LA FAMIGLIA A CUBA

 

Dopo decenni di fakenews sulle presunte discriminazioni, Cuba mette ai voti il diritto familiare più rispettoso delle identità e delle scelte di ciascuno


“I diritti non si sanzionano né si censurano
Nè i modelli familiari rigidi, nè quelli prestabiliti, garantiscono persone per bene o cittadini conseguenti con il loro tempo. Se il pensiero dell’uomo si evolve lo deve fare anche la sua posizione di fronte ai diritti sociali”,
scrive Laura Mercedes Giraldez su Granma, commentando il referendum confermativo che domenica vedrà il popolo cubano esprimersi sul nuovo diritto di famiglia, senza dubbio la legge più avanzata del mondo nell’offrire pari dignità e diritti qualunque siano le identità e le scelte dei singoli cittadini e delle coppie.

Va notato che la Rivoluzione di Fidel Castro è stata indubbiamente una risposta alle discriminazioni razziali e sociali che regnavano nei Caraibi fino agli anni ’60, come risultato della colonizzazione di fatto degli USA che consideravano Cuba il proprio parco dei divertimenti con licenza di stupro. E tuttavia il pensiero cattolico che innerva la cultura cubana aveva condizionato le politiche sui temi della sessualità con l’idea – che grazie a Papa Francesco la morale cattolica stessa ha ormai archiviato – che l’omosessualità e le altre identità Lgbt+ siano manifestazioni di una imperfezione ovvero forme patologiche.

In un’intervista al quotidiano La Jornada Fidel Castro ha ammesso le ingiustizie perpetrate contro i gay negli anni successivi alla vittoria della rivoluzione cubana nel 1959, e ha indicato se stesso come unico responsabile. Castro, ex presidente del consiglio e comandante in capo, ha inoltre detto che insieme agli omosessuali anche le persone di colore e le donne sono stati a lungo discriminati nel paese.

“Avevamo così tanti e terribili problemi, problemi di vita o di morte, che non ci facevamo molta attenzione» ha detto riguardo al trattamento subito dagli omosessuali. «[Negli anni della rivoluzione] ci sono stati momenti di grande ingiustizia, e se c’è un responsabile, quello sono io”, ha chiarito il comandante già nel 2010.

Errori, certamente, mai crimini, però, mentre ancora assistiamo alla diffusione di fakenews su presunte violenze e persecuzioni di Stato ai danni di Lgbt+.

I processi rivoluzionari – spiega l’economista indiano Vijay Prashad – hanno cercato di proteggere il patrimonio culturale del popolo cubano dall’influenza perniciosa della cultura coloniale. Per essere precisi, ‘proteggere’ non significa rifiutare la totalità della cultura del colonizzatore, questo significherebbe imporre una vita campanilistica al popolo che però deve sempre avere accesso a tutte le forme di cultura. La Rivoluzione cubana ha adottato il baseball, ad esempio, nonostante la sua provenienza statunitense, cioè proprio quel Paese che ha cercato di soffocare Cuba per sei decenni”.

Salutiamo dunque con soddisfazione il referendum di domenica a Cuba, pubblicando un commento alla legge scritto da Laura Mercedes Giraldez. (S.I.)

I figli e i nipoti del mio vicino non lo hanno consultato per vendere la casa. Per le mie amiche che da 15 anni sono una coppia non esiste un documento legale che appoggi i diritti di questa unione.
Una conoscente vorrebbe che suo figlio portasse il cognome dell’uomo che lo ha creato. Dopo la partenza di una coppia dal paese i nonni desiderano occuparsi legalmente dei nipotini rimasti qui …
I tempi che viviamo necessitano cambiamenti d’atteggiamento e guardia per l’uguaglianza e la giustizia.

Gli esseri umani, senza eccezioni, abbiamo un’origine familiare, radici genealogiche che raccontano parte della nostra storia personale, ma non la definiscono del tutto. Il sangue non è il solo vincolo che forma famiglie sicure e felici.
Il piacere delle relazioni ugualitarie all’interno della famiglia e nell’ambiente sociale non può essere un privilegio esclusivo delle maggioranze.

Nè i modelli familiari rigidi, nè i prestabiliti, garantiscono persone per bene o cittadini conseguenti con il loro tempo. Se il pensiero dell’uomo si evolve lo deve fare anche la sua posizione di fronte ai diritti sociali.
Concetti come una sana vecchiaia, una gestazione solidale, auto determinazione, responsabilità dei parenti, autonomia delle persone in situazioni d’invalidità, unione di fatto affettiva, multi parentela, badante familiare, e altro puntualizzano questi giorni decisivi che vive Cuba per liberarsi da zavorre che lacerano la pienezza spirituale e materiale del popolo che andrà alle urne questo 25 settembre.

Il nuovo Codice delle Famiglie di Cuba è la Legge 156 pubblicata dalla Gazzetta Ufficiale, di fronte alla legalità e al mondo e Cuba è il primo paese che sottopone un testo come questo a referendum legislativo.
Per noi che viviamo in questa terra è l’avvio verso una società più inclusiva, più rispettosa che non sanziona ne censura l’amore ma che offrendo uguali opportunità, sutura le ferite di stampi che già non si adattano ai nostri giorni
Tutti conosciamo qualcuno che ha aspettato per anni il supporto e il riconoscimento legale contenuti in questa normativa, e se in qualche modo non ci vediamo riflessi in questa è perché non abbiamo percorso la totalità dei suoi capitoli e paragrafi.
Questa legge per la quale voteremo è la certezza di una infanzia felice, la conferma di una maturità piena e la garanzia di una degna vecchiaia.

Laura Mercedes Giraldez

Foto: Bambine e bambini molto felici in Cuba. Photo di Ismael Batista

Dopo decenni di fakenews sulle presunte discriminazioni, Cuba mette ai voti il diritto familiare più rispettoso delle identità e delle scelte di ciascuno - FarodiRoma


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