EXTRATERRESTRI

 




Buoni gli E.T. — In mancanza di veri “incontri ravvicinati”, gli unici extraterrestri che ci sembra di conoscere sono l’E.T. di Spielberg e gli ancora più coccolosi ewok di Guerre Stellari. La nostra unica, reale esperienza di “vita intelligente” nell’universo è con noi stessi, e noi umani siamo pericolosi, seppure (forse) ben intenzionati…

È comune la convinzione che l’Universo - essendo presumibilmente infinito - dovrebbe aver generato un’infinità di altre forme di vita. L’ipotesi è stata messa in dubbio dal  paradosso di Fermi. Il fisico italiano si è posto una domanda semplice: “Se è così, dove sono tutti quanti?”

Nel 1983 l’astronomo americano David Brun propose una possibile risoluzione del quesito di Fermi, nota come la Dark forest hypothesis. Davanti all’evidente scarsità di civiltà extraterrestri, Brun suggerì che le società capaci di spingersi oltre al pianeta d’origine rappresenterebbero potenzialmente una minaccia per quelle già presenti nello spazio. Queste ultime potrebbero dunque volerle sterminare appena trovate. Nell’universo ostile ipotizzato, le sole civiltà con una possibilità di raggiungere la maturità sarebbero pertanto quelle capaci di non farsi scoprire… 

Una recente perdita di contatto con la sonda interstellare Voyager 2 della Nasa ha richiamato l’attenzione sulla sua missione, lanciata nel 1977.  Il veicolo spaziale ora viaggia a 20mila miliardi di km dal Sole e, oltre a raccogliere dati astronomici, dovrebbe anche annunciare alla galassia l’arrivo degli esseri umani nello spazio. La sonda trasporta all'uopo il Voyager Golden Record, una sorta di ‘CD’ inteso a informare le civiltà extraterrestri dell’esistenza della vita intelligente sulla Terra e dare indicazioni su come trovarci… È accompagnato da un breve saluto dell’allora Presidente americano, Jimmy Carter:

Questo è un regalo di un piccolo e distante pianeta, un frammento dei nostri suoni, della nostra scienza, delle nostre immagini, della nostra musica, dei nostri pensieri e sentimenti. Stiamo cercando di sopravvivere ai nostri tempi, così da poter vivere fino ai vostri.

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