SUPREMATISMO BIANCO

 

SUPREMATISMO BIANCO. UN’ANALISI DEL FENOMENO

Alessandro Scassellati Sforzolini propone un'analisi del fenomeno del suprematismo bianco che investe tutti i paesi occidentali. 



All’interno del complesso, incerto e contrastato scenario economico e politico attuale, il libro di Alessandro Scassellati Sforzolini Il suprematismo bianco. Alle radici di economia, cultura e ideologia della società occidentale (DeriveApprodi, 2023) analizza il fenomeno del suprematismo e del terrorismo bianco che investe tutti i paesi occidentali. Vengono accuratamente ricostruite le caratteristiche di questo fenomeno, attraverso l’analisi delle sue basi storiche, economico-politiche, culturali e ideologiche, delle narrazioni retoriche delle forze politiche conservatrici e di destra, delle trasformazioni indotte dal neoliberismo.

Ne emerge un mondo apocalittico e dispotico che affonda le proprie secolari radici nel colonialismo e nella nascita del capitalismo. D’altro canto, il suprematismo bianco è insito nella costituzione e nelle politiche dell’immigrazione degli Stati Uniti, «faro della democrazia globale». Se negli anni Sessanta i movimenti sociali per i diritti civili hanno messo in discussione questo carattere fondativo della società americana, forme di razzismo e suprematismo continuano a essere istituzionalizzate nelle politiche del welfare e della sicurezza interna, in un mondo sempre più paranoico e classista.

Il libro, che è stato presentato il 13 aprile alle 17.30 presso il CSV Lazio, in via Liberiana 17 a Roma, si sviluppa sulla convinzione che per affrontare il fenomeno del suprematismo bianco e comprenderne il radicamento nelle culture e società occidentali è necessario condurre un’analisi critica di «lunga durata» dei rapporti di forza – economici e politici – che queste società hanno storicamente avuto e continuano ad avere con le popolazioni «colorate» (non-bianche) del resto del mondo.

Relazioni che dal XV secolo continuano ad essere fortemente asimmetriche e squilibrate, prima nel quadro del colonialismo, capitalismo e imperialismo europeo e più tardi del dominio economico-finanziario e politico-militare americano – la Pax Americana – che è venuto consolidandosi a partire dalla seconda metà del XX secolo sulla scia prima della dissoluzione degli imperi britannico, francese e di altri paesi europei, e poi del collasso dell’Unione Sovietica nel 1991.

Un quadro interpretativo del caos in cui viviamo

suprematismo bianco
Alessandro Scassellati Sforzolini fa parte di Casa dei Diritti Sociali e scrive sulla rivista online Transform! Italia

La tesi di fondo dello studio è che oggi il suprematismo bianco rappresenta uno dei sintomi più emblematici della crisi di questo dominio e, più in generale, della crisi del capitalismo globale – la globalizzazione – regolato dal neoliberismo attraverso accordi free trade e le «istituzioni di Bretton Woods». Una crisi sistemica che si dipana con l’emersione di un mondo multipolare e policentrico caratterizzato da rapporti sempre più problematici e tesi tra le tre cosiddette superpotenze dotate di grandi arsenali nucleari, Stati Uniti e i loro alleati occidentali, Cina, Russia, e un numero crescente di paesi emergenti non occidentali del «Sud globale» (soprattutto asiatici, come India, Indonesia, Malaysia, Filippine e Vietnam, ma anche Messico, Brasile, Sud Africa, Nigeria, Turchia, Iran e paesi del Golfo), per cui si è aperta una nuova fase storica, quella della globalizzazione selettiva basata su una frammentazione dell’economia-mondo in blocchi geopolitici e geoeconomici in via di «disaccoppiamento» – un blocco euro-atlantico con i suoi satelliti in Asia orientale e Oceania e un blocco euro-asiatico in formazione – che esprimono diversi modelli di sviluppo capitalistico e di rapporti strutturali tra sistema tecnologico e finanziario e sistema sociale e politico, e sono in forte competizione tra loro per la supremazia economica (integrazione e controllo di risorse strategiche, supply chains e mercati), politico-militare (sfere di influenza) e culturale (egemonia ideologica e soft power).

Il quadro teorico con cui il libro è stato scritto è quello dell’economia politica informata dall’analisi storico-antropologica, mentre il suo spirito origina dalla consapevolezza di quanto profonda, estesa e complessa sia la crisi che oggi investe il pianeta. È una crisi onnicomprensiva e onnipresente, in cui geopolitica, capitalismo, crisi finanziarie, conflitti armati, disuguaglianze socio-economiche, cambiamenti climatici e divisioni razziali, etniche e religiose si intrecciano, alimentandosi e potenziandosi a vicenda in una spirale sempre più catastrofica. Pertanto, il libro è un tentativo di analizzare un fenomeno assai inquietante come il suprematismo bianco e, allo stesso tempo, provare ad interpretare e a «mettere in ordine» il caos globale, ossia costruire un quadro interpretativo e una narrativa in grado di fornire alcuni strumenti per comprendere l’apparente anarchica condizione presente del mondo in cui viviamo. Un mondo decisamente in subbuglio.

Alessandro Scassellati Sforzolini, ricercatore sociale, si è laureato in Scienze politiche alla Luiss di Roma e ha ottenuto un Master e un Ph.D. in Antropologia culturale presso il Graduate Center della City University of New York. Ha condotto numerosi studi e ricerche sul campo sui temi dello sviluppo locale, del mercato del lavoro, dell’immigrazione, dell’esclusione sociale, delle energie rinnovabili e dell’agricoltura sostenibile. Fa parte di Casa dei Diritti Sociali e scrive sulla rivista online Transform! Italia.

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suprematismo biancoAlessandro Scassellati Sforzolini
Il suprematismo bianco.
Alle radici di economia, cultura e ideologia della società occidentale
DeriveApprodi, 2023
pp. 240 , € 20

 

 



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