LO SCRITTORE (da leggere assolutamente!!!!!!!)

 

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- Quindi tu sei il ragazzo che vuole pubblicare il libro?
- Sì, guardi per me è un sogno che…
- Va bene, va bene. Account Instagram.
- Prego?
- Posso cortesemente vedere il tuo account Instagram?
- Perché?
- Guarda, io c’ho davanti una giornata che se te la racconto ti vengono i capelli bianchi per procura. Non ti ci mettere pure te.
- Scusi, ecco qua.
- Che è sta roba?
- La pagina Instagram.
- No, io ho bisogno di vedere la tua pagina pubblica. Quella con gli ottantamila follower.
- Non ho una pagina pubblica.
- Scusa eh, ci dev’essere stato un malinteso. Te sei lo scrittore?
- Sì.
- Indovino. Standup.
- Eh?
- Fai standup.
- No.
- Ah, ci piglio sempre di solito. Cuoco.
- No.
- E che fai, scusa?
- Scrivo.
- Scrivi.
- Sì.
- Ah madonna santa. No, guarda, non siamo interessati.
- Come non siete interessati?
- Non siamo interessati. Non so con chi hai parlato, a me dispiace pure averti fatto venire fino a qua con la pioggia e tutto, ma non ci siamo proprio capiti. Noi cerchiamo scrittori.
- Ma io sono uno scrittore.
- Ma mi hai appena detto che scrivi!
- Sì.
- Ma allora mi pigli per il culo! Come fai a essere uno scrittore? Vabbé ho capito, è uno scherzo. T’ha mandato Massimo? Allora tu digli a Massimo che non è che perché è una sega a ping pong deve farmi perdere tempo in una giornata in cui sa benissimo che…
- Chi è Massimo?
- Tu sei serio.
- Sì.
- Tu sei convinto di essere uno scrittore?
- Sì.
- Va bene, e allora dov’è la foto di te che leggi steso su un tappeto di foglie autunnali?
- Eh?
- Oh! Sveglia! La foto di te che leggi steso su un tappeto di foglie autunnali! La foto di te che tagli le verze! La foto di te che guardi il camino! Che dormi! Che porti le buste della spesa! Che bevi la tisana da una buffa tazza con le rane! Di schiena a Petra!
- Petra in Giordania?
- Sì!
- Mai stato.
- Dio cristo.
- Perché di schiena?
- Per far vedere il culo! Perché hai un bel culo!
- Grazie.
- Non era un complimento. Non lo so se hai un bel culo perché mi manca la foto di schiena a Petra!
- Scusi.
- No, scusa tu. Non volevo alzare la voce, ma vivaddio come pretendi che io riesca a capire che sei uno scrittore se non so come stai in costume da bagno, se non ho un’immagine di te con gli occhi lucidi perché hai appena finito il libro. Aspetta… ho capito. Tu intendevi scrittore nell’altro senso.
- Che senso?
- Che sei autistico.
- No.
- Una forma leggera, magari autodiagnosticata che fa molta simpatia.
- No.
- Magari un malattia degenerativa che ti rende amabile?
- Ma per fortuna no!
- Alzati un po’.
- Mi alzo?
- Alzati.
- Porca miseria.
- Cosa?
- Cammini.
- Non va bene?
- Non va bene, no. Son le basi. Capello strano, fragilità pubblica, tematiche fisse. Tu sei sicuro?
- Cosa?
- Che sei uno scrittore.
- Abbastanza.
- Ce l’ho. Sei un figlio della Mazzantini.
- No.
- Sei un giovane Castellitto e mi hai portato un bel romanzo sul vuoto esistenziale derivato dall'avere tre commercialisti.
- No.
- Allora conosci qualcuno.
- Qualcuno chi?
- Qualcuno. Qualche altro scrittore famoso. Sei scrittore per osmosi, perché sei amico di uno scrittore.
- Non saprei, non credo.
- Io adesso faccio un elenco in ordine alfabetico e tu mi dai lo stop quando becco quello giusto: Augias, Baricco, Bignardi, Bussola, D'Avenia, Galiano…
- Io…
- È Galiano! Lo sapevo, c’avevi la faccia da killer. Perfetto, quindi il post in cui ti consiglia ce l’abbiamo, quanto amici siete? Riusciamo a spremergli fuori un “il più bel romanzo dell’anno”?
- No, guardi io non conosco Galiano. Non conosco nessuno.
- Abbi pazienza, ma allora non capisco proprio.
- Cosa non capisce?
- Com’è che pensi di essere uno scrittore?
- Ho scritto un libro.
- Hai fatto cosa?
- Ho scritto un libro.
- Perché?
- Perché volevo farlo pubblicare.
- No, vabbè, tu sei un pazzo, un mitomane. Lo scrittore non scrive il libro. Lo scrittore lo firma.
- Ce l’ho qua.
- Il che?
- Il libro.
- Cioè, hai i fogli?
- Sì, i fogli.
- E io che ci faccio con questi?
- Li legge.
- Oh, ma come ti permetti?! Noi siamo una casa editrice seria! I libri li pubblichiamo, non li leggiamo. Quella è responsabilità dei lettori.
- Ma io penso di essere bravo a scrivere.
- Eh, se dovessimo pubblicare tutta la gente brava a scrivere, noi s’andrebbe in rovina.
- Non so se il libro è bello ma magari ci date una letta e vi piace...
- Guarda, a me stai simpatico, si vede che sei un bravo ragazzo e che sta cosa dello scrivere t’ha preso bene, ma ti sfugge un aspetto fondamentale: noi non pubblichiamo libri belli.
- No?
- No. Noi pubblichiamo libri che vendono. Questo è il mestiere nostro. Libri che vendono. E oggi quello che fa vendere un libro non ha quasi mai niente a che fare con quello che c’è scritto dentro. Perciò capisci il mio imbarazzo quando tu vieni qui e mi dici che sei uno scrittore portando come unica prova il fatto che hai scritto un libro.
- Io non avevo idea…
- È che voi pensate che per fare una cosa basti farla bene. Ma mica funziona così il mondo. Ascolta, te adesso ti fai un favore.
- Cosa?
- Adesso esci da qua e mi diventi famoso.
- Famoso?
- Per una roba qualsiasi. Per quello che pare a te. Scii, canto, strage, non importa. E poi torni qui e ti prometto che ti facciamo fare il libro.
- Grazie.
- Però una cosa importante.
- Sì?
- Non scrivere. Promettimelo che non scrivi. Scrivere ti fa perdere un sacco di tempo. E uno scrittore certe cose non se le può permettere.

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