NAVI BIANCHE E NAVI DI NESSUNO di Padre Mauro Armanino

 

(Lerici)


Navi bianche e navi di nessuno

…‘Tra il 1941 e il 1943 quattro transatlantici della Marina mercantile italiana - Saturnia, Vulcania, Giulio Cesare e Caio Duilio – furono appositamente trasformati nelle cosiddette Navi Bianche per riportare in patria dall'Africa Orientale Italiana 30.000 civili prelevati dalle loro case dopo l'occupazione del 1941 e rinchiusi nei campi di concentramento britannici: donne, anziani, invalidi e tantissimi bambini’… (Massimo Camorani, Dalle navi bianche alla linea Gotica 1941- 1944).

Dovevo tornare dal Niger per imbattermi con questo pezzo di storia per me sconosciuta e particolarmente eloquente. Mi ha particolarmente incuriosito quello delle ‘Navi Bianche’ che furono chiamate tali perché colorate di bianco con una grande croce rossa. Ciò per essere meglio identificate e dunque evitare di essere un facile bersaglio di guerra. Si trattava di bastimenti che riportarono migliaia di connazionali in patria in seguito alla rapida dissoluzione dell’impero coloniale italiano in Africa Orientale ad opera degli inglesi.

E fu così che, sempre secondo il diario del citato Massimo Camorani,…’dopo mesi nei campi di prigionia trascorsi in proibitive condizioni climatiche, igieniche, alimentari e sanitarie, i rimpatriandi si trovarono ad affrontare un percorso lunghissimo e difficile di circumnavigazione dell'Africa, poiché il governo britannico non aveva concesso il passaggio dal Canale di Suez....tre viaggi, ognuno dei quali, tra andata e ritorno, durava tre mesi, su una distanza di oltre 23.000 miglia’

Le navi di nessuno, invece, sono quelle che oggi, in circostanze analoghe, imbarcano persone che fuggono dalle prigioni libiche, ivi internate per tentare di fuggire da altri ‘inferni’ meno noti ma ugualmente mortali. Piuttosto che navi usano gommoni e non devono circumnavigare l’Africa. Sfidano quel Mediterraneo che, invece di essere un ‘ mare di mezzo’, viene camuffato in cimitero marino incustodito. … ‘I sopravvissuti ancora a bordo sono 460 e le condizioni di molti di loro non sono buone. Soccorsi dopo 3 giorni sotto il sole, senza cibo nè acqua, sono disidratati, presentano ustioni da carburante, gravi ferite e infezioni non curate e segni fisici e psicologici delle violenze e delle torture subite nei campi di detenzione libici’. (Messaggio di S.O.S. Mediterranée del 30 agosto 2022)

Un popolo che smarrisce la memoria rischia di smarrirsi a sua volta nel mare dell’indifferente ipocrisia del tornaconto economico ed elettorale.

Mauro Armanino 

Casarza Ligure, 4 settembre 022



-----------------------------------------------------------------------------------------------------------


IN EVIDENZA






"Quando soffia il vento del ricordo, / il sonno va via dalla testa / e il cuore balza alla gola. [...]"

"Sussurrava intorno un’aria così sottile / che svegliava i desideri del cuore, / il vento trascinava via la mia sciarpa / e pareva accarezzare la sua pelle.[...]"

“Dio mio, / perdono / di non visti peccati / mentre il mio giovane corpo / privo di fioritura / è legato con tubi / -radiazioni-chemioterapia- / torture-dolore-sofferenza-[...]".

"Scene di crudeltà massacri spari / bombe fuoco urla pianti / Poi un lungo silenzio.../ L’uomo ha dimenticato che anche lui / era un bambino![...]"
Un ventennio di pensieri di amore e spiritualità.




L'ALBERO DEI MILLEFIORI: Poesie eBook : ZARGAR, ZAHOOR AHMAD: Amazon.it: Libri


Commenti

Post popolari in questo blog

PIU' DONNE CHE UOMINI IN INDIA da Il Post

MORIRE PER LA NATO PUBBLICATO IN SPAGNA

COSE DA DIRE A UNA FIGLIA CHE E' DIVENTATA GRANDE di Chiara Macina