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L'ENERGIA ATOMICA E' CATTIVA SIA IN PACE CHE IN GUERRA di Paolo D'Arpini

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  Diceva bene Sergio Zabot quando affermava che l'elettricità ricavata dal nucleare serve a corroborare -pacificamente- gli scopi dei produttori di bombe: “Il nucleare civile  è nato in simbiosi con il nucleare militare, per ripartire gli enormi costi per produrre l'uranio e soprattutto per arricchirlo al cosiddetto “weapon grade”.  Ad esempio lo sforzo civile e militare francese è stato imponente e la maggior parte dei costi, dalla Ricerca e Sviluppo fino al trattamento del combustibile esausto non sono mai entrati nel costo dei kWh che i cittadini pagano in tariffa, ma sono nascosti nelle tasse che tutti pagano. Non dimentichiamo che EdF, la società elettrica che gestisce le centrali nucleari è statale e che anche gli arsenali militari e gli impianti di arricchimento e di ritrattamento dell'uranio sono statali”. Infatti per fabbricare bombe atomiche serve uranio arricchito (o sporco secondo i casi), plutonio, ed altre cosette, e come meglio mascherare questa produzion...

Arundhati Roy: "La brutalità di Narendra Modi contro il Kashmir non si ferma"

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  Il primo ministro indiano Narendra Modi (a sinistra) al tempio Ram Mandir ad Ayodhya, il 5 agosto 2020.  (India press information bureau/Epa/Ansa) JAMMU E KASHMIR La brutalità di Narendra Modi contro il Kashmir non si ferma Arundhati Roy ,  The Guardian ,  Regno Unito 7   agosto 2020 A mezzanotte del 4 agosto 2019 le linee telefoniche e le connessioni internet del Kashmir si sono improvvisamente interrotte. Il 5 agosto 2019 sette milioni di persone sono rimaste bloccate nelle loro case per un rigido coprifuoco militare. Circa diecimila sono state arrestate e sottoposte a detenzione preventiva. Alcune sono ancora in carcere. Il 6 agosto il parlamento  ha approvato una legge  che ha privato lo stato di Jammu e Kashmir dell’autonomia e dello statuto speciale garantiti dalla costituzione indiana, dividendolo in due territori separati, il Ladakh e lo Jammu e Kashmir. In base alla legge il Ladakh non avrà un suo parlamento e sarà governato dirett...

ULTIMA ORA, il nuovo libro di Zahoor Ahmad Zargar

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Esce sulla piattaforma Amazon “Ultima Ora”, il nuovo libro di racconti, con alcune poesie collegate ai soggetti trattati, di Zahoor Ahmad Zargar, esponente nazionale e locale della Comunità Islamica, impreziosito da un’introduzione poetica della figlia Samina Zargar. Zargar ha pubblicato in passato alcuni saggi, un romanzo epistolare e vari racconti, oltre ad articoli di politica internazionale, anche perché, come spiega proprio in un brano presente nel volume, la scrittura gli è servita, nei primi anni dopo la sua venuta in Italia, per sentirsi parte attiva della società locale. Infatti, ha ricevuto premi e riconoscimenti per i suoi lavori che, spesso, sono stati letti in cerimonie pubbliche. Zargar si è impegnato assiduamente nel volontariato per la Comunità Islamica locale e nazionale ma, nonostante ciò, ha sempre aperto la sua mente a italiani e stranieri, musulmani e cristiani, buddisti, induisti, ecc., collaborando con tutti per la pace, l’integrazione e l’accoglienza. Egli, ...

Tutti #IMostri della vicenda TAP - Carlo Calenda

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LA ZONA MORTA sito web del FANTASTICO

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A QUESTO LINK TROVATE IL SITO http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/ Chi Siamo Il sito “La Zona Morta” nasce nel 2007 a opera di Davide Longoni che, dopo quindici anni di assenza, decide di riportare in vita, in versione web, la fanzine “ La Zona Morta ” che curava e gestiva nei primi anni Novanta del secolo scorso. Come allora gli argomenti trattano tutto ciò che è passabile sotto il termine “fantastico”, visto in ogni sua accezione ed espressione, spaziando dal fantasy all’horror, dalla fantascienza al mystero e trattando di letteratura, cinema, fumetto, televisione, musica, teatro e quant’altro permetta una forma di comunicazione. Dopo aver ripubblicato (corretto e ampliato) quasi tutto il materiale presente sulla versione cartacea, il sito ha preso il volo verso nuovi lidi, affrontando a 360 gradi l’argomento “fantastico” e dando quotidianamente un nuovo motivo per tornare a trovarci, richiamando i vecchi collaboratori e aggiungendone sempre di nuovi, per essere al passo con...

AMEDEO MODIGLIANI SI RACCONTA di Gordiano Lupi

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Amedeo Modigliani, pittore maledetto Nasco a Livorno, il 12 luglio del 1884, quarto figlio di Flaminio, commerciante romano, e di Eugenia Garcin, marsigliese e tunisina, un po’ spagnola; porto segnato in petto un destino ramingo, cresco in una famiglia ebraica trapiantata sul Tirreno, protesa sulle isole dell’arcipelago. Sono il solo pazzo d’una famiglia normale, ché mio fratello Emanuele, più concreto di me, diventerà avvocato; Margherita non si sposerà, resterà in casa, sarà la madre adottiva di mia figlia; Umberto, il più  intelligente, farà l’ingegnere. Mia madre lo capisce subito che diventerò un artista, fin da piccolo incentiva le mie doti e cura le mie tante malattie, una debolezza congenita che non mi abbandona, la pleurite e il tifo, la maledetta tubercolosi che finirà per uccidermi. I miei studi irregolari sono esperienze d’artista: la tecnica del nudo a Firenze, la bottega del macchiaiolo Micheli, le Belle Arti, gli Uffizi e l’atelier di Fattori. Viaggio molto con mia m...

COVID E GLUTEI di Renata Rusca Zargar

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COVID E GLUTEI   Una volta, ho letto da qualche parte che la donna sceglie l’uomo anche osservando il suo lato B perché è sinonimo di salute, di forza, di prestanza. Non saprei dire se sia vero o no, anche perché io credevo di essere rimasta colpita dalla profondità e dalla dolcezza dello sguardo di mio marito. Ma non si sa mai, nessuno di noi conosce gli interessi particolari del suo inconscio! Certo è che il lato B si nota parecchio nelle persone, specialmente se indossano i pantaloni. Capita spesso, infatti, di vedere malloppi di carni cascanti, purtroppo, anche in ragazze giovani. Sembra un po’ meglio se portano i tacchi alti, ma, certo, non sempre si può. Ieri pomeriggio, ad esempio, ho accompagnato mia figlia a fare shopping. Stavo seduta su una sedia a visionare le prove, così mi è capitato di vedere una signora, sui quaranta, apparentemente un bel fisico, che, però, ad ogni movimento, le ballonzolava il posteriore. Terribile! L’unico aspetto positivo della questione è...

STORIES FROM BEFORE mostra 3-30 agosto, ROSSOCINABRO, Roma

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Stories from before Ricevimento: Lunedì, 3 Agosto su prenotazione 3 – 30 Agosto 2020 La Galleria Rossocinabro è lieta di presentare la mostra collettiva “Stories from Before”. Nelle ultime opere presentate in questa mostra, Rossocinabro combina scene multi-figure, frammenti di natura, paesaggi o paesaggi urbani, dipinti e fotografie con opere immaginarie e segmenti astratti per creare composizioni multi-planari e nuove sculture. Le opere sono costruite mescolando intenzionali e spontanei soggetti, come se fossero effetti accidentali, forme tridimensionali e forme quasi astratte, appiattite, decorative, rappresentazioni realistiche e immagini riprodotte, mediate. Scoppi di colori vivaci, varietà di forme e trame arricchiscono le opere degli artisti, segnano il rinnovamento del loro linguaggio artistico e fungono da potenti catalizzatori di emozioni. La narrazione è spesso guidata dal concetto di arte come atto. Questo atto diventa una chiave universale per rivelare le storie d...

UMBERTO SABA SI RACCONTA di Gordiano Lupi

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Umberto Saba, poeta di Trieste Nel 1883 nasco a Trieste, in ritardo di trent’anni sul mio tempo, ché in una provincia come questa è come esser venuto al mondo nel 1850. Edoardo Poli, agente di commercio, il padre che non ho ma avuto, sposa mia madre Felicita Rachele Cohen, ebrea, subito l’abbandona al suo destino, inconsapevole di cosa voglia dire esser marito, avere una famiglia. Non posso chiamare padre uno che ho conosciuto (quasi per caso) vent’anni dopo, che non c’è mai stato, dicono non fosse adatto alla vita di famiglia, ma non posso scusarlo. Mi alleva la slovena Pepa Sabaz - non è il suo vero nome ma tutti la chiamano così - forse è lei la mia vera madre, ché per tre anni conosco solo il suo affetto, le sue braccia, il suo grembo. Per questo quando scrivo mi firmo Umberto Saba, non mi passa neppure per la testa di chiamarmi Poli, cognome che mi ricorda soltanto assenze, mancanze d’una vita. Mia madre mi prende con sé che ho compiuto tre anni, vivo con lei e due zie, una fami...