CLAODIN DO GIABBE

 Un ebook di poesie "inedite" 

a vent'anni dalla sua scomparsa



Cön ti se ne và 'n'epoca

Dedicou a noströ poe pe' i vent'anni da-a sêu scomparsa

Savona, 27 Luglio 2006
Savona, 27 Luglio 2026 

Con tì se ne va 'n'epoca - e continoa in te "A vegia çiminea" - forse ciù povia de quella che vivemmö. Ûn epoca faeta de cose a-a bönn-a, de poule che tanti se son scordae... L'epoca che se ti parlavi in dialettö, te capivan!

Ho voluto rappresentare il ricordo di mio padre prendendo in prestito le parole di una delle sue poesie più rappresentative, "A-a vegia çiminea", che in poche amare e semplici righe esprimono un disagio sotto diverse forme.
Se si prosegue nella lettura della poesia, capiamo che il disagio di cui parliamo è universale e coinvolge ognuno di noi:

Oua cörimmö tûtti,
gh'aemmo tûtti sprescia,
nön se capimmö ciû,
nön gh'aemmö tempö,
gh'aemmö macchine, motö,
cönöscemmö a Svissera, a Germania,
e Arpi, i Apennin,
ö möndö intregö,
nön cönöscemmö chi ne sta vexin,
a-a porta a fiancö,
che importa,
l'è sölö ûn ommö...

Quasi una predizione: l'inesorabile abbandono delle tradizioni, di cui il dialetto è la spina dorsale portante, a scapito della velocità, del progresso (e aggiungerei della tecnologia, nuovo fronte del progresso) ci portano a vivere le distanze e il tempo in una dimensione differente da quella reale, magari in apparenza più appagante, ma che toglie alla persona la socialità e l'umanità della vita passata nei cortili di un quartiere, a giocare a palla, a lavare i panni ai treuggi, a giocare a scopa o a tresette nell'osteria sotto casa bevendo "'na pinta in te'n pirön".
Questa è l'umanità che Claodin ha tenuto stretta nella sua memoria e nei suoi scritti, dove l'uomo ha una rappresentazione più simile a sè, questo è lo spirito con cui ha vissuto la sua passione nei confronti del dialetto savonese e del contesto che ne rappresentava.
Oggi, a vent'anni dalla sua morte, ho voluto commemorare il suo ricordo scoprendo quanto le sue parole che pescavano nel passato, spesso malinconiche e pessimistiche anche quando ironiche, vedessero il destino inesorabile in cui l'uomo stava scivolando.
Ho nell'armadio i suoi quaderni pieni di scritti, di cui solo una minima parte sono stati editi nei due libri ufficiali (A Canson da Nostra Taera e Aodo De Bon). Molte altre sono state edite su quotidiani, raccolte antologiche, giornali, pubblicazioni di associazioni o riviste locali. Quasi tutte sono state da lui recitate in radio o nelle "seiann-e dialettali" che ha svolto, anche di giorno, a diecine se non a centinaia negli anni '80-'90 nei teatri, nelle società di mutuo soccorso, nei circoli sociali come quello dell'AVIS o dei portuali, ma anche nelle attività svolte nelle scuole o negli ospedali svolgendo una vera e propria missione a difesa del dialetto. Ma, come abbiamo capito, nella difesa del dialetto risiede la sua scelta (e la sua ragione) di vita.
Ecco com'e' nato l'ebook "Cön ti se ne va 'n'epöca", il primo volume di "quasi inediti" di Mario Scaglia a vent'anni dalla sua scomparsa, che potete scaricare e leggere liberamente sul sito "www.claodin.org" (ironia della sorte, utilizzando il progresso tecnologico per far sopravvivere il dialetto savonese). Nell'intenzione dello scrivente vi è quella di aprire una mini "linea editoriale" (sto parlando di altre pubblicazioni in formato epub) che permetta attraverso il sito di poter accedere a tutti - o quasi - i versi di Claodin Do Giabbe e avere la visione completa del mondo e dei pensieri di mio padre.
Mi sono dilungato in questa che sembra quasi la recensione di un critico (oltretutto in italiano!), ma come figlio ho sentito la necessità, condivisa con mia sorella, di comunicare i sentimenti che recepivo dal suo modo di essere. Era un uomo come tanti, con i suoi pregi e i suoi difetti, un padre che per me è facile definire speciale, con i suoi pregi e i suoi difetti, ma con la capacità di mettere a nudo i suoi sentimenti con una sincerità disarmante.
Il resto della prefazione, in dialetto, lo trovate nella prima pagina dell'ebook.

Cön ti se ne va 'n'epoca

Ciao papà, te vêuggemmo ben.
Spetine, tra 'n pettin rivemmö...

I têu figgêu

Daniela e Françesco



Savona - lavatoi


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