RIBELLARSI AL SISTEMA CONSUMISTA di Paolo D'Arpini

 


Guarda un filo d’erba al vento e sentiti come lui. Ti passerà anche la rabbia.”  (Tiziano Terzani)

L’Eternità è un attributo del Divino ma non per questo in essa è contenuta anche l’immutabilità. Ed è una fortuna! 

Questo è un mondo transeunte... la terra trema e fa tremare i cuori della gente... ma è sveglia… lei… è viva… lei… e ribelle… già ribelle!

La ribellione, in senso umano, deve tramutarsi in cambio di abitudini e allontanamento dalla sudditanza al sistema. Si chiama “sopravvivenza bruta”, cioè bisogna essere pronti a rinunciare in toto  a questa società consumista e totalitaria.

All’inizio sarà una ribellione  “parziale”  ovvero basata solo sul non incremento della nostra adesione al sistema... poi pian piano sarà necessario uno scollamento definitivo e non so se questo potrà avvenire a livello globale ma sicuramente deve avvenire a livello personale e di piccoli gruppi.

Intanto si può partire da cose fattibili: interrompere gli acquisti di qualsiasi bene innecessario, abiti, oggetti, macchine, vizi, etc. e limitarsi ai generi  di sopravvivenza. Nel frattempo tentando di incrementare l’indipendenza alimentare attraverso piccoli orti, anche sui terrazzini di casa, raccolta erbe selvatiche, etc.

Giornalmente faccio una passeggiata attorno alle mura di Treia e sono sempre meravigliato della dovizia che la natura ci offre. Dappertutto ci sono erbe commestibili ed anche alberi selvatici da frutta. Di legna secca  per il camino se ne trova in giro ed anche pigne e pignette.

Noi, come molti treiesi,  abbiamo anche un orticello sotto casa, certo non ci sono coltivazioni sofisticate (dovuto alla forte presenza di lumache) solo cicorie selvatiche, un po’ di bieta, qualche fiore, finocchiella, rosmarino, topinambur e quattro ulivi e recentemente -Caterina ed io- vi abbiamo piantato un melo  che ha già iniziato a dar frutti…  

Si dice: "Finché dura c’è verdura". Comunque anche questo è un segnale dei tempi che viviamo, ed è già tanto che possiamo “raccontarcela”. Vi pare?

Paolo D’Arpini - Rete Bioregionale Italiana


Post Scriptum:  "Consideriamo solo una cosa, da quando è diventato imperante il sistema consumista anche la qualità della vita si è abbassata, viviamo infatti in mezzo ai rifiuti ed all'inquinamento e non solo, anche dal punto di vista economico ci stiamo rimettendo, prendiamo ad esempio il costo dello smaltimento dei rifiuti che oggi incide molto più di un bene necessario, come ad esempio l'acqua, oppure l'incidenza che ha l'avvelenamento dell'aria sulle nuove “malattie” che affliggono l'uomo..."

Fonte: https://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2023/09/ribellarsi-al-sistema-consumista-per.html



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