Aumentano gli eremiti vegetariani... per sfuggire al sistema consumista di PAOLO D'ARPINI

 Aumentano gli eremiti vegetariani... 

per sfuggire al sistema consumista


“Aumenta il numero degli eremiti che tornano a stretto contatto con la natura, favorendo gli ecosistemi e la biodiversità, presidiando e manutenendo il territorio, esercitando meditazione e contemplazione, elevando la propria spiritualità e senza alcun onere per la collettività…”  –  (Claudio Martinotti Doria) 

Dovrei raccontare anche la mia esperienza eremitica, vissuta  in diversi anni di ritiro nelle grotte e nelle capanne del Tempio della Spiritualità della Natura di Calcata.  Ricordo  a questo proposito anche l'esperienza di  Mario Dumini, che conobbi a Roma nel 1974, quando facevo vita eremitica cittadina, in Via Emanuele Filiberto, (senza luce elettrica né acqua corrente e vivendo di erbe selvatiche raccolte nei parchi, un'esperienza durata un paio d'anni),  fu Mario stesso che mi indicò Calcata come luogo di ritiro stabile.  Successivamente Mario si stabilì in una grotta di San Vittorino, facendo vita solitaria  (vedi:  http://marioduminieremita.weebly.com/chi-e-leremita.html)

Ricordo anche il caso di Marco, fuggito alcuni anni fa dalla società dei consumi, arrestato con l’accusa di coltivazione abusiva di canapa sui monti di Sambuca Pistoiese. E’ lì che da quasi quindici anni aveva scelto di vivere come eremita originario della provincia di Varese.  E’ un laureato alla Bocconi di Milano dove discusse la tesi “Metodologie di valutazione ambientale e sviluppo sostenibile”. Una mente brillante e una famiglia benestante alle spalle che lo hanno portato a diventare un product manager dell’Italaudio, storico distributore nazionale del gruppo Yamaha fino al 2001 quando, come lui stesso ha raccontato, mentre si trovava all’Holiday Inn di Manhattan  maturò la decisione di staccare la spina e a giugno dello stesso anno era in mezzo ai boschi delle montagne Pistoiesi, senza carta di credito in tasca, senza auto ma soprattutto senza il ritmo frenetico che imponeva il lavoro e l’azienda. Un ritmo e un lavoro che, racconta l’ex manager, servivano solo per soddisfare bisogni secondari, indotti dal sistema. Marco invece ha scoperto di voler vivere in mezzo alla natura seguendo i suoi tempi, quelli delle stagioni, e diventando vegetariano…  

E questo sembra il destino di tutti gli eremiti, ovvero: diventare vegetariani. Ma è normale che sia così, poiché vivendo nella natura e rinunciando alla società dei consumi le erbe selvatiche sono il cibo più accessibile (a questo proposito segnalo un mio scritto storico sulla conoscenza erboristica fatta a Calcata.  (Vedi: http://www.circolovegetarianocalcata.it/alimentazione-ed-ecologia/).

 

Ed ho continuato la mia ricerca per una sopravvivenza bioregionale anche dopo il mio trasferimento a Treia, nelle Marche.   (Vedi: http://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2020/10/alimentazione-bioregionale-per-una.html)

Paolo D'Arpini











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