Laudato si', mi' Signore

 

Si realizza a Caserta il sogno di mons. Nogaro. Presente Zuppi, la Chiesa restituisce al popolo l’area strappata ai carrarmati e alle armi




Ha un grande significato la presenza a Caserta del card. Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei e inviato di Papa Francesco per la pace in Ucraina, che inaugurerà domani la nuova destinazione dell’area denominata ex “MACRICO” (Magazzino centrale ricambi mezzi corazzati): è un’area centralissima della città di cui la diocesi ha ottenuto la dismissione dal Ministero della Difesa. La vicenda MACRICO è esplosa in città a seguito di una vibrante omelia pronunciata dall’allora vescovo di Caserta, mons. Raffaele Nogaro, durante il Te Deum del 31 dicembre 2000, che annunciava pubblicamente la volontà di destinare, senza alcuna speculazione, alla città l’area, sconfessando, in pratica, l’operato dell’IDSC (Istituto di Sostentamento del Clero) che aveva firmato con l’Amministrazione comunale di Caserta un protocollo d’intesa che prevedeva la destinazione dell’area a “parco urbano vivo”, volendosi con ciò intendere compresenza di attrezzature e residenze.

Ventitré anni dopo, il sogno profetico di mons. Nogaro diventa realtà con la decisione del vescovo attuale di Caserta, mons. Pietro Lagnese, di trasformare l’ex stabilimento militare, luogo per definizione bellico, in uno spazio che verrà intitolato alla enciclica “verde” del Pontefice come “Campo Laudato si’”.

L’area di 324.533 mq. in posizione urbanisticamente strategica, in quanto si trova al terminale est dell’asse viario di Corso Trieste, la strada principale della città, che conduce, a ovest, alla Reggia di Caserta, viene restituita dal Ministero della Difesa, a causa di un contenzioso in atto fra I.D.S.C. e lo stesso Ministero, per l’ammontare dei fitti pregressi.
Allo stato attuale la zona, principalmente coperta da alberature (anche essenze pregiate), si presenta occupata da costruzioni, in parte in muratura e in parte capannoni in lamiera, con presenza, in questi ultimi, di amianto.

L’area presenta un interesse anche dal punto di vista storico-artistico: si tratta infatti del cosiddetto “Campo di Marte”, zona destinata alle esercitazioni militari dell’esercito borbonico, già pertinenza dell’antico edificio vescovile (XVII sec.), nel dopoguerra utilizzato dalle Forze Armate (Caserma Sacchi) e oggi in stato di totale abbandono.

Il Decreto di approvazione del vigente P.R.G. di Caserta prevede che tutte le zone militari dismesse debbano essere riclassificate come zone F, cioè destinate ad attrezzature pubbliche: norma molto opportuna, vista la carenza assoluta, rispetto agli standard di legge, di queste ultime. Basti pensare che, rispetto a quanto previsto dalla normativa regionale (10 mq./ab.), la città di Caserta possiede solo circa 2 mq./ab. di verde.

E domani, presente il card. Zuppi, con il patrocinio del Comune di Caserta, l’Istituto Diocesano per il Sostentamento Clero apre dunque le porte dell’Ex Macrico ai cittadini con il Festival dedicato alla “Laudato Sì”, l’enciclica di Papa Francesco, dal 27 settembre al 4 ottobre, con visite guidate, incontri, feste, dibattiti e momenti di confronto sul rispetto dell’ambiente e sulla partecipazione civica.

È un primo grande passo per una nuova visione di Caserta quale “città europea”. L’area viene messa a disposizione dei cittadini dalla Chiesa come bene comune: tornerà a essere un giardino, un campo di pace e di vita, d’incontro, di inclusione e di dialogo tra generazioni. Si sta lavorando alla progettazione di piazze, parchi a tema, percorsi d’acqua: un grande progetto green che l’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Carlo Marino condivide e sostiene.

Ad inaugurare la nove giorni di eventi e incontri, mercoledì pomeriggio sarà proprio il cardinale Zuppi, con accanto il vescovo di Caserta, mons. Pietro Lagnese.
Sarà poi il direttore de “L’Osservatore Romano”, Andrea Monda, a dialogare con Zuppi. “Un appuntamento – viene sottolineato in una nota della diocesi – inedito: le due personalità non si erano mai incontrate prima per un dibattito pubblico. Si parlerà di Tempo del creato, migranti e ovviamente della ex Caserma Macrico, che sia il card. Zuppi che Andrea Monda visiteranno mercoledì prossimo prima del confronto pubblico”. Il dibattito si terrà in occasione dell’inaugurazione del Festival dedicato alla “Laudato si’”, l’enciclica di Papa Francesco, nell’ex caserma di Caserta, trasformata dalla diocesi in un campo di pace, accoglienza e condivisione per i casertani e per tutti gli uomini di buona volontà.

“Il Festival, alla prima edizione, costruito tutto sul rispetto dell’ambiente e sulla partecipazione civica, è il tentativo della diocesi – prosegue la nota – di coniugare la presenza delle persone nella struttura con quello di diventare un luogo di riflessione e confronto per tutto il Paese”. Il Festival Laudato si’ – ha spiegato mons. Lagnese nella lettera di invito ai casertani – si terrà nell’area in passato nota come Macrico, da tanti anni in stato di abbandono, un tempo giardino dell’episcopio, e successivamente utilizzata prima come campo di addestramento militare e poi come centro di rimessaggio per mezzi corazzati, e che ora sarà “restituita alla sua vocazione originaria e messa a disposizione dei cittadini come bene comune: ritornerà a essere un giardino, un campo di pace e di vita, d’incontro, di inclusione e di dialogo tra generazioni”.

Irina Smirnova

Nella foto: Papa Francesco abbraccia mons. Nogaro, vescovo profeta di Caserta e nel suo episcopato spina nel fianco della politica: contro la camorra, contro le ecomafie, contro le discriminazioni razziali, accanto ai lavoratori e alle loro famiglie è stato il punto di riferimento di tantissimi non solo a Caserta. A Castel Volturno come nel capoluogo ha partecipato a manifestazioni sociali a difesa dei più deboli ed ha lanciato la marcia della pace che ha avuto immediatamente un grande successo. Non ha avuto paura a mostrarsi con don Vitaliano della Sala e con Francesco Caruso sotto la tenda a difesa dei diritti degli immigrati o a salutare Rosa Russo Iervolino quand’era ministro dell’Interno o abbraccia «mamma Africa», e i bambini di colore che vivono lungo la domizia. Parole dure contro la Camorra le ha lanciate sempre a cominciare da quel 25 marzo del 1994 ai funerali di don Diana, del quale era il padre spirituale e la cui memoria ha poi fieramente difeso.

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