CENA CON L'AUTORE: RENATA RUSCA ZARGAR

 


Sono molto felice di poter leggere un mio racconto in occasione della Giornata Internazionale della Donna.

La  Giornata internazionale dei diritti delle donne rimarca l'importanza della lotta per i diritti delle donne, per la loro emancipazione, per il rispetto della loro dignità di persone, stigmatizzando le violenze contro le donne.

Le donne non sono biologicamente uguali all’uomo ma devono essere considerate pari e mai suddite di rango inferiore.

Sarebbe bello, come dicono molti, che l’8 marzo fosse una  Festa della donna ma purtroppo non solo la donna non ha ottenuto ancora una effettiva parità ma viene picchiata, torturata e uccisa continuamente.

Leggo su internet che arriveremo alla parità entro il 2030.

Io trovo questa predizione assurda. Mi pare, intanto, che stiamo tornando indietro al passato e che, se veramente si volesse arrivare alla parità, per prima cosa bisognerebbe avere parità di stipendio a parità di mansioni lavorative.

Si potrebbe fare subito anche molto altro, come ad esempio, educare i maschi a rispettare le donne e a sopportare i rifiuti, in modo da non essere violenti (come invece sono in tanti) e a non uccidere (come fanno anche in troppi). Ogni giorno sentiamo con orrore un fatto di cronaca nera a danno di una donna e non possiamo fare a meno di pensare a quante donne vivano in situazioni di sottomissione e sofferenza.

Oggi io mi definisco Scrittrice perché posso dedicarmi a tempo pieno a questa grande passione che ho fin dai tempi delle medie.

Sono anche una scrittrice femminista perché, durante la frequenza dell’Università a Genova, ho iniziato a battermi per i diritti delle donne.

Sul profilo whatsapp mi descrivo come “Donna che scrive storie di donne” perché i miei personaggi sono essenzialmente femminili, sia occidentali che orientali (India).

Come sosteneva Alessandro Manzoni, l’opera letteraria deve avere il vero per soggetto, l’utile per scopo, l’interessante per mezzo.

Sappiamo, appunto, che circa ogni tre giorni viene uccisa una donna, senza contare le torture, le botte, le privazioni, le umiliazioni di molte altre. Allora, cercare di sensibilizzare, di far riflettere e di aprire le menti di maschi e femmine sul tema femminile dovrebbe essere un obiettivo primario per tutti e, in particolare, per una scrittrice (utile per scopo).


Il racconto che leggerò nell'incontro, “Solo una donna”, è ambientato su un altro Pianeta e chissà se là le donne avranno ottenuto i loro diritti!

Il racconto è inserito nella raccolta "Che te ne fai di un'altra femmina?" disponibile sia cartaceo che ebook su Amazon: 

https://www.amazon.it/CHE-FAI-UNALTRA-FEMMINA-occidentale/dp/B09M57X9GP

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