GLI ANFIBI VEGANI

 VEGANI IN GUERRA

da Nota Diplomatica
di James Hansen

 In intrigante contrasto con le cronache allarmanti in arrivo dall’Ucraina, esponenti delle forze armate britanniche hanno annunciato in questi giorni la creazione di un movimento —la “Ministry of Defence Vegan and Vegetarian Network”—che avrebbe lo scopo di favorire l’introduzione di nuove divise “vegane” per gli effettivi della Royal Navy con i suoi Royal Marines, il British Army e la Royal Air Force. La rete MoDVVN opererà “per creare collegamenti tra i vegani e vegetariani delle tre forze armate, per sostenerli e istruirli riguardo a nuove idee e politiche”. Siccome le forze armate del Regno Unito da tempo si sono mosse per soddisfare le richieste dietetiche dei soldati, marinai e avieri vegetariani, l’obiezione ora è legata soprattutto agli anfibi di servizio—i “combat boots”—perlopiù confezionati con cuoio animale. La questione era già stata aperta nella sola RAF, l’aviazione, nel 2019 quando un tecnico di elicotteri vegano si era opposto all’obbligo di portare gli stivali di cuoio mentre era in servizio. La proposta della MoDVVN è che vengano forniti al personale militare interessato stivali confezionati invece con succedanei del cuoio animale: “…qualora gli equivalenti vegani riescano a soddisfare i livelli di protezione e di resistenza all’usura richiesti per quelli d’ordinanza”. Le “pelli” preferite sarebbero quelle d’origine vegetale e dal basso impatto ambientale, come la “vegan leather” prodotta con i torsoli e le bucce delle mele. Le forze armate britanniche al momento contano circa 200mila “UK Service Personnel” tra regolari, la Brigata Gurkha—un’unità scelta del British Army i cui soldati vengono arruolati tra la popolazione del Nepal e dell'India settentrionale—38mila riservisti volontari e 8mila “altri”. Nonostante gli effettivi non siano tantissimi su scala mondiale, sono ben equipaggiati e anche molto cari. La spesa militare del paese è—secondo l’International Institute for Strategic Studies—superata in Europa solo dalla Russia, e non di tanto... È improbabile che i responsabili logistici riceverebbero con gioia la notizia di dover gestire anche degli anfibi speciali per i vegani. Al di là della logistica, le gerarchie militari non sono famose per l’entusiasmo con cui abbracciano le novità “woke”, ma in questo caso l’apertura alla proposta pare sorprendentemente ampia. Il Tenente Generale Richard Nugee, che nel 2020 ha guidato la preparazione della “climate change and sustainability review” per le forze armate del Regno, ha detto al quotidiano The Telegraph di avere personalmente ridotto il proprio consumo di carne di circa l’80% e che i militari britannici vengono regolarmente istruiti riguardo ai benefici del vegetarianismo sia per uno stile di vita sano sia per il bene del pianeta. Rimane un dubbio. Per quanto non sia elegante ricordarlo, gli eserciti in fin dei conti esistono per difendere il proprio paese attraverso l’uccisione dei nemici, cioè, di altri esseri umani. Gli animali invece sono intoccabili? È difficile decidere chi mettere prima? Dal punto di vista del karma, aiuta se si combatte indossando le calzature di cuoio di mele? Ad ogni modo, lo stemma che appare qui sopra è quello del Ministero della Difesa del Regno Unito e delle sue tre forze armate: navale, terrestre e aerea.

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