CATENE di Angela Fabbri (Ferrara)


Sento un peso sul collo.

E la testa si china sempre di più.

“ Stai mettendo altre catene… “

Sarà la cervicale.

Ma sento un giogo sul collo che mi china all’ingiù.

“ Liberati dalle tue catene, finalmente! “

Non posso. Non a quest’ora. Il mio vicino di sotto già dorme e oggi si è portato anche la sua ragazza a letto.

Immagina il fragore! Io che mi alzo dalla sedia e frullo le mie catene in giro e poi sopra la testa e le lancio via contro i muri.

E scoppio in un pianto fragoroso come i marosi del mare, ricadendo seduta, la faccia nelle mani che rìvolano delle mie lacrime di tempesta!

Perché scopro stanotte le mie catene, quelle da cui sono stata incatenata e quelle che io ho aggiunto di mia spontanea volontà!

No no. Queste cose della Bestia che ritorna Bella vanno vissute in un castello fatato, ovattato dai boschi innevati, con solo l’orchestra del vento che accompagna.

Mica in un condominio!


(Non spiego altro, ognun scelga le sue)


Angela Fabbri

(Ferrara, notte tra 1 e 2 aprile 2017)

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