UNA MONETA COMUNALE

Proposta di emissione di una moneta comunale (alternativa) per il rilancio economico della comunità...


 Ricordo che già durante il convegno "Economia, ecologia e moneta positiva", tenuto assieme a Fabio Conditi a Treia il 22 settembre 2018,  proposi l'emissione di una moneta comunale per il rilancio economico della comunità treiese.


Al Comune  infatti spettano tutte le funzioni che riguardano la popolazione ed il territorio, in particolare è il Comune stesso che deve farsi carico delle esigenze nascenti in determinati settori.

A conferma di quanto sopra infatti, l’articolo 112 del T.U.E.L. enuncia che: “Gli enti locali, nell’ambito delle rispettive competenze, provvedono alla gestione dei servizi pubblici che abbiano per oggetto produzione di beni ed attività rivolte a realizzare fini sociali e a promuovere lo sviluppo economico e civile delle comunità locali”.

Ciò significa che   uno strumento monetario "comunale" è possibile,  ogni Comune può emettere moneta propria valevole nel territorio comunale, questo perché nella Costituzione Italiana è tuttora consentita l’emissione comunale di cartamoneta (in forma di "buoni" od altro).

Per questa ragione, nell'ambito delle proposte rivolte  ai candidati sindaci per le prossime elezioni comunali del giugno 2024,  suggeriamo questa azione come  primo passo da compiere per la promozione economica locale e la rivalutazione del denaro in quanto mezzo di scambio per beni e lavoro e non in quanto "bene in sé"...

Il denaro non è altro che un simbolo della capacità di una comunità (ma anche di un individuo) di poter operare e attraverso la propria opera, di poter disporre e scambiare quanto gli è necessario per la sopravvivenza ed il benessere.

La chiave dell’enorme potere derivante dall’attività di creazione dello strumento di pagamento, la moneta, serve anche per capire la geopolitica. Possiamo dire che il Grande Gioco si riassume nella questione e nella gestione dell’emissione dei mezzi di pagamento.

Una società libera emette liberamente questo mezzo di scambio, garantito dalla forza lavoro e dalle ricchezze accumulate al suo interno, che esse siano naturali, culturali o di altro genere.

Il senso della  appartenenza collettiva deve affermarsi nella società, coincidendo col bene personale, ed a quel punto sarà chiaro che non possono più risaltare (nelle scelte sociali e di governo) interessi rivolti a soddisfare una parte a scapito dell’altra.

La necessità di un bene comune deve affermarsi nella società, coincidendo col bene personale, ed a quel punto sarà chiaro che non possono più risaltare (nelle scelte sociali e di governo ambientale) interessi rivolti a soddisfare una parte a scapito dell’altra. Questo mondo presente di attrazioni e repulsioni, di scale di valori, di motivi personalistici e di incentivi egoici, insomma il mondo della competizione, lascerà quindi il posto al mondo comune a tutti.

Paolo D'Arpini 



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