LIBERTA'

 



"...mi spingo verso la non libertà di scelta dell’io

 contaminato da molteplici convenzioni. Si crede che

 esista una propria capacità di decisione, ma anche i

 nostri pensieri sono frutto di selezione e evoluzione

 genetica. Ciò che reputiamo nostra "scelta" è il

 risultato di millenni di modificazioni. Alcuni di noi 

sono più abili nel formulare pensieri ed azioni che 

mitigano il selvaggio mondo pulsionale del desiderio. 

Molto è deciso dai codici ambientali e noi li 

rispettiamo sapendo già senza volerlo che si fa così, ci 

si castra per il bene del gruppo che poi è 

 implicitamente il solo modo per far sopravvivere i 

nostri geni..." (Antonella Michelon)


Mia rispostina: "Alla base di tutto pongo la mia 

esperienza, impiantata nella memoria, del momento 

in cui la coscienza stava illuminando la formazione di 

un corpo nel grembo di mia madre, essendo questa 

 coscienza individuale denominata “anima”, in cui 

percepii chiaramente il decorso karmico che quella 

forma psicofisica (quel me stesso) era destinata a 

compiere. Vidi le sue propensioni, le sue radici 

geniche, le tendenze innate, le vicende destinate, le 

 difficoltà, la gloria, il sacrificio, insomma tutto quel 

che doveva essere compiuto attraverso quello 

specifico individuo umano. Ebbene nel percepire 

tutto ciò chiaramente sentivo una certa riluttanza ad 

affrontare le prove, meglio dire a testimoniarle, o 

renderle possibili attraverso la presenza cosciente 

che io sono. Eppure, il delinearsi del destino 

 incipiente nello specchio della mente, che lo 

registrava e quindi lo immagazzinava come una 

pellicola che poi sarebbe stata proiettata nel corso 

della vita, comportava una parvenza di libero arbitrio 

nell’accettare il fato o nel rifiutarlo. Certo questa 

sensazione di accettazione o rifiuto era totalmente 

 soggettiva e non poteva in alcun modo modificare il 

corso degli eventi preordinati, ma avrebbe potuto 

lasciare una traccia sotto forma di insoddisfazione e 

rifiuto, con le conseguenze che potete immaginare 

nel dispiegamento della vita che stava per

 manifestarsi..." 

                                                 

                                               Paolo D'Arpini


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