è la nostra casa, l’abbiamo avuta in eredità da un lento e laborioso processo globale della vita, ma siamo sicuri di poterla lasciare a nostra volta alle generazioni future nella stessa integrità e opulenza nella quale noi l’abbiamo ricevuta? La dignità umana si gioca anche in questo… accettiamo dunque la sfida posta alla nostra intelligenza. L’evoluzione ha una direzione univoca, la crescita della Coscienza, restiamo in essa!

Paolo D’Arpini


Fonte: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2023/10/24/sopravvivenza-della-specie-umana-ultima-appello/



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