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Cari avaaziani in tutto il mondo,
nelle ultime settimane abbiamo pensato moltissimo a voi, alle persone che fanno parte di questo movimento.
Abbiamo riflettuto su tutto il lavoro svolto insieme quest’anno: le milioni di firme per fare pressione sui politici, i messaggi sinceri e sentiti per chi ha potere decisionale, le azioni pubbliche e gli appelli consegnati alle autorità, le donazioni che hanno salvato vite.
Volevamo farti vedere chi siamo, ascoltare le nostre voci, farti arrivare tutta la nostra gratitudine per essere parte di Avaaz.
Allora, abbiamo creato questo video.
Come ha scritto la straordinaria attivista e autrice Joanna Macy: "Se gli sforzi umani potranno guarire il mondo, sono certa che sarà grazie alla gente comune, quelle persone il cui amore per questa vita è più grande della loro paura".
In un mondo che può sembrare completamente impazzito e squilibrato, ha senso volersi arrendere o concentrarsi solo sui propri bisogni. Ma noi non l’abbiamo fatto. Al contrario, insieme ci siamo mobilitati per sostenere cause che vanno ben oltre noi stessi.
Ci siamo battuti per il Pianeta, per chi vive in condizioni orribili o soffre la fame, per gli animali a cui mancano le parole per potersi difendere.
Forse essere parte di Avaaz ti sembra una cosa da niente, qualcosa a cui non pensi quasi mai. Ma senza di te Avaaz non potrebbe realizzare campagne, fare pressione e mandare aiuti diretti, perché Avaaz è la somma di tutti noi: persone normali in tutto il mondo, che condividiamo il sogno e la speranza di un mondo migliore, che uniamo le forze per un obiettivo più grande.
Siamo le "persone comuni" di cui parla Joanna Macy, e quando agiamo insieme, siamo milioni.
Con questo video vogliamo strapparti un sorriso. È solo un semplice ringraziamento, un piccolo regalo. Il vero modo in cui onoriamo il tuo sostegno è essere già al lavoro perché nel 2024 insieme possiamo contribuire a rendere il mondo un posto più equo e giusto.
Nell, Christoph, Fey, Alice, Sam, e tutto il team di Avaaz
“La verità non può essere perseguita, è sempre presente e manifesta, altrimenti non sarebbe verità ma semplice descrizione. E la descrizione non è mai la sostanza…” (Saul Arpino) " L’idea del “ritorno”, che costituisce uno degli elementi di primaria importanza nel Tao-te-king, affiora già nel Libro dei Mutamenti (I Ching). Sotto l’esagramma Fu si legge: “Ritornare è pervenire al Tao..”. Un commento attribuito a Confucio dice: “La ragione del Cielo è abbagliante e si abbassa sino alla terra. La ragione della Terra è umile e si eleva al Cielo. La ragione del Cielo diminuisce ciò che è elevato ed aumenta ciò che è basso. Gli spiriti nuocciono a ciò che è pieno e fanno del bene a ciò che è vuoto. La ragione del Cielo detesta ciò che è pieno di sé ed ama colui che è umile. L’umiltà è onorata e splendente: essa si abbassa e non può essere sormontata, essa è il fine del saggio!” L’esaltazione della semplicità, descritta nel Tao-te-king preesisteva a Lao Tze. Un moderno filosofo ci...
L’io individuale (ego) sorge dal riflesso della coscienza nello specchio della mente. Una sovrimposizione identificativa con l’oggetto osservato. L’oggetto è il corpo-mente che reagisce in relazione (al contatto) con gli altri oggetti esterni. Il momento che, nell’autoconoscenza, l’identità fittizia con l’agente scompare quel che resta è la pura consapevolezza del Sé. Non è perciò necessario, al fine della realizzazione, che le immagini -il mondo e l’osservatore- scompaiano, è sufficiente che la falsa identità con l’oggetto/soggetto riflesso (ego) scompaia. Ciò significa che il mondo può tranquillamente continuare a manifestarsi non essendo percepito come realtà separata. A questo punto il Sé e la sua manifestazione sono visti come la stessa identica cosa mentre il senso dell’io separativo (del me e dell’altro) viene obliterato. In fondo il dualismo è soltanto ignoranza di Sé. Il saggio osserva le azioni svolgersi senza che vi sia alcuna propensione o intenzione o giudizio in lui...
La libertà non è uno spazio libero Siamo nel millennio scorso, esattamente negli anni ’70, quando il cantautore Giorgio Gaber ricordava che la libertà è partecipazione. La politica è sporca, la politica non mi interessa, perché è la politica degli affaristi e quella dei riti elettorali. O tu fai la politica o la politica ti fa, dicevamo coi giovani in Costa d’Avorio alla fine degli anni ’80. C’era un partito unico perché unica sembrava la via per uscire dalla colonizzazione. Bastava unire gli sforzi e non perdere tempo con discorsi, dibattiti e ideologie peregrine imprestate altrove. Bastava il liberalismo capitalista e la promessa dello sviluppo agognato dalla banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale. La democrazia del Capitale arrivò coi Piani di Aggiustamento Strutturale, contrabbandati come democrazia occidentale vincente. Anche se tu non ti occupi di politica non temere perché lei si occuperà, senz’altro, di te. Che ha il diritto di votare e che passa la sua v...
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