Ricordo del professor Badarello di Francesca Sercia, Chiara Amato, Zarina Zargar

La notizia della scomparsa del professor Badarello, docente di materie artistiche, si è diffusa velocemente fra i suoi ex studenti e li ha colpiti impietosamente, portando con sé tanta amarezza e un senso di ingiustizia che sarà difficile dimenticare. Tanti anche i commenti di incredulità e tristezza sul web.

Anche se lui non potrà più, purtroppo, leggere queste parole abbiamo deciso di rendere pubblici i ricordi di ex alunne, per rendere giustizia alla sua memoria di persona sempre disponibile, corretta e gentile con l'altro.

"Siamo tre studentesse che hanno incontrato il prof. Badarello in momenti diversi, ma unite dal ricordo più che positivo che ci lega. Ci farebbe piacere che il nostro prof. venisse ricordato così, attraverso le nostre parole grate e sincere".

La testimonianza di Francesca Sercia:

“Una mattina di settembre, di un anno ricco di sofferenza, entrai in classe per la prima volta e la sua cortesia, la sua comprensione mi rimase immediatamente limpida nella mente.

L´anno trascorso con la sua guida mi fu di grande ispirazione, mi risollevò, mi ridiede fiducia in me stessa.

L’animo sensibile del Prof Badarello incantava non solo gli studenti, gli insegnanti, i genitori ma chiunque avesse la fortuna d’incrociare il suo sguardo.

Ha abbandonato prematuramente questa realtà che tanto necessita di persone, come il mio professore di pittoriche.

Voglio ricordare la sua formidabile capacità di comunicare, il suo entusiasmo di fronte alle discipline che insegnava con amore e passione, la medesima che forse non riuscì a conoscere nel corso della sua esistenza in altri ambiti.

Oltre ad essere un vero artista impegnato, sapeva mostrare il lato fragile dell’essere umano e così facendo eguagliava il ruolo d’insegnante a quello di un uomo ricco di valori.

Mancherà il suo sorriso, i suoi occhiali che incorniciavano un volto tanto buono; mancheranno le sue mani sempre impregnate di tempera. Mancherà un insegnante tanto stimato ma forse abbandonato alla solitudine che l’ha consumato così lentamente, fin a farlo affievolire del tutto.

Non ho avuto il tempo di salutarlo come avrei voluto, non avrò più modo d’incrociare il suo sguardo buffo nelle strette vie del savonese.

Ricordo solo il suo trench vintage indossato con tanto orgoglio, una busta in plastica sempre ricolma di materiale pittorico, le camicie che mostravano i segni del suo più grande dono, che non rappresentava solo quello di essere un artista come pochi altri ma soprattutto un uomo umile, modesto e sempre gentile.

Mostrava il sole a coloro che non vedevano altro che nuvole, in suoi occhi lacrimavano in silenzio ma erano capaci di donare forza più di qualunque abbraccio, più di qualunque parola.

Un uomo straordinario che ha regalato al mondo un cuore puro, un’anima buona dalla quale prendere esempio.

Era capace di rendere un foglio spolvero, una tela magnifica su cui dipingere idee, sempre uniche ed originali.

Non aveva paura di macchiare, di macchiarsi o di macchiarci, non temeva il suo modo ineguagliabile di raggiungere l’animo degli studenti attraverso il colore.

Lui adorava la realtà, amava le lezioni all’aperto affinchè potessimo carpire più realismo possibile da ogni angolo, ogni vicolo, ogni portone, di quelle vie così strette; così ricche di particolari che solo attraverso i suoi occhi si potevano riconoscere ed apprezzare.

Arriverderci professore, spero abbia finalmente trovato la pace che tanto l’è mancata.”


La testimonianza di Chiara Amato:

“Raccontare il professor Badarello non è un compito banale, era veramente un uomo poliedrico e difficilissimo da cogliere. Della persona ricordo la naturale bontà e cortesia ma l’aspetto che mi colpì e mi affascinò di più era il suo sguardo curioso e frenetico sul mondo, sembrava quasi a volerne carpire la molteplicità e le diverse prospettive. Nella mia classe era docente di Discipline Pittoriche, eravamo un piccolo gruppo di appena quindici alunni, che lui conduceva un po’ come una bottega d’arte. Sotto la sua guida abbiamo avuto modo di provare le tecniche più disparate, questa esperienza totalizzante ci ha permesso di cogliere la complessità del fare artistico come nessuna lezione tradizionale avrebbe potuto. Lego a lui in particolare un ricordo: quando ci cimentammo nella tecnica della doratura a foglia d’oro e, armati di un fornellino da campo e colla d’ossa di coniglio, “impestammo” di quel forte odore tutto il corridoio dell’ultimo piano del Liceo Artistico Arturo Martini! Fu forse un’esperienza sopra le righe per la scuola di oggi, e anche d’allora, ma gli sarò sempre grata per averci arricchito con un modello didattico così vivido e concreto. Episodi come questo però non devono ridurre la serietà e la garbata autorevolezza che metteva nel suo mestiere; ricordo quando per portarci in gita a Roma (se lui non fosse venuto, sarebbe stata annullata) comprò il suo primo cellulare, fu provvidenziale, alcune compagne ed io lo contattammo perché ci eravamo perse e lui venne a recuperarci in Piazza del Popolo con una positività e comprensione tali da sorprenderci. Ancora oggi, quando passo sotto Porta Flaminia, ricordo quella vicenda con un sorriso.”

La testimonianza di Zarina Zargar:

“L'altro giorno, scorrendo vari titoli di articoli giornalistici, ne ho notato uno che ha tristemente attirato la mia attenzione. Riportava le parole “lutto” e “liceo artistico” troppo vicine. Questo è bastato per farmi rimanere immobile per una quantità di secondi indefinita, divisa fra il non voler sapere nulla di una bruttezza che si preavvisava e il bisogno di sapere che cosa fosse successo.

Io sono una ex studentessa felice della scelta di frequentare un liceo in grado sia di formare persone competenti nei basilari campi del sapere, sia di aprire la mente e renderla più creativa approfondendo le diverse forme d'arte che ci hanno portato ad ammirare molti nostri illuminati antenati ma anche godendo della bellezza che si scorge ogni giorno nel mondo.

Devo assolutamente dire che nel mio percorso quinquennale di liceo artistico ho avuto la fortuna di incontrare numerosi insegnanti speciali, che hanno messo impegno nel loro lavoro, ma anche tanta pazienza e comprensione nei confronti di noi studenti con le mille vicissitudini dell'età adolescenziale.

Il prof. Badarello era uno di questi professori, capaci di coniugare in un equilibrio unico la competenza delle materie pittoriche di cui trasmetteva la conoscenza con pazienza e soprattutto con passione, all’apertura nei confronti dell'altro, dello studente che in anni così cruciali della vita per lo sviluppo futuro ha spesso bisogno di una guida che sappia non solo giudicare ma anche capire.

In particolare, io non sono mai stata molto brava nelle materie di indirizzo del liceo nonostante mi applicassi parecchio perché mi sono sempre comunque molto piaciute. Mi ricordo di una volta in cui, seguendo le indicazioni del prof. Badarello, mi ero cimentata nella progettazione e realizzazione artigianale di un pannello paravento. Il prof. ci aveva lasciati liberi di spaziare ognuno nella propria fantasia e anche nell'ingegno. Il mio risultato estetico non era di sicuro ottimale, ma il prof. Badarello, dotato di sensibilità artistica certamente, ma prima di tutto di sensibilità umana, non mi aveva minimamente umiliata o fatta sentire incapace pur trasmettendomi i migliori spunti per migliorare.

Non era raro vederlo passare per i corridoi per spostarsi da un'aula all'altra con la sua aria pittoresca e quasi sognante, come se la sua mente fosse stata immersa in un mondo altro dal nostro, forse per vederlo più colorato del nostro o per ideare la prossima avventura artistica con cui stimolare noi studenti.

Purtroppo la vita colpisce duramente anche le persone che si sarebbero meritate un destino del tutto migliore, lontano da dispiaceri e ogni forma di sofferenza.

Quel che posso dire io è che, nonostante la sua scomparsa prematura, il prof. Badarello ha comunque contribuito a rendere il mondo un pochino più accogliente e variopinto. Sono sicura che molti di noi ex studenti terremo stretto con noi tutto quello che abbiamo imparato, fosse anche soltanto nel tentativo di regalare un sorriso in più.”

Un ricordo affezionato e sicuramente impresso indelebilmente nella mente e nel cuore di tanti altri suoi studenti.

Buon viaggio, prof.

https://www.savonanews.it/2020/06/07/sommario/savona/leggi-notizia/argomenti/savona/articolo/scomparsa-del-professor-badarello-il-ricordo-di-tre-ex-alunne-persona-sempre-disponibile-corrett.html

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