Artrosi, figli e "acqua antalgica"



L'estate è stata calda, per non dire bruciante, e non potevo proprio sopportarla. Così, durante la notte mi sparavo addosso il ventilatore anche perché il vicino di sotto si lamentava che il condizionatore facesse rumore e, quindi, non potevo usarlo. Di giorno, poi, nel negozio di gioielleria di mio marito, pieno di luci che lo trasformano in un vero e proprio forno da pane, avevo il mio ventilatore personale orientato su di me.
A settembre, la vecchia artrosi cervicale, da anni silente e strisciante, si è risvegliata. 
Un dolore atroce mi ha colpito al collo! In certi momenti, pensavo che mi si sarebbe staccata la testa.
-Te l'avevo detto! - mi aveva ammonita mia figlia Samina - Non devi uscire dalla piscina con i capelli bagnati! - Perché sì, altro peccato mortale, andavo a fare aquagym e, alla fine, non mi asciugavo i capelli!
-Ma si moriva di caldo! - avevo provato timidamente a protestare.
-Io che sono giovane me li asciugo sempre, anche d'estate e tu…
-Ma tu li hai lunghi, io no. -
Inutile. I figli hanno sempre ragione.
Infine, dopo tanto disagio e lamentazioni, mi sono accorta che in piscina proponevano un nuovo corso di "acqua antalgica", il giovedì dalle 9,30 alle 10,15.
Ho provato. È stato magnifico! La maestra Antonella, che è dolce e gentile di natura, ci ha suggerito movimenti lenti e rilassanti, attutiti dall'acqua che sempre massaggia e si prende cura del corpo proprio come, un tempo, quella nella pancia della propria mamma. Esercizi di allungamento, rilassamento, trazione dolce del mio povero collo intorpidito. Anche le mie compagne, ognuna con i suoi problemi, ginocchia, schiena, ecc., erano ammorbidite quanto me.
Infine, persino, mio marito, mio giudice e censore insieme a mia figlia maggiore, dopo qualche giorno, mi ha detto: - Devi tornare a fare quegli esercizi. Lo sai che non ti sei più lamentata? -
Per una volta, non posso dargli torto!

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