NO AL RIGASSIFICATORE

 


DA
https://trucioli.it/2023/11/16/la-nave-golar-tundra-non-sha-da-ormeggiare-

Il “Coordinamento no rigassificatore”non molla. 
I rappresentanti di ben 50 associazioni, movimenti e partiti si sono dati appuntamento, di recente, in Piazza Mameli, a Savona per condividere un pomeriggio di lotta e di resistenza a difesa dell’ambiente e della salute pubblica. 
Il sindaco Marco Russo e Franco Zunino del Coordinamento hanno partecipato tra gli altri, all’evento di protesta popolare per denunciare una scelta imposta dall’alto, senza un confronto con il territorio, già martoriato da insediamenti industriali inquinanti. 
C’è da sottolineare in merito  che un recente report dell’Institute for Energy Economics and Finalcial Analysis ci dice che l’Europa sta andando verso un eccesso di capacità di rigassificazione, rispetto alla domanda di metano e di gas naturale liquefatto (Gnl) anche in una prospettiva di medio periodo.

Già lo scorso aprile, Re Common metteva in guardia  dall’opportunità di investire in nuovi impianti  per l’estrazione ed il trasporto di gas, con particolare riferimento al Gnl distribuito via nave, in ragioni di diverse incognite come riduzione della domanda, la diffusione accelerata delle tecnologie pulite, le politiche per il raggiungimento di traguardi climatici net-zero per l’azzeramento delle emissioni e la volatilità dei prezzi.

Anche il WWF è intervenuto sulla assoluta  inutilità dei rigassificatori galleggianti ai fini della sicurezza energetica nazionale, sottolineando come le nuove infrastrutture per il gas “sembrano funzionali al solo sostentamento dell’uso di quelle fonti fossili che dovrebbero essere abbandonate in ottica di contrasto alla crisi climatica”. I rappresentanti di Medicina Democratica così si esprimono in proposito: “A causa della supposta emergenza nazionale– dice Gianni Gatti di Attac Savona-  vengono meno tutte le regole autorizzative rispetto alla valutazione di impatto ambientale  e delle alternative possibili. Inoltre come spesso accade nelle autorizzazioni ambientali vengono considerati  separatamente i singoli impatti senza tenere in considerazione l’effetto cumulativo ed il contesto in cui questi impatti sui verificano”.

Ricordiamo che Vado Ligure è stata protagonista di un rilevante inquinamento ambientale provocato dall’esercizio  della centrale a carbone di Tirreno Power con gravi impatti sulla salute della popolazione e oggetto di un annoso procedimento penale recentemente risoltosi  con l’assoluzione dei 26 imputati coinvolti e in attesa della motivazione della sentenza.

L’impianto si inserisce in un contesto portuale di Vado Ligure e Savona sono già  presenti ed in fase di progettazione diverse infrastrutture  ed attività con cui potrebbe interferire. Spiega ancora Gatti: “Gli esempi sono il deposito di Gnl in costruzione e le condotte di Snam che dovrebbero poi portare il gas a terra per immetterlo nella rete di distribuzione  nazionale, Queste nuove condotte passerebbero a 30 metri dalle tubazioni esistenti della Sarprom, collegate a loro volta al sito di decine di serbatoi  di stoccaggio, evidentemente andando ad aumentare i rischi connessi con simili infrastrutture”. E’ come se avessimo in mar una centrale elettrica, alimentata con genera che dovranno produrre energia per il funzionamento della nave stessa e per tutti gli impianti di rigassificazione e trasporto del gas, le cui emissioni in atmosfera si riverseranno anche sulla costa. Poiché è necessario provvedere a mantenere pulite le tubature, utilizzate per rigassificare il Gnl, precedentemente portato a -161° C. attraverso uno scambio termico che avverrà per mezzo del contatto con tubazioni contenenti acqua di mare, a circa 13 gradi di temperatura, il rilascio in mare dell’acqua avverrà ad una temperatura significativamente inferiore a quella prelevata. E per evitare il formarsi di incrostazioni nelle tubazioni questa operazione di pulizia preventiva prevede l’utilizzo di ipoclorito di sodio che sarà successivamente riversato in mare con le acque residue. La quantità di ipoclorito di sodio utilizzata è stimabile intorno alle 34 tonnellate all’anno che ovviamente causeranno  un grave impatto sull’ambiente marino.

Ricordiamo poi che la zona si trova a circa 2 chilometri dal Santuario dei cetacei. C’è da soggiungere ancora che nei giorni, appena trascorsi, in cui la costa ligure è stata flagellata da mareggiate impetuose, e molti si sono chiesti se ancorare una nave di tal fatta a 4 chilometri dalla costa di Vado Ligure ed a 2,9 chilometri da Savona fosse opportuno e soprattutto sicuro.

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