I TRANS

 

Trans-immaginari
per essere visibili


L’estate di inGenere è ricca di consigli di lettura, visioni e racconti. Le abbiamo chiamate "playlist". In questa Marta Capesciotti ci accompagna in un percorso di storie raccontate da persone Lgbtiq, tra romanzi, fumetti, podcast e serie tv 


Come si fa a esistere se nessunə ti vede? Se la tua esistenza e la realtà che vivi non sono contemplate e fuoriescono dai parametri di ciò che è considerato non solo normale ma anche solo pensabile? Questa playlist è dedicata a un concetto spesso abusato o comunque mal interpretato, la visibilità.

Essere visibili significa esistere nello spazio e nei discorsi pubblici, accedere alle rappresentazioni mainstream e non, avere spazi per prendere parola. A volte questo concetto è mal interpretato perché la visibilità di gruppi oppressi o minoritari non ha tanto l’obiettivo – come spesso si pensa – di legittimare la propria esistenza agli occhi della maggioranza, di raccontarsi per essere considerati accettabili e per vedersi riconosciuti possibilità e diritti.

La visibilità è una questione di sopravvivenza: significa pensarsi in un mondo che vada al di là del proprio universo individuale, riconoscersi in altre storie ed esistenze, trovare una comunità di persone con cui scambiare le proprie esperienze e creare una narrazione comune. A questo servono la visibilità e gli immaginari, e la comunità Lgbtiq è esperta nel rivendicare e immaginare nuove narrazioni, affermando con forza da tempo quanto sia cruciale crescere potendo fare riferimento a modelli, storie, favole, personaggi in cui rispecchiarsi e a cui ispirarsi. E quanto sia importante che a creare quei modelli siano le stesse persone appartenenti alla comunità.

Questa playlist ha un focus specifico sulle vite delle persone trans e immagina allora un percorso che – tramite gli spunti generosamente offerti dalle persone trans stesse o da chi vive a stretto contatto con loro – permetta di immergersi e comprendere cosa significa identità di genere e cosa significa essere trans, liberando lo sguardo dalla violenza delle narrazioni apertamente transfobiche o più velatamente pietistiche e normalizzanti.

"Non sono ciò che tutti pensano che sia, per loro il mio vero io è invisibile. Se nessuno ti vede, tu ci sei ancora?" scrive lə scrittorə trans non binariə Akwaeke Emezi - che avevamo imparato ad amare con la sua prima opera tradotta in italiano, Acquafresca - ne La morte di Vivek (Il Saggiatore, 2021). Un romanzo nigeriano nelle sue ambientazioni e nei suoi demoni che sfalda le aspettative di chi legge, accompagnandoci nel senso più profondo di cosa significhi vivere la propria vita con autenticità e fedeltà a sé stessə, anche a costo della morte. Nella crudezza della violenza che colpisce le vite trans a ogni latitudine, la storia racconta anche di amore, di vicinanza, di comunità e di cosa significhi sfidare le proprie resistenze e decostruire le proprie certezze se questo è necessario per tenere nelle nostre vite chi amiamo, soprattutto se chi amiamo decide di condividere qualcosa di sé a cui non siamo prontə, come l’essere trans per esempio.

In Una storia d’amore. Lettera a mia figlia transgender, saggio-memoir pubblicato nel 2022 da Add Editore, Carolyn Hays racconta la storia di tantə di noi che facciamo parte della comunità Lgbtiq, di come reagiranno le persone a noi vicine al nostro coming out e di quanto una reazione positiva in questo senso può restituirci la forza di affrontare il mondo esterno, spesso ostile. Una lunga lettera che l’autrice immagina di indirizzare alla figlia ma che in realtà aiuta anche lei a raccontare e ricostruire la propria esperienza di genitore di una bambina trans e come questa esperienza di genitorialità l’abbia portata a ripensarsi come donna, come madre e come accademica, in un mondo in cui pensava di stare comoda alla luce dei propri privilegi e che ora diventa oscuro e minaccioso perché transfobico e discriminante. La storia di un amore familiare che ha saputo trovare la flessibilità sufficiente per rimodularsi di fronte alla richiesta di riconoscimento e visibilità di una figlia – così giovane eppure così forte e determinata – senza spezzarsi sotto il peso della paura.

Nella graphic novel Barba. Storia di come sono nato due volte edito da Laterza nel 2022, spinto dall'esigenza di prendersi spazi di parola in prima persona per creare immaginari in cui riconoscersi ha spinto Alec Trenta a creare una storia positiva e di empowerment che racconta il percorso di affermazione di genere di Alec che, con il supporto della sua rete e di amicə anche immaginariə, cerca la strada che lo porterà non tanto a essere “un vero uomo” quanto la versione più autentica di sé.

L’urgenza di parlare e di raccontarsi è la stessa che anima il podcast Nel mio nome di Leonardo Arpino: un racconto a puntate che dà voce ai ricordi e alle esperienze d’infanzia e adolescenza di quattro amicə trans perché – come dice l’autore nel presentarlo – “gli adulti trans di oggi sono i bambini di ieri e da bambini e da adolescenti hanno provato sulla loro pelle che cosa significa non conformarsi alle aspettative di genere in una società rigidamente normativa”. Storie, quindi, di ribellione e di affermazione: ascoltarle spinge anche le persone cisgenere a chiedersi come, quando e perché abbiamo deciso la nostra identità di genere o anche se ci siamo mai chiestə quale fosse. 

Legato al podcast è anche il documentario dallo stesso titolo uscito nelle sale nel 2022 per la regia di Nicolò Bassetti. Padre di un ragazzo trans, il regista ha intrapreso questo percorso incontrando quattro ragazzi anche loro trans - che sono poi i protagonisti del podcast – creando uno spazio in cui potessero raccontarsi, e tramite i loro racconti interrogare la propria storia di uomo cisgenere e di padre. L’immediatezza dell’immagine e la scorrevolezza della narrazione restituiscono la dolcezza di un confronto intergenerazionale caratterizzato dalla voglia non solo di raccontarsi, ma anche di ascoltare mettendosi in discussione.

Infine, alcuni suggerimenti dal mondo delle serie tv, che negli ultimi anni ha messo in circolo narrazioni divergenti e prorompenti quando si tratta di persone Lgbtiq. Dall’ormai classico Transparent – serie statunitense che ha debuttato nel 2014 raccontando le vicende di Maura Pfefferman, donna trans che fa coming out in tarda età, e della sua famiglia – ai più recenti Sex Education ed Euphoria. La prima, popolarissima serie britannica del 2019 che ha come protagonisti un gruppo di adolescenti alle prese con la scoperta della propria sessualità, del proprio genere e delle relazioni. Un modo per educare all’affettività che non lascia esclusə nessunə; una serie in cui qualsiasi adolescente può riconoscersi. Euphoria è un piccolo gioiello: ambientazioni oscure, dialoghi espliciti e una colonna sonora travolgente ci accompagnano nelle vicende di un gruppo di adolescenti che affrontano traumi, dipendenze, amori e, fondamentalmente, la scoperta di sé.

La colonna sonora di tutta la playlist non può che essere di Kae Tempest, artista britannicə, cantante e poeta dei tempi moderni. Politica nel senso più autentico del termine, non smetterà mai di incantarci.

Nota

Il simbolo ə già in uso in Italia e che abbiamo adottato in questo articolo consente di rendere il linguaggio il più inclusivo possibile rispetto al genere e per declinare in modo più ampio le parole che in italiano imporrebbero una scelta binaria tra il genere grammaticale maschile e quello femminile.  

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Questo libro è dedicato a tutti quelli che desiderano imparare a pescare con la canna fissa e ottenere qualche buon risultato. Le mie ricette e i miei segreti, come le esche e la pastura artigianale economica infallibile, ad esempio, sono utili anche a chi non è principiante ma vuole migliorare e raggiungere un pescato soddisfacente. Io ho un’esperienza più che quarantennale di tutti i tipi di pesca sportiva, seguo le ultime novità, leggo, sperimento. Per questo posso dare molti suggerimenti e informazioni. Nel testo, tratto quindi di lenze, galleggianti, tarature e concludo con i nodi. Cioè, con tutto quello che serve sapere per pescare con la canna fissa. La canna fissa è la base di tutto, chi si approccia alla pesca utilizzando la fissa anzitutto incomincia a farsi esperienza con un'attrezzatura più contenuta e, senza spendere molto, inizia a capire cosa gli potrebbe interessare per il futuro, ovvero magari di approfondire qualche altra tecnica. Diciamo che è la scuola base, anche a livello manuale il fatto di saper gestire canne di 7/9 metri, rende più facile l'approccio con altre tecniche come, ad esempio, la bolognese che molto le assomiglia. Il fatto di saper gestire un pesce solo con l'ausilio di una canna senza l'uso di un mulinello che con la frizione ammortizza le fughe, la dice lunga! Insomma, è la base di tutte le pesche.
Ho inserito, poi, un'appendice che riguarda
 un'antica pesca tradizionale caprese delle occhiate. Le pagine, infine, sono arricchite da foto di sorprendenti pescate. Mi potete trovare su YouTube e sul blog SenzaFine. Ma soprattutto mi potete trovare a pescare dove spero di incontrare tutti voi. Vi farò la dedica personale sul libro.

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